Agiografia Nel 303, Magniliano, magistrato di Thibiuca, una località vicino a Cartagine, eseguendo gli ordini imperiali, fece convocare in tribunale il vescovo Felice, il quale si rifiutò di consegnare alla magistratura civile i Libri sacri. Venne inviato a Cartagine dal proconsole Anulino e, dopo alcuni giorni di carcere a cui seguirono un nuovo rifiuto del vescovo, fu condannato alla decapitazione.

Secondo la sua stessa testimonianza raccolta in punto di morte, aveva 56 anni; il suo corpo venne sepolto nella basilica di Fausto, celebre per le tante sepolture di martiri cristiani.

Culto Il Martirologio romano lo riporta alla data del dies natalis, il 15 luglioIn alcuni Martirologi è ricordato il 30 agosto, forse confuso con i santi romani Felice ed Adautto e in altri al 24 ottobre.:

Alcune reliquie di san Felice giunsero in qualche modo dall'Africa a Venosa; qui si propagò il culto per il coraggioso vescovo martire al punto da far scaturire leggendarie ricostruzioni della sua vita, secondo le quali non avrebbe subito il martirio a Cartagine, bensì a Venosa dove era stato inviato in esilio. È attualmente copatrono di Venosa.

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