Abrone era il maggiore dei tre figli di Licurgo (lui, Licurgo e Licofrone).. Dopo la morte del padre (324 a.C.) lui e i suoi fratelli furono accusati da Menesecmo, acerrimo nemico del defunto, a causa di una graphe intentata da Trasibulo, e, giudicati colpevoli, furono consegnati agli Undici. e, secondo un frammento dell'orazione che Iperide scrisse a loro favore (Per i figli di Licurgo), messi in catene.. Abrone e i suoi fratelli furono scarcerati dopo che Demostene scrisse dall'esilio una letteraLa III lettera del corpus delle lettere di Demostene riguarda i figli di Licurgo; la sua autenticità è discussa. per sostenere la loro innocenza; a difenderli fu un discepolo di Teofrasto, Democle.
In seguito Abrone ebbe un ruolo di spicco nella vita pubblica ateniese:: "πολιτευσάμενος ἐπιφανῶς". in particolare, ricoprì la stessa carica del padre, quella di amministratore delle finanze dello Stato (), dal 310/309 a.C. al 307/306 a.C.; nel 306/305 a.C. ricoprì un'altra carica finanziaria, quella di amministratore della cassa per le spese militari ().
Abrone commissionò al pittore Ismenia di Calcide dei dipinti, realizzati sulle pareti dell'Eretteo, che raffiguravano tutti gli Eteobutadi che erano stati sacerdoti di Poseidone (questa dignità era ereditaria all'interno del ghenos); Abrone si fece raffigurare nell'atto di passare un tridente al fratello Licofrone, visto che cedette a lui la dignità di sacerdote di Poseidone.. Nello stesso posto, presso l'Eretteo, si trovavano delle statue in legno di Abrone, dei suoi fratelli e di suo padre realizzate dai figli di Prassitele, Timarco e Cefisodoto.
Non ebbe figli.
Note Annotazioni
Fonti
Bibliografia Fonti primarie
Fonti secondarie