Il libero consorzio comunale di Siracusa è un libero consorzio comunale di abitanti della Sicilia, con capoluogo Siracusa. È subentrato il 4 agosto 2015 alla soppressa provincia regionale di Siracusa.
Confina a nord e nord-ovest con la città metropolitana di Catania, a ovest col libero consorzio comunale di Ragusa, mentre a est e a sud è bagnata rispettivamente dai mari Ionio e Mediterraneo.
Punto di riferimento commerciale grazie al porto di Augusta, con i tre siti di Siracusa e la Necropoli Rupestre di Pantalica, Noto, Palazzolo Acreide (gli ultimi due insieme col Val di Noto) insigniti dall'UNESCO del titolo di Patrimonio dell'umanità il Libero consorzio comunale di Siracusa rappresenta un rilevante polo d'attrazione turistico, storico, artistico e archeologico. Nei suoi confini sorge il lago di Lentini, il bacino artificiale più grande d'Europa. Il capoluogo, Siracusa, è infine un importante snodo stradale e ferroviario della Sicilia.
Geografia fisica
Territorio
Il Siracusano è la parte ionica della regione fisico-geografica degli Iblei, composta da un vasto sistema di tavolati, è ricompresa in un articolato territorio che accoglie gli espandimenti lavici di Francofonte e una porzione della Piana di Catania a nord; i ripiani calcarei e tufacei, verso il Modicano e gli asfalti tipici del Ragusano a ovest; mentre a est si affaccia per tutta la sua lunghezza col mar Ionio terminando con la sua estremità sud nel mar Mediterraneo. Proprio la vastità di caratteristiche geomorfologiche ha portato alla suddivisione dell'area in quattro sub regioni fisiche, che per le loro peculiarità danno luogo a paesaggi anche molto diversi tra loro. La zona nord (Lentini, Carlentini e Francofonte) appartiene alla Valle del Simeto, altrimenti detta Piana di Catania, caratterizzata dall'affiorare dei territori lavici ideali per le colture agrumicole.. L'altopiano ibleo si distingue per l'aspetto prevalentemente agricolo del territorio, segnato dai solchi delle cave e dalla presenza di vasti campi chiusi da caratteristici muretti a secco. La sub-regione dell'Anapo, comprende la parte centrale del territorio siracusano, dove è più intenso l'insediamento umano. Essa presenta una linea di costa ricca di insenature e di ripari naturali (il Golfo di Augusta, Punta d'Izzo, il Porto Grande di Siracusa, Ortigia) e un articolato sistema di aree pianeggianti e collinari che fungono da collegamento con l'area iblea. Il cono sud, fortemente condizionato dall'azione delle acque: da una parte, la presenza del mare, che con le sue infiltrazioni salmastre penetra nella falda acquifera costiera creando il fenomeno dei pantani; dall'altra, i torrenti che modellano il tavolato carsico su cui scorrono.
Dal punto di vista geologico il territorio siracusano è legato alla formazione dei Monti Iblei, i quali costituiscono un complesso montuoso formato da un massiccio calcareo-marnoso bianco conchiglifero del Miocene (Plateau degli Iblei).L'area Iblea, in base agli studi geologici, è insieme a quella maltese e pugliese, parte delle propaggini settentrionali della placca africana, che nell'area mediterranea e quindi in Sicilia, ha il suo punto di scontro con la placca europea. Inoltre si deve considerare la scoperta fatta dagli geofisici che hanno stabilito la presenza della micro-placca siculo-iblea; una placca appartenente alla placca africana ma con caratteristiche particolari, per questo singolare. Essa sarebbe la responsabile dei terremoti verificatisi nella parte orientale della Sicilia. Infine bisogna menzionare il "Graben di Floridia (detto anche Graben dell'Anapo per via del fiume che lo attraversa), esso si trova nell'area che comprende i monti Climiti (appartenenti ai monti Iblei) e il promontorio di Belvedere. Questo Graben, ovvero questa fossa tettonica (o valle), è molto importante per la geografia dell'area, poiché esso ha da sempre condizionato l'evoluzione paleogeografia dell'area in questione e di quella circostante. Il Graben di Floridia infatti dal periodo del pleistocene inferiore sino al superiore, fu sede di un grande golfo, dove il mare ha più volte trasgredito e regredito. Il territorio mostra anche un aspetto carsico interessante; esso infatti dispone di stalattiti e stalagmiti, situati all'interno delle grotte siracusane.
Storia Preistoria
La zona corrispondente all'odierno libero consorzio aretuseo fu abitata fin dai tempi più arcaici. Ai Sicani, popolazione ancestrale pre-indoeuropea a cui si innestarono gruppi umani di origine sarda, ligure ed iberica, si deve l'espressione della Cultura di Castelluccio e della Cultura di Thapsos; ne costituiscono esempi Thapsos, Cava del Rivettazzo, Necropoli di Cassibile e soprattutto Pantalica, queste testimonianze, risalenti ad un periodo compreso tra la metà del terzo millennio avanti Cristo e la metà del successivo, sono molto importanti per la storia della Sicilia. Verso il 1200 a.C., la popolazione di origine e lingua indoeuropea dei Siculi approdò in Sicilia dal continente, contribuendo allo spostamento delle popolazioni Sicane verso la parte centro-occidentale dell'isola, tuttavia si verificò una commistione tra sicani e siculi che portò alla formazione delle popolazioni indigene del immediato periodo preellenico; ne è prova la forte affinità religiosa e di culto tra Siculi e Sicani. La maggior parte degli insediamenti era situata su modeste pianure alluvionali, con la possibilità di aggirare i Monti Iblei dal mare.
Età antica Si deve a queste antiche popolazioni pre-elleniche, Sicani e Siculi, la fondazione di Siracusa che, rifondata da coloni Corinzi nel 733 a.C., divenne una potente città-stato con rapida espansione militare e commerciale verso l'entroterra ibleo. La città raggiunse il suo massimo splendore politico, economico e culturale, tra il V e il III secolo a.C.. Fu con Gerone I che Siracusa cominciò a diventare la principale tra tutte le città-stato della Sicilia. Qualche decennio dopo, Dionisio I sottomise quasi l'intera Sicilia, creando progressivamente quel Regno Siceliota, Siracusa capitale, che sconfisse gli Ateniesi, respinse gli Etruschi nell'alto Tirreno e vide poi tra i suoi successori Agatocle e Gerone II, durando fino alla conquista romana del 212 a.C.. Con i Romani, Siracusa divenne per secoli la capitale della Provincia di Sicilia, mantenendo tale status fino ai tempi dell'Impero bizantino. Bisogna tenere presente che durante il periodo romano, la Sicilia si caratterizzava per la presenza di un'organizzazione territoriale basata sulla "rete di città" presenti tra la costa ionica e le valli della pianura alluvionale iblea, consolidando il predominio dei centri costieri.
Medioevo Nel Medioevo, la situazione cominciò a mutare a causa di due importanti fattori. Da una parte, le ripetute distruzioni di Siracusa - che fin dall'assedio di Marcello avevano lasciato un mare insicuro tra Catania e Agrigento - le guerre e la paura delle invasioni barbariche causarono lo spostamento dei centri abitati verso l'interno, in posizione difensiva, col conseguente fenomeno dell'incastellamento. Con la nascita e l'affermazione dell'Emirato di Sicilia si ebbe il bisogno di razionalizzazione dell'assetto territoriale, attraverso la formazione di unità amministrative paragonabili a forme embrionali di provincia, i cosiddetti Valli (dapprima quattro: Val di Noto, Val Demone, Vallo di Mazara e Val d'Agrigento, e poi tre, con la soppressione di quest'ultimo) che dureranno fino al 1812. Nel 1130, l'avvento del Regno di Sicilia vide spostarsi definitivamente del centro propulsore dell'Isola verso Palermo che era stata già capitale dell'Emirato istituito dagli Arabi.
Età moderna e contemporanea Nel 1600 l'allora borgo di Floridia aveva dato l'esempio ai nobili e al popolo aretuseo, mostrando loro che era possibile far rinascere la campagna siracusana (che, va specificato, prima del '500 si stava già avviando a nuova vitalità, ma poi il susseguirsi di guerre e calamità fecero bloccare i siracusani, facendoli temere l'esterno, sentendosi essi più protetti tra le loro alte mura). I Bonanno fecero sorgere anche il borgo di Belvedere nel 1653 (che andò ad occupare l'antica città-quartiere fondata da Dionigi I, ovvero l'Epipoli), e dopo Rosolini, con la medesima licentia populandi, sorgerà (nel 1682) Bagni Canicattini (altra antica località ibleo-siracusana che, come suggerisce il toponimo stesso, era sede di terme romane e acquedotti), a opera del marchese Mario Daniele Partexano (che unì la sua Bagni a un altro borgo, Canicattini, di origine araba).Cfr. ; Società Siracusana di Storia Patria, Archivio storico siracusano, 1983, p. 77.
Tutte queste nuove fondazioni siracusane attiravano molta gente, anche forestieri, che accettavano di buon grado di venire a popolare l'area di Siracusa. Presto, però, il capoluogo si sarebbe ritrovato a dover guerreggiare per mantenere i suoi borghi, poiché le si rivolterà contro la classe dirigente di queste terre, la quale pretenderà l'indipendenza dal capoluogo; Siracusa la concederà, a malincuore, quasi sempre, anche se si lamenterà particolarmente quando a chiederla saranno i borghi di Solarino (che nascerà nel '700), Belvedere e Floridia, poiché la gente che lì all'epoca vi abitava sentiva di appartenere al comune aretuseo (avendo avuto origine qui moltissime delle loro famiglie); in alcuni casi la città riuscirà a mantenerli legati a sé (come farà con Belvedere), in altri invece, dovrà lasciarli andare (come accadrà con Floridia e Solarino).Tommaso Gargallo, Memorie Patrie Per Lo Ristori Di Siracusa, vol. 1, 1791, pp. 30-31.
Di grande rilevanza nella storia geopolitica della zona fu il terremoto dell'11 gennaio 1693 con epicentro, secondo alcuni Carlentini,Henry Raymond e Liliane Dufour, Dal Val di Noto alla Provincia di Siracusa, le ragioni di un'identità, in . secondo altri, il Golfo di Augusta,Così il prof. Mario Cosentino dell'Istituto di Geologia e Geofisica dell'Università degli Studi di Catania: «La disposizione delle isosiste del terremoto del 1693, suggerisce l'esistenza di una struttura orientata approssimativamente Ne-Sw ed estesa per buona parte in mare da uno studio dettagliato dei terremoti del 1169 e del 1693 in particolare emerge che gli epicentri... furono in mare al largo della costa tra Augusta e Catania. L'ubicazione in mare degli epicentri... ulteriormente confermata dal verificarsi del maremoto che interessò quasi tutta la costa della Sicilia Orientale» in che sconvolse l'intero territorio, ridisegnandone la fisionomia. La ricostruzione conseguente al sisma, infatti, pur non essendo frutto di una pianificazione centralizzata, vide effettivamente, quali protagonisti Giuseppe Lanza, duca di Camastra, vicario generale di Carlo V, incaricato dal Re a coordinare le operazioni di ricostruzione, ed il Vescovo di Siracusa, che doveva vigilare sulla corretta applicazione delle norme del Concilio di Trento in materia di "culto divino". A ciò si aggiunse il fatto che gran parte dei centri del Vallo furono ricostruiti in siti diversi da quelli che occupavano prima del sisma (Noto, Avola e Sortino tra gli altri); mentre in quelli ricostruiti in situ furono adottati nuovi modelli urbanistici applicabili a piazze e strade, vale a dire una sorta di piano regolatore ante litteram.
A tale cambiamento urbanistico, però, non ne seguì alcuno amministrativo. Affinché ciò avvenga, bisognerà attendere la Costituzione siciliana del 1812 che sostituì i tre valli con i 23 distretti, che, con la soppressione del Regno di Sicilia e la nascita del Regno delle due Sicilie, vennero raggruppati, con decreto dell'11 ottobre 1817 in sette valli minori, sedi di "Intendenze", sulla falsariga dei departments francesi sorti durante la rivoluzione. Tra le sedi d'Intendenza vi era pure Siracusa, che comprendeva il distretto omonimo, nonché i distretti di Noto e Modica.
Istituzione della provincia