Biografia Ebbe un ruolo significativo e determinante nei destini dell'isola durante i ventisei anni del suo regno. Fu la seconda sovrana a fregiarsi del rango di regina: i precedenti reggitori erano soltanto capi. La prima fu la zia Falakika Seilala (1858-1869; Amelia era la figlia di un suo fratello minore premorto precocemente): nel 1829-1830 esercitò il potere Toifale, dal 1953 al 1958 la regina Aloisia Brial. Il monarca di Uvea, uomo o donna, viene indifferentemente denominato Lavelua.Righetti, p. 148
Nel suo periodo di regno furono sovrane per proprio diritto: Vittoria del Regno Unito, Guglielmina dei Paesi Bassi, Ranavalona II del Madagascar, Ranavalona III del Madagascar, Shah Jehan begum di Bhopal, e Liliuokalani delle Hawaii.Poncet, p. 24
Dopo che i missionari chiesero la protezione della Francia, questa fece di tutto per impadronirsi dell'arcipelago. La regina Amelia, il 5 aprile 1887, sottoscrisse formalmente un trattato che decretava il protettorato della repubblica francese sulle isole, a condizione che rimanessero invariati il suo potere sui sudditi e l'autonomia. Anche i re Anise Tamole di Sigave e Soane Malia Musulamu di Alo firmarono simili convenzioni.Poncet. p. 35
La regina si convertì al Cattolicesimo, completò la costruzione del palazzo reale nella capitale Mata-Utu e fece realizzare la vicina cattedrale di Notre-Dame de l'Assomption, dove sarà sepolta. Morì il 10 marzo 1895, all'età di 50 anni, e le succedette il primogenito Vito Lavelua II (1895-1904). I suoi discendenti regnano tuttora nell'isola Wallis.Pinelli-Gourmel, p. 45
Note
Bibliografia Jean-Dominique Pinelli-Gérard Gourmel, Au Pays de Trois Royaumes, ed. Pacifique, Paris 1991. Alexandre Poncet, Histoire de l'île Wallis, Société des Océanistes, Paris 1972. Rossella Righetti, Oceano Pacifico, Edizioni & Comunicazione, Milano 2005.
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