Biografia Laureato in giurisprudenza nella sua città, nel 1899 è docente di istituzioni di diritto e procedura penale all'università di Cagliari, in seguito a Messina, Modena, Siena e Pisa. Ha rappresentato l'Italia in numerosi congressi internazionali sul diritto penitenziario e presso la Commissione internazionale penale e penitenziaria di Berna, ed è stato inoltre delegato presso la Società delle Nazioni a Ginevra per i problemi della donna e del fanciullo.
Benché tesserato al PNF solo dal 1925Birocchi-Loschiavo (a cura di), I giuristi e il fascino del regime (1918-1925), Università di Roma 3, 2015, Roma tre Press, p. 45., già l'anno prima era autore di uno scritto che definiva la "rivoluzione fascista" un "atto di forza necessario"Nella sua concezione, lo Statuto albertino era ancora vigente solo perché il re aveva ceduto dinanzi alla marcia su Roma: G. Buonomo, Due processi e un delitto senza castigo. Quante frottole per salvare il mandante, Il Lavoro, luglio 2024, p. 10., il cui "consolidamento dovrà tanto più sicuramente riprendersi eliminando gli eccessi", tra i quali annoverava il "gravissimo fatto Matteotti"L'Impero, 28 agosto 1924, p. 1, riprendendo Ugo Conti, Sul delitto politico (brevi note a margine), in Rivista Penale, luglio 1924, p. 5 e ss..
Alla nomina a senatore ricopre la carica di preside della facoltà di Giurisprudenza di Pisa.
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