Le regioni d'estivazione sono ambienti d'alta quota propedeutici al pascolo estivo, riconosciuti come habitat seminaturali caratterizzati da una ricca diversità delle speciehttps://www.researchgate.net/publication/40125001_Transhumance_and_biodiversity_in_European_mountains.

La biodiversità di queste regioni alpine è il risultato di condizioni ambientali estremamente variabili che permettono la creazione di numerose e particolari nicchie ecologiche. Inoltre, suoli sovente poveri di nutrimenti, favoriscono la proliferazione di una varietà di specie non competitive. Queste, al contrario delle specie competitive, permettono la presenza di più specie nello stesso habitat, portando a una biodiversità unica.

Nonostante queste regioni siano poco condizionate dai principali disturbi antropogenici, la formazione di comunità e associazioni in queste regioni è fortemente influenzata dall'intervento millenario dell'allevamento tradizionale. Il suo rapporto con le regioni di estivazione è particolarmente marcato dall'agricoltura di montagna, nella quale vengono sfruttate le risorse offerte da questi habitat, influenzandone così lo sviluppo e i cicli vitali.

L'uomo sfrutta da millenni le regioni di estivazione, utilizzando le estese superfici pascolabili dei prati alpini. Molti disboscamenti furono effettuati al limite superiore delle foreste: 2800 km² dell'odierna regione d'estivazione svizzera (la metà della sua superficie totale) era in origine coperta da foreste, poi divenuti prati alpini. Questo fenomeno ha quindi creato spazi per nuove comunità vegetali e animali, aumentando la biodiversità di queste zone.

Oggi, l'agricoltura di montagna vive un profondo cambiamento: alcuni alpeggi (soprattutto i più inaccessibili o scomodi) sono sempre meno pascolati, mentre altri vengono sfruttati in maniera più intensa. Questo ha portato a due tendenze opposte: l'avanzamento della foresta nel primo caso e la eccessiva fertilizzazione nel secondo. In entrambi i casi vi è una perdita di biodiversità vegetale e conseguentemente animale, con i rischi che essa comporta: una perdita di qualità del foraggio, ma soprattutto una ridotta capacità di reazione ai disturbi (erosione, malattie, ecc.).

Influenza del pascolo

La gestione del pascolo e la concimazione influenzano in maniera significativa la composizione botanica di un alpeggio e conseguentemente determinarne la diminuzione o l’aumento di biodiversità.

Uno sfruttamento intensivo dell’alpeggio porterà a un accumulo maggiore di concime (letame). Le sostanze nutritive presenti in grande quantità nel terreno diminuiscono la biodiversità: poche specie competitive sono avvantaggiate, mentre molte specie non competitive vengono escluse. Gli effetti negativi spesso possono riscontrarsi anche sulla qualità del foraggioSchneider, Manuel K., et al. "Intensité de pâture et services écosystémiques dans les alpages." (2013). Una perdita di biodiversità renderà queste nicchie ecologiche più delicate e meno adatte a sopravvivere a perturbazioni o a situazioni di disequilibrio. In caso di cambiamenti climatici, malattie o altri disturbi (introduzione di una nuova specie, aumento di una popolazione erbivora, ecc.) un habitat diversificato avrà più specie e così più probabilità che alcune possano sopravvivere alla perturbazione. L'importante problema dell'erosione è strettamente legato alla biodiversità delle specie: diverse piante avranno diversi tipi di radici. Un mosaico di radici (radici avventizie, fascicolate, a fittone, ecc.) avranno quindi un'azione stabilizzante sul suolo, eliminando la possibilità che si verifichi un fenomeno d'erosione.

Uno sfruttamento estensivo è quindi ideale per il mantenimento e la promozione della biodiversità.

L'abbandono di un alpeggio e l'interruzione dello sfruttamento dona luogo a un avanzamento del bosco, con comparsa di cespugli e arbusti. In Svizzera fra il 2006 e il 2011 l'Inventario Forestale Nazionale ha registrato una crescita dei boschi di 320 km², il 40% dei quali erano in precedenza superfici adibite all'estivazioneDiversité spécifique en zone d’estivage, Stefan Lauber, Institut fédéral de recherches WSL, Beatrice Schüpbach et Bärbel Koch, Agroscope 2013 - www.alpfutur.ch/src/2013_hotspot_frz.pdf. È stato calcolato che ogni anno 2400 ha di pascoli d'estivazione sono abbandonati e subiscono un processo di forestificazioneWerder, Cornel, et al. "Embroussaillement et plantes à problème en zone d’estivage", AGRIDEA 2015 - https://agridea.abacuscity.ch/abauserimage/Agridea_2_Free/2641_5_F.pdf. Diversi studi hanno dimostrato che questo fenomeno comporta e comporterà una perdita di biodiversità, portando foreste più povere in specie a sostituire le comunità dei prati ricche in specieObjectifs environnementaux pour l’agriculture, OFEV e OFAG 2008. Le foreste ospitano infatti fino a un terzo delle specie ospitate nei prati alpini, di conseguenza la perdita è più che consistenteKoch, Bärbel, and Sarah Schmid. "Biodiversité précieuse dans les herbages des alpages envahis par les broussailles." Recherche Agronomique Suisse 4 (4): 172–177, 2013, http://www.alpfutur.ch/src/2013_qualitaet_rechercheagronomique.pdf .

Ciononostante è stato dimostrato, che un parziale avanzamento del bosco è positivo. Un pascolo composto da un mosaico di arbusti nani compone infatti degli habitat ideali per diverse specie animali e vegetali. La diversità specifica maggiore in alcuni studi è stata infatti rilevata proprio in superfici presentanti un mosaico di arbusti nani, soprattutto quando l'intensità di pascolo era tale da controllare il tasso di crescita di questi ultimi e la loro copertura si trovava fra il 30% e il 70% della superficie. Per una ottimale gestione è necessario quindi distribuire al meglio il bestiame, andando a sfruttare anche zone in pendio e poco sfruttate.

Relazioni di biodiversità

La Direttiva Habitat riconosce come habitat minacciati per l'abbandono delle pratiche di allevamento tradizionali diversi tipi di praterie (62-64-65), in particolare 6210 Formazioni erbose secche seminaturali habitat prioritario minacciato, 6510 Preterie magre da fieno a bassa altitudine e 6520 Praterie montane da fieno.

L’importanza della biodiversità vegetale nelle regioni d’estivazione e soprattutto il suo stretto legame con la biodiversità animale è stata descritta da diversi studiKoch, Bärbel, et al. "Vascular plants as surrogates of butterfly and grasshopper diversity on two Swiss subalpine summer pastures." Biodiversity and conservation 22.6-7 (2013): 1451-1465.Koch, Bärbel, et al. "Shrub encroachment affects the diversity of plants, butterflies, and grasshoppers on two Swiss subalpine pastures." Arctic, Antarctic, and Alpine Research 47.2 (2015): 345-357.. È nota infatti la relazione fra le formazioni vegetali a mosaico (di arbusti nani e cespugli) e insetti dell'ordine dei Lepidotteri (Rhopalocera, Hesperiidae and Zygaenidae) e degli Ortotteri (Ensifera and Caelifera). Questi studi confermano quindi la relazione fra biodiversità vegetale e quella di questi taxa di invertebrati, e ne ipotizzano una relazione anche con altri, quali i Sirfidi o i Bombi.

Diverse specie vegetali sono quindi usate per la valutazione della biodiversità delle regioni di estivazioni, almeno per quanto riguarda questo gruppo di animali.

Politica Nel 1992, al Summit della Terra a Rio de Janeiro, la Confederazione Svizzera entrando nella Convenzione sulla diversità biologica, si è impegnata a mantenere la biodiversità e a favorirne l’uso durevole.

La Confederazione svizzera con la politica agricola 2014-17 ha quindi messo al centro dei suoi obiettivi ambientali per l’agricoltura, la tutela della biodiversità. Dei fondi sono stati quindi stabiliti da UFAG e UFAM. Dei contributi sono stati approvati e sono destinati a incoraggiare gli agricoltori ad una gestione attenta e adatta alla promozione della biodiversità. Secondo l'ordinanza di pagamenti diretti (OPD), tali contributi sono pagati dal 1988, e dal 2014, hanno adottato il nome di "Superfici per la Promozione della Biodiversità (SPB)". Tale aiuto è stato indirizzato a tutti i diversi tipi esistenti di agricoltura: le coltivazioni erbacee, i frutteti e i vigneti, nonché l’allevamento di bestiame e il conseguente sfruttamento dei campi di fieno. Il livello di risorse utilizzato da ciascun tipo di attività agricola è differente, perciò diversi metodi, criteri e livelli di qualità sono applicati nel controllo. Nel caso delle regioni d’estivazione, è presente il “Livello di qualità II” o anche “SPB II”. Queste superfici devono essere conformi ai criteri di qualità ecologici fissati dalla OPD all’art. 59 e all’annesso 4 e deve soddisfare le esigenze legate all’estivazione (OPD art. 26–34, art. 38–41, annesso 2). La qualità della superficie deve inoltre essere mantenuta per 8 anni.

Qualità e interventi Rapporti ufficiali vengono redatti sull'insieme degli alpeggi che richiedono il sussidio per le superfici promotrici di biodiversità. Un protocollo viene quindi eseguito da un esperto che valuta la biodiversità e anche la produttività dell'alpeggio in base a diversi criteriPromotion de la biodiversité du niveau de qualité II. Surfaces herbagères et surfaces à litière riches en espèces dans la région d’estivage selon l’Ordonnance sur les paiements directs (OPD), AGRIDEA 2014 https://agridea.abacuscity.ch/abauserimage/Agridea_2_Free/2360_4_F.pdf.Istruzioni relative all’articolo 59 e all’allegato 4 dell’ordinanza concernente i pagamenti di- retti all’agricoltura (ordinanza sui pagamenti diretti, OPD) - Superfici inerbite e terreni da strame ricchi di specie nella regione d'estivazione, UFAG 2013.

I criteri che principalmente caratterizzano una superficie con qualità sono diversi. In Svizzera, sono considerate zone con qualità biologiche: Zone presentanti oggetti d’inventario d’importanza nazionale Zone secche e magre con specie indicatrici di biodiversità Zone umide e magre con specie indicatrici di biodiversità Zone umide e ricche in nutrimenti con specie indicatrici di biodiversità L’inventario degli oggetti d’importanza nazionale comprende paludi, prati e pascoli secchi e siti di riproduzione di anfibi che sono biotopi d'importanza nazionale, a condizione che il gestore abbia delimitato tali superfici. I prati secchi con specie quali Sesleria varia, Carex ferruginea, Festuca varia e Nardus stricta, sono quindi considerati prati di eccezionale biodiversitàPrati e pascoli secchi d’importanza nazionale, UFAM 2010 https://www.bafu.admin.ch/publikationen/publikation/01553/index.html?lang=it&download=NHzLpZig7t,lnp6I0NTU042l2Z6ln1ah2oZn4Z2qZpnO2Yuq2Z6gpJCGeIR7hGym162dpYbUzd,Gpd6emK2Oz9aGodetmqaN19XI2IdvoaCVZ,s-.pdf. Una superficie con prati secchi d'importanza nazionale all' alpeggio è quindi considerata di qualità ed è soggetta a ricevere i contributi.

Le specie indicatrici di biodiversitàSurfaces de promotion de la biodiversité (SPB) - Espèces indicatrices pour les surfaces herbagères et surfaces à litière riches en espèces dans la région d’estivage, AGRIDEA 2014 si differenziano in tre gruppi, alcuni dei quali ricoprono un ruolo di enorme importanza in quanto parte di nicchie ecologiche particolari e a rischio. Un esempio sono le zone umide e magre: specie come Bartsia alpina, Primula farinosa, Caltha palustris o generi come Epilobium, Pinguicula, Tofieldia, Trichophorum, Eriophorum o Carex (tranne Carex hirta) se presenti su più di 50% della superficie, donano qualità all'alpeggio e sono quindi danno diritto ai contributi. Anche la presenza di sfagno, quando ricopre oltre il 25% della superficie, determina l'assegnamento di qualità SPB e di contributi, in quanto è essenziale per la creazione delle torbiere a sfagni, biotopo raro e particolare che ospita una grande varietà di piante, spesso legate alle condizioni particolari della torbiera, come accade per le piante carnivore.