L'8º Reggimento Bersaglieri è un'unità dell'esercito italiano di stanza a Caserta e fa parte della Brigata bersaglieri "Garibaldi". Il suo motto è «Velox ad Impetum» (in italiano: "pronto all'assalto!").
Storia L'8º Reggimento Bersaglieri venne costituito il 1º gennaio 1871, in quattro battaglioni provenienti dal 3º Reggimento bersaglieri, dei quali ereditava le tradizioni e le relative ricompense alla bandiera di guerra che già contava tre Medaglie di bronzo al valor militare per la loro partecipazione alle campagne risorgimentali. Il III e il V Battaglione bersaglieri erano stati costituiti nel 1848 e nel corso della prima guerra di indipendenza vennero decorati con medaglia di bronzo al valor militare, per essersi distinti nella battaglia di Novara la 9ª compagnia del III battaglione e il V battaglione. Successivamente nel corso della seconda guerra di indipendenza la 9ª compagnia del III battaglione venne decorata di un'altra medaglia di bronzo al valor militare.
Il XII Battaglione bersaglieri prese parte alla campagna contro il Regno delle Due Sicilie partecipando all'assedio di Gaeta e successivamente alla presa di Roma.
Dopo la proclamazione del Regno d'Italia avvenuta il 17 marzo 1861 vennero costituiti il 31 dicembre 1861 sei reggimenti bersaglieri articolati ciascuno su sei battaglioni, per un totale appunto di trentasei battaglioni. L'anno successivo i battaglioni aumentarono a 40, inquadrati però solo su cinque reggimenti, con otto battaglioni per reggimento.
Dopo il 1870 il Regio Esercito venne riordinato su dieci corpi d'armata e il corpo dei bersaglieri riordinato su dieci reggimenti di quattro battaglioni, uno per corpo d'armata e venne soppressa la numerazione dei battaglioni, sostituita dalla progressione numerica da I a IV per ogni battaglione.
Nel 1886, nel cinquantesimo anniversario della fondazione del corpo Umberto I restituì ai battaglioni la vecchia numerazione che era stata modificata negli anni settanta.
Tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX secolo il reggimento ha fornito personale per la campagna d'Eritrea e per la guerra d'Abissinia del 1895 - 96 per il Contingente Internazionale a Candia nel 1897-98 dove venne inviato il XII Battaglione e per il Corpo di spedizione italiano in Cina nel 1900 - 1901 di cui fece parte un battaglione di bersaglieri su quattro compagnie provenienti dal 2°, 4°, 5° e 8º Reggimento.
Il reggimento ha prestato soccorso alle popolazioni di Calabria e Sicilia colpite dal disastroso terremoto del 1908 e per l'opera prestata la sua bandiera venne decorata di Medaglia d'Argento di Benemerenza. Dal 24 settembre 1908 vi fece parte il Sottotenente Aurelio Liotta, futuro pioniere dell'aviazione.
Nel 1910 venne stabilito la costituzione di 12 battaglioni bersaglieri ciclisti, uno per reggimento, riducendo di una compagnia gli altri reparti e all'8 Reggimento bersaglieri, costituito da III, V e XII battaglione, venne aggiunto l'VIII Battaglione bersaglieri ciclisti.
Tra il 1911 e il 1912 prese parte alla guerra italo-turca che portò alla conquista della Libia, guadagnandosi una Medaglia di Bronzo al Valor Militare.
Prima guerra mondiale Il 24 maggio 1915, giorno dell'entrata in guerra dell'Italia nel primo conflitto mondiale, il reggimento, che aveva la sua sede in tempo di pace a Verona, dopo aver costituito un nuovo battaglione, il XXXVIII, in sostituzione del III Battaglione, dislocato il Libia, era schierato sui Monti Lessini, con i suoi battaglioni V, XII e XXXVIII, dove si trovava fin dai primi giorni del mese di aprile.
L'VIII Battaglione ciclisti, che aveva lasciato Verona sin dai primi giorni dell'anno per concentrarsi con altri della sua specialità nei pressi di Udine, il 24 maggio, all'aprirsi delle ostilità, compì il primo sbalzo offensivo nella pianura friulana oltre il confine, procedendo all'occupazione di Visco, dopo aver fatto tappa a Tapogliano, la sera del 28 maggio raggiunse Romans, unitamente al Reggimento "Lancieri di Novara" ed all'XI Battaglione ciclisti. Le sue pattuglie, spintesi sulle rive dell'Isonzo ne tentarono il passaggio ma, accolte da violentissime scariche di fucileria, furono costrette a ritirarsi.
Il battaglione ciclisti si distinse particolarmente nell'attacco al Monte San Michele tra il 18 e il 21 luglio 1915.
La sera del 18 luglio, avendo ripreso la 3ª Armata le operazioni per l'occupazione dell'altopiano Carsico, ad azione iniziata, l'VIII e l'XI battaglione ciclisti lasciarono Romans, passando sulla sinistra dell'Isonzo, accompagnando dapprima i numerosi prigionieri nelle retrovie, poi, devoluto tale incarico ad altri riparti, il giorno seguente, messi entrambi a disposizione del settore di sinistra per rinvigorirne l'azione tendente a proseguire la iniziata conquista del Monte San Michele, mentre le truppe dei settori di centro e di destra svolgevano la loro azione, i due battaglioni bersaglieri seguivano, pronti ad intervenire. Il movimento era però talmente ostacolato dal fuoco di artiglieria, mitragliatrici e fucileria proveniente dal Monte San Michele, che, verso sera le truppe furono costrette a ripiegare sulle posizioni di partenza. L'VIII battaglione era sul poggio di q. 170 e sulle sue pendici sino all'Isonzo, fronteggiando le provenienze da Peteano. Durante la notte, i reparti dei settori, dove era stato possibile realizzare progressi, si rafforzarono sulle posizioni conquistate e due violenti contrattacchi vengono respinti. Il 20 luglio in pieno giorno le fanterie ripresero l'avanzata abbattendo ogni ostacolo e l'VIII battaglione ciclisti, seguendo l'XI ciclisti, conquistò a sua volta, alla baionetta, formidabili trinceramenti.
Dopo quattro ore di combattimento asprissimo e di violenti corpo a corpo, le truppe più avanzate giunsero sulla dorsale del Monte San Michele. Fra esse l'VIII Battaglione bersaglieri ciclisti, che ha seguito a poca distanza l'eroico XI Battaglione ciclisti nel porre piede sulla contrastata altura. All'alba del giorno seguente però, il nemico, con rinforzi giunti da Gorizia, sferrò un attacco violentissimo, mentre batterie di ogni calibro eseguivano fuoco tambureggiante sulle linee italiane. Vinta la resistenza delle compagnie del 10º Reggimento fanteria lo sforzo venne rivolto impetuoso contro i due battaglioni bersaglieri, i cui rincalzi portati alla riconquista del "Mamelon" perduto lo ripresero con sbalzo fulmineo. Il loro contegno permisee alle altre truppe di ripiegare ordinatamente, ma nuove colonne nemiche accorsero e, dopo una durissima lotta, i pochi superstiti circondati ed isolati furono costretti a retrocedere. La bandiera dell'VIII Battaglione ciclisti nell'occasione venne decorata con la medaglia di bronzo che premiava premia l'olocausto di numerose vite: 11 ufficiali e 270 uomini di truppa. Fra i dispersi l'irredentista dalmata Francesco Rismondo. Prima dell'imbrunire del 21 luglio i resti dell'VIII e dell'XI ciclisti ripassarono l'Isonzo per trasferirsi a Romans. Nel corso del 1916 fino ai primi di agosto il battaglione, passando da una grande unità all'altra, trascorse frequenti turni di trincea sul Monte Sei Busi, alle Cave di Selz, alla Trincea delle Frasche alternati con turni di riposo, per poi prendere parte a metà di agosto alla presa di Gorizia.
Nel corso del conflitto il resto dell'8º Reggimento si distinse battendosi nel Cadore in sanguinosi combattimenti e nella mirabile difesa del Piave, sbarrando con gravi sacrifici di sangue, il passo al nemico, meritando la medaglia d'argento al valor militare alla bandiera. A partire da giugno 1918 e fino alla fine del conflitto l'8º Reggimento bersaglieri venne inquadrato nella VI Brigata bersaglieri, comandata dal colonnello brigadiere Giovanni Dho.
Il III Battaglione bersaglieri, dislocato in Cirenaica, non ha avuto occasione di partecipare a fatti d'arme di grande rilievo. Il 28 maggio 1918, unitosi a Tobruch ad altre truppe metropolitane, venne imbarcato per il rimpatrio sul piroscafo Taormina. Giunto in Italia, dopo breve periodo di permanenza presso il deposito in Verona è stato assegnato, il 29 giugno, al IV gruppo della 2ª Divisione d'assalto.
Nel corso del conflitto alla guida del reggimento si sono avvicendati i seguenti comandanti: Colonnello Vero Vilmant, dal 25 agosto al 14 novembre 1915; Colonnello Augusto Rigault de la Longrais, dal 15 novembre 1915 al 1º marzo 1917 (già comandante con il grado di Maggiore del XXXVIII Battaglione bersaglieri dal 24 maggio 1915 al 15 novembre 1915); Colonnello Roberto Bertolotti, dal 2 marzo al 24 dicembre 1917; Colonnello Alessandro Pirzio Biroli, dal 25 dicembre 1917 al 15 luglio 1918; Colonnello Ugo Conti, dal 16 luglio 1918 al termine della guerra (decorato con l'Ordine militare di Savoia.
Nel corso del conflitto alla guida dell'VIII Battaglione bersaglieri ciclisti si sono avvicendati i seguenti comandanti: Maggiore Andrea Battinelli dal 24 maggio 1915 al 21 luglio 1915 (ferito); Maggiore Filippo Zamboni dal 22 luglio 1915 al 25 agosto 1917; Capitano Gastone Garroni dal 26 agosto 1917 al 23 ottobre 1917; Maggiore Attilio Bondurri dal 24 ottobre 1917 al 12 maggio 1918; Maggiore Bruno Giaccone dal 15 maggio 1918 al termine della guerra.
Nel corso del conflitto alla guida del III Battaglione bersaglieri si sono avvicendati i seguenti comandanti: Tenente colonnello Eutichiano Ferraccioli dal 24 maggio 1915 al 18 marzo 1916; Maggiore Ferruccio Oggioni dal 19 marzo 1916 al 24 settembre 1916; Maggiore Marco Morozzo della Rocca dal 25 settembre 1916 al 19 giugno 1917; Maggiore Ettore Spernazzati dal 20 giugno 1917 al 30 marzo 1918; Maggiore Filippo Brogliato dal 31 marzo 1918 al termine della guerra.
Terminata la guerra, con le rivendicazioni italiane che non erano state soddisfatte, all'impresa di Fiume presero parte alcuni reparti di bersaglieri, tra cui l'VIII Battaglione bersaglieri ciclisti.
Periodo tra le due guerre Al termine della prima guerra mondiale, per effetto della circolare ministeriale nº 3.760 del 7 luglio 1924 l'intero reggimento venne trasformato in ciclisti e con il battaglione quadro soppresso e dal 1924 al 1936 ha operato come Reggimento Ciclisti. L'11 marzo 1926, con la legge nº 396 sul riordinamento del Regio Esercito, il Reggimento viene costituito su Comando, Deposito e due Battaglioni, il III e V battaglione. Il 15 aprile 1935 venne ricostituito il XII battaglione e un mese dopo venne formato l'autoreparto reggimentale. Il 31 maggio 1935, con dispaccio ministeriale nº 6623 del 27 maggio 1935, fu ricostituita la 13ª compagnia del III battaglione, e la compagnia motomitraglieri assunse la denominazione di "Compagnia Motociclisti". Il 1º giugno 1937, per effetto della Circolare Ministeriale nº 30710 del 14 maggio 1937 il XII battaglione venne posto in posizione quadro. Il 1º luglio, la 18ª compagnia del III battaglione fu trasformata in compagnia motomitraglieri. Il 5 luglio, venne costituita, sulla base della precedente circolare e delle circolari nº 14.440 del 2 luglio 1937, la compagnia Cannoni da 47/32 per Divisione celere. Inquadrato nel 1937 nella Brigata Celere "Principe Amedeo Duca d'Aosta" il reggimento è passato nel 1938 alle dipendenze della II Brigata Corazzata che dal 1º febbraio 1939 venne trasformata nella 132ª Divisione corazzata "Ariete", in seno alla quale nel 1939 prese parte all'occupazione dell'Albania.
Seconda guerra mondiale Il 10 giugno 1940, giorno dell'entrata in guerra dell'Italia nel secondo conflitto mondiale, il Reggimento, inquadrato nella Divisione corazzata "Ariete", era articolato su un Comando, un plotone comando Reggimentale, III, V e XII Battaglione bersaglieri e compagnia cannoni da 47/32. Con questa configurazione organica il Reggimento venne dislocato sul fronte occidentale.