Le credenze riguardanti la storia dell'astrologia, con le sue corrispondenze tra osservazioni del cielo notturno ed i significati attribuiti agli eventi terrestri, hanno influenzato variegati aspetti della storia e delle civiltà dell'essere umano, con le sue visioni del mondo, e molti altri elementi della vita sociale, politica, economica e culturale.Thomas Molteni, , introduzione, De Vecchi, 2022.

Origini L'astrologia, nel suo senso più ampio, era la ricerca di un significato delle vicende umane e terrene restituito dal cielo; si cercava tramite essa di capire il comportamento umano in generale, ma anche nel suo specifico, attraverso l'influenza su di questo da parte dei pianeti e di altri corpi celesti. Si è sostenuto che sia sorta come materia di studio non appena gli esseri umani iniziarono a fare dei tentativi coscienti di misurare, registrare e prevedere i cambiamenti stagionali riferendoli ai cicli astronomici..

La prova iniziale di tali pratiche appare come marcature su ossa e disegni sulle pareti delle caverne, il che dimostra che i cicli delle fasi lunari venivano annotati fin dal 23-25.000 a.C.; il primo passo verso una registrazione dell'influenza della luna sul corso delle maree e sui fiumi, oltre che verso l'organizzazione di un calendario comune.. Con la comparsa dell'agricoltura, durante la cosiddetta rivoluzione neolitica, nuove esigenze si sono via via manifestate, mentre aumentava nel contempo la conoscenza riguardante le costellazioni le cui apparizioni nel cielo con il passare delle stagioni permettevano di fare certi collegamenti: il sorgere di un particolare gruppo di stelle era ad esempio indice dell'avvicinarsi delle inondazioni annuali o di una variazione delle attività stagionaliEsiodo, (VIII secolo a.C. circa). Il poema di Esiodo intitolato Le opere e i giorni dimostra come la levata eliaca e l'impostazione delle costellazioni sono stati utilizzati come guida calendariale nel campo agricolo, da cui sono state elaborate previsioni astrologiche quotidiane, ad esempio: "Cinquanta giorni, tra il solstizio e la fine dell’estate, stagione spossante, è per i mortali il tempo adatto per navigare: né la nave spezzerai né uomini ti farà perire il mare", Le Opere e i Giorni, vv. 663-666, in Esiodo, Tutte le opere e i frammenti con la prima traduzione degli scolii , Milano, Bompiani, 2009, p. 223..

A partire dal III millennio a.C., con la diffusione della civiltà, si era altresì sviluppata anche una sofisticata consapevolezza dei cicli terrestri e si ritiene che gli uomini abbiano consapevolmente orientato i propri edifici templari con il preciso intento di creare un allineamento con i moti eliaci delle stelle.. Vi sono prove sparse che suggeriscono il fatto che i più antichi riferimenti astrologici conosciuti sono copie di testi realizzati durante questo periodo; due di essi, tratti dalla Tavoletta di Venere di Ammi-saduqa (compilata a Babilonia attorno al 1700 a.C.) sono considerati come essere stati prodotti durante il regno di Sargon di Akkad (2334-2279 a.C.)Due testi che si riferiscono ai "presagi di Sargon" sono riportati in Ernst F. Weidner, “Historisches Material in der babylonischen Omen- Literatur”, in Mitteilungen der Altorientalischen Gesellschaft, 4 (1928–29) pp. 226–240 ed. Bruno Meissner, (Leipzig, 1928-9), v. 231 e 236..

Un altro, con un uso precoce dell'astrologia elettiva, viene attribuita al regno del sovrano del popolo dei Sumeri Gudea di Lagash (circa 2144-2124 a.C.). Una sezione di tal documento illustra di come gli dèi abbiano rivelato a lui solo in sogno la disposizione - e quindi il momento più favorevole - delle costellazioni adatta per la costruzione di un tempioTratto dal rotolo A del sovrano Gudea di Lagash, I 17 – VI 13. O. Kaiser, Texte aus der Umwelt des Alten Testaments, Bd. 2, 1-3. Gütersloh, 1986-1991. Citato anche in A. Falkenstein, ‘Wahrsagung in der sumerischen Überlieferung’, La divination en Mésopotamie ancienne et dans les régions voisines. Parigi, Press Universitaires de France, 1966, pp. 45-68.

Tuttavia sussistono dubbi sulla questione se queste indicazioni fossero state effettivamente registrate nel momento, o più semplicemente attribuite ad antichi sovrani dai posteri. La più antica testimonianza indiscussa dell'uso dell'astrologia come un sistema integrato di conoscenza è quindi attribuita alle annotazioni che emergono da quella definita col nome di età neo-sumerica (1950-1651 a.C.).

Il più vecchio oroscopo in possesso dei ricercatori è quello riferito al cielo del 29 aprile 410 a.C. Il testo è tradotto come segue: Nisannu, notte del 14 (?), ... figlio di Shumu-usur, Shumu-iddina, discendente [---], è nato. A quel tempo la Luna era al di sotto delle tenaglie dello Scorpione, Giove in Pesci, Venere in Toro, Saturno in Cancro, Marte in Gemelli. Mercurio, che si era fermato, non era visibile. [-] (?)Nisannu, night of the 14th(?), ... son of Shumu-usur, Shumu-iddina, descendant [---], was born. At that time the moon was below the Pincer of the Scorpion, Jupiter in Pisces, venus in Taurus, Saturn in Cancer, Mars in Gemini. Mercury, which had set was not vis[ible]. [-] (Things?) will be propitious for you. Si registra anche una prima forma di oroscopia giudiziaria, in una inscrizione ai tempi dei babilonesi è stata rinvenuta questa descrizione: [-] (Se) nasce un bambino e durante la sua infanzia si verifica un'eclissi solare: morirà in una città straniera e la casa di suo padre sarà dispersa.[-] (If) a child is born and during his infancy a solar eclipse occurs: He will die in a foreign city and the house of his father will be scattered.

Antico Oriente

Quello babilonese è stato il primo sistema organizzato di astrologia, che sorse nel II millennio a.C..; si ipotizza che una qualche forma di studio astrologico possa altresì essere sorta tra i sumeri durante il periodo di Uruk nel III millennio a.C., ma i riferimenti isolati ad antichi presagi celesti datati a questo periodo non sono considerati elementi di prova sufficienti a dimostrare una teoria integrata dell'astrologia per quanto riguarda quel popolo. Vedere anche . anche se il ricercatore Otto Eduard Neugebauer nel capitolo sull'astronomia babilonese del suo celebre Le scienze esatte nell'antichità dichiara il contrario, sostenendo che: Troviamo dunque già in questo periodo molto antico i primi segni di uno sviluppo che porterà in epoche più tarde all'astrologia giudiziaria e, in un'ultima istanza, all'astrologia personale od oroscopica del periodo ellenistico

La storia dell'apprendimento della divinazione celeste è quindi generalmente convenuto come esser cominciato con i testi del tardo periodo della prima dinastia babilonese (1.800 a.C.), proseguendo poi attraverso il loro medio regno e nel corso del periodo di dominazione da parte degli assiri (1.200 a.C.)..

L'Astrologia babilonese prevedeva una attenta osservazione dei fenomeni astronomici: l'unica fonte in nostro possesso che attesti la predizione in relazione agli eventi celesti è legata allo Enuma Anu Enlil, un registro di fenomeni astronomici dove sono riportate indicazioni su come interpretare gli stessi per scopi predittivi come riportato in numerose tavolette: per esempio in quella classificata nel numero inventario K3561, (e riportata nelle esposizioni online del Museo Galileo, Istituto della Storia e della Scienza, conservata presso il Londra British Museum) ovvero la ventesima tavoletta della serie Enuma Anu Enlil, sono indicati presagi sulle date delle eclissi e viene descritto come il fenomeno sia di cattivo auspicio, inoltre secondo la descrizione del Museo Galileo onLine della tavoletta in questione, la qualità del movimento dell'ombra lunare forniva agli astronomi babilonesi le indicazioni dell'area del mondo che poteva essere colpita da una calamità annunciata dal fenomeno stesso. Esempi di predizioni astronomiche, tratte dagli Enuma Anu Enlil, recitano quanto segue:

Se la Luna, quando sorge, Sirio sta al suo interno vi sarà guerra tra i re di tutti i paesi Se la Luna, quando sorge, lo Scorpione la circonda come un alone: leoni e lupi saranno inferociti, le vie di comunicazione saranno interrotte, (variante) i re di tutti i paesi diventeranno ostili Se la Luna, quando sorge, un pianeta sta al suo interno: in questo anno vi saranno epidemie in tutti i paesi Se la Luna è raccolta con le Pleiadi il paese si raccoglierà nelle fortezze Se la Luna scivola all'interno di una nuvola: giungerà la piena Se la Luna, quando sorge, è scura vi sarà omicidio e confusione nel paese Se la Luna, quando sorge, splende: in tutti i paesi gli scambi non saranno fiorenti.

Anche Otto Eduard Neugebauer è del parere che i pochi frammenti delle Enuma Anu Enlil dimostrino comunque non solo un calcolo astronomico ma anche un presagire, attraverso la sola osservazione dei fenomeni astronomici ma anche atmosferici.

Con il XVI secolo a.C. il largo impiego dell'astrologia era per lo più basato sull'interpretazione dei presagi, ciò può essere evidenziato nella compilazione di un lavoro globale conosciuto come Enuma Anu Enlil; il suo contenuto consisteva in più di 70 tavolette in scrittura cuneiforme e comprendenti 7.000 presagi celesti. I testi di questo periodo si riferiscono anche all'esistenza di una tradizione orale consolidata, le cui origini e i relativi contenuti possono essere solo ipotizzati..

In questo lasso temporale l'astrologia babilonese era soprattutto d'intento mondano, volta e maggiormente interessata cioè alla previsione dei tempi più propizi agli atti umani e verso questioni di tipo politico; fino al VII secolo a.C. poi la comprensione della pratica astronomica era piuttosto rudimentale. Solamente a partire dal IV secolo a.C. i loro metodi matematici avevano progredito abbastanza per poter calcolare le posizioni planetarie future con ragionevole accuratezza; a quel punto ampie effemeridi cominciarono ad apparire..

L'astrologia babilonese si è sempre più sviluppata nel contesto della divinazione, una raccolta di 32 tavolette risalente a circa il 1.875 a.C. rappresentano i più antichi testi dettagliati noti di divinazione tra i babilonesi, e questi dimostrano lo stesso formato interpretativo di quello impiegato nelle analisi dei presagi celesti.. Nelle tavolette erano inscritti i risultati dello studio del fegato dell'animale sacrificato per l'occasione; le eventuali macchie e segni particolari ritrovati su di esso venivano interpretati come messaggi simbolici provenienti dagli dèi e diretti al sovrano.

I babilonesi credevano inoltre che le varie divinità si presentassero nelle immagini celesti dei pianeti e delle stelle con i quali erano stati associati. Presagi celesti negativi collegati ad un certo pianeta erano quindi veduti come segni d'insoddisfazione o ira del dio che quel dato pianeta rappresentava.. Le indicazioni ricavate dal presagio erano soddisfatte con i tentativi volti a placare il dio e rinvenire così una modalità gestibile con cui l'espressione del dio potesse essere realizzata senza per questo incorrere in un danno troppo elevato per il re e la sua nazione.

Un importante rapporto astronomico consegnato al re Esarhaddon riguardante un'eclissi lunare verificatasi nel mese di gennaio del 673 a.C. mostra come l'uso rituale di "re o eventi sostitutivi", combinati con una fede cieca nella magia e nei presagi in una prospettiva puramente meccanica; il punto di vista cioè che l'evento astrologico dovesse avere un qualche tipo di correlazione considerevole all'interno del mondo naturale: ... All'inizio dell'anno un diluvio verrà a rompere le dighe. Quando la Luna ha fatto l'eclissi, il re, mio signore, dovrebbe scrivere a me. Come sostituto per il re, voglio passare attraverso una diga, qui a Babilonia, nel bel mezzo della notte. Nessuno potrà sapere, fonte: State Archives of Assyria 8 250..