Il Timavo ( o Timav; ) è un fiume che scorre tra Croazia, Slovenia e Italia. Il corso superiore del fiume, oggi in Slovenia, in sloveno è detto Reka ed era un tempo noto in italiano anche come Recca.
Descrizione
Il fiume nasce in Croazia da una sorgente valchiusana del Monte Nevoso e precisamente dal picco Turkove škulje, distante solo un paio di chilometri dal confine con la Slovenia. Scorre poi nella val Malacca, nella contea Litoraneo Montana della Croazia; nel suo percorso attraversa il Carso per quasi novanta chilometri e sfocia nel mare Adriatico nei pressi di San Giovanni di Duino, in provincia di Trieste.
È famoso a causa del suo lungo tratto sotterraneo (circa 39 chilometri) che dalle grotte di San Canziano in Slovenia, passando per l'Abisso di Trebiciano, raggiunge il paese di San Giovanni di Duino. Qui ricompare in superficie per sfociare nel Golfo di Trieste dopo un paio di chilometri. Questo è uno dei più interessanti fenomeni carsici, e il Timavo, con i suoi 2 km di percorso in superficie in territorio italiano, può essere considerato il fiume più corto della penisolaSandro Toniolo, I perché e i nomi della geografia, Istituto Geografico Militare, Firenze 2005, p. 106, n. 204. che sfocia in mare.
Lo scazzone del Timavo (Cottus scaturigo) è una specie ittica endemica della sua sorgente. Dal nome del fiume deriva il nome dell'omonima Società di canottieri sita in Monfalcone e fondata nel 1920 da Umberto Sanzin.
Storia L'area delle risorgive, posta nel comune di Duino-Aurisina, fin dall'antichità fu importante luogo di culto. La presenza di un fiume che sgorgava dalla terra aveva incuriosito e impaurito le popolazioni primitive. Si veneravano DiomedeValerio Massimo Manfredi (con Lorenzo Braccesi) Mare greco. Eroi ed esploratori nel Mediterraneo antico, 1992 Arnoldo Mondadori Editore, Milano, Seconda ristampa 1998, Ercole, Saturno, la Spes Augusta, Libero Augusto e il dio Temavus. Virgilio ne era rimasto così impressionato da menzionarlo per ben tre volte: Egloga VIII, 6, Georgiche, libro III, 745 e Eneide, libro I, 395. Da qui passava la Via FlaviaL'Italia romana delle Regiones. Regio X Venetia et Histria, su treccani.it e nella zona della foce del Timavo raggiungeva il mar Adriatico la Via dell'ambra, lungo la quale fin dall'epoca preromana veniva importata dal Baltico la preziosa resina fossile.
Nel IV secolo, con l'avvento del cristianesimo, venne edificata la prima cappella, che, con successive modificazioni, divenne la chiesa di San Giovanni in Tuba. Il cenobio dei Benedettini venne distrutto dagli Avari nel 611. Fu ricostruito, ma gli Ungari lo abbatterono nel 902. Ricostruito nuovamente grazie all'interessamento del patriarca di Aquileia Ulrico I, venne definitivamente distrutto da un'incursione turca.
Nel 1284, durante una guerra con il patriarcato di Aquileia, i veneziani costruirono su un'isola artificiale, davanti alla sua foce, il castello di Belforte.
Storicamente, e attraverso le varie dominazioni, la sua foce è sempre stata considerata il confine sud-orientale del Friuli; durante il dominio asburgico parte del corso del Timavo fungeva da confine amministrativo tra il litorale austriaco e la Carniola.
Dopo la prima guerra mondiale alle Bocche del Timavo fu eretto il monumento ai Lupi di Toscana, opera dell'architetto Guido Cirilli.
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Note
Voci correlate Carso Giovanni Fortunato Bianchini Pucino
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