La Cappella dei Principi è il mausoleo dei Granduchi di Toscana e delle loro famiglie ed è parte del complesso museale delle cappelle medicee di Firenze, ricavato da alcune aree della basilica di San Lorenzo.

Lo sfarzoso ambiente ottagonale è largo 28 metri ed è sormontato dalla cupola di San Lorenzo, che raggiunge un'altezza di 59 metri, la seconda per maestosità in città dopo quella del Brunelleschi.

Storia

San Giovanni nell'Apocalisse descrisse la Gerusalemme celeste come una città splendida, costruita interamente di pietre preziose, ed echi di queste suggestioni di favolose architetture si trovano anche nei romanzi cavallereschi medievali o in libri emblematici come l'Hypnerotomachia PoliphiliAA. VV., Sassi d'Arno, Fondazione Giovanni Pratesi, Figline Valdarno, 2018, pp. 16-19.. Per emulare quell'illustre modello spesso chiese e cappelle vennero rivestite di marmi e pietre, ma a Firenze si andò oltre: Cosimo I de' Medici, a coronamento dei suoi sforzi per valorizzare l'attività estrattiva e le cave di Toscana, avrebbe desiderato una nuova cappella funebre per la sua dinastia, degna del nuovo status nobiliare raggiunto. Tale idea trovò applicazione solo durante il regno di suo figlio Ferdinando I, terzo granduca dopo il fratello Francesco, che concepì un mausoleo a forma di gigantesco "geode".

L'esterno in pietraforte, animato appena dalle membrature in marmo bianco, fu progettato da Matteo Nigetti nel 1604 su disegno di don Giovanni de' Medici, altro fratello dello stesso granduca, e con l'aiuto, pare, anche di Bernardo Buontalenti. Per l'interno il progetto prevedeva un rivestimento integrale di pietre dure colorate, in ricchissimi intarsi in commesso fiorentino, per la realizzazione dei quali fu creato l'Opificio delle pietre dure. Il costo dell'impresa fu esorbitante e richiese molti decenni, anche per le difficoltà di approvvigionamento delle pietre in tali quantità, per le quali Ferdinando non esitò a farne un'impresa globale, con invii da tutta la Toscana, dalla Corsica e perfino dall'India e dalle Americhe. la parte più dura e logorante del lavoro, quella della segatura in sottili lastre (attività che produceva polveri tossiche se respirate), veniva eseguita dai detenuti nei bagni penali dei Turchi a Livorno. Le lastre arrivavano poi a Firenze, dove erano scelte, sagomate e messe in opera.

Il tono funebre dell'opera fece scegliere i colori più smorzati e cupi con porfidi e graniti. Nella zoccolatura invece si usarono pietre dure più colorate, nonché la madreperla, i lapislazzuli e il corallo per riprodurre gli stemmi delle sedici città sede di diocesi nel Granducato.

Nelle nicchie sarebbero dovute entrare le statue dei granduchi, anche se furono poi realizzate soltanto quelle per Ferdinando I e Cosimo II de' Medici, opere entrambe di Pietro Tacca eseguite tra il 1626 ed il 1642.

Gli altri sepolcri granducali appartengono a Cosimo I (1519-1574), Francesco I (1541-1587) e Cosimo III (succeduto a Ferdinando II, 1643-1723). Al centro dell'atrio, nelle intenzioni dei committenti, sarebbe stato collocato nientemeno che il santo Sepolcro, sebbene i vari tentativi di comprarlo o rubarlo a Gerusalemme fallirono.

I sarcofagi sono in realtà vuoti e le vere spoglie dei Granduchi e dei loro familiari (una cinquantina fra maggiori e minori) fino ad Anna Maria Luisa de' Medici (ultima erede della dinastia, 1667-1743), sono conservate in semplici ambienti ricavati nel pavimento della cripta sottostante.

La decorazione interna della cupola fu affrescata da Pietro Benvenuti fra il 1828 e il 1837, con Storie della Genesi, scene della Vita di Cristo e Giudizio Universale, oltre a Quattro Evangelisti e quattro Profeti negli ottagoni più vicini al centro.

Da dietro l'altare si accede a dei piccoli vani dove sono esposti alcuni oggetti liturgici e reliquiari, alcuni dei quali donati alla basilica da papa Leone X.

Note

Voci correlate Cappelle medicee Basilica di San Lorenzo (Firenze)

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