Operazione Dracula era il nome in codice assegnato dagli Alleati a un attacco anfibio e aviotrasportato alla città di Rangoon, nel contesto della Campagna della Birmania, parte del teatro del sud-est asiatico della seconda guerra mondiale.
Originariamente proposto intorno alla metà del 1944 quando il Comando Alleato per il Sud-est asiatico si stava preparando a occupare la Birmania, fu poi soppresso perché i mezzi aeronavali necessari non erano disponibili. Il piano fu ripristinato nel marzo 1945, dal momento che conquistare Rangoon prima dell'inizio dei monsoni (che erano attesi per la seconda settimana di maggio) era di vitale importanza per garantire le linee di comunicazione delle truppe alleate in Birmania.
Nell'aprile del 1945, alcune unità della 14ª Armata britannica avanzarono fino a circa 65 km da Rangoon, ma furono trattenute fino al 1º maggio da un'improvvisata forza di difesa giapponese che manteneva il controllo di Pegu. Quello stesso giorno un battaglione di paracadutisti Gurkha atterrò a Elephant Point, situato presso la foce del fiume Rangoon. Una volta assicurato il controllo delle batterie d'artiglieria costiera, dei dragamine sgomberarono il fiume dalle mine. Il 2 maggio, la 26ª Divisione di fanteria indiana iniziò a sbarcare su entrambe le sponde del fiume. Le piogge monsoniche iniziarono quello stesso giorno, prima del previsto. Tuttavia l'Esercito Imperiale giapponese aveva abbandonato la città diversi giorni prima, e le unità della 26ª Divisione la occuparono senza opposizione, riunendosi alla 14ª Armata quattro giorni dopo.
Antefatti Rangoon, oltre che essere la capitale della Birmania, ne era anche il porto più importante. Nel dicembre 1941 il Giappone entrò in guerra attaccando gli Stati Uniti e le colonie britanniche e olandesi in Estremo Oriente.
Dopo aver occupato la Thailandia, i giapponesi attaccarono la Birmania meridionale nel marzo del 1942. Le forze britanniche, indiane e birmane furono surclassate e costrette a evacuare Rangoon. Questo rese impossibile per i britannici organizzare una difesa a lungo termine in Birmania, poiché non vi erano percorsi via terra alternativi appropriati per fornire supporto alle truppe dall'India. Le forze britanniche e cinesi furono costrette a ritirarsi dalla Birmania e a ritirarsi rispettivamente in India e Cina.
La situazione rimase in stallo per un anno. Per il 1944 le forze alleate in India erano state rinforzate e avevano espanso le loro infrastrutture logistiche, il che rese possibile attaccare la Birmania. I giapponesi tentarono di prevenirle invadendo l'India, cosa che portò a una pesante sconfitta giapponese nella battaglia di Imphal e ad altre battute d'arresto. Tali sconfitte si dimostrarono poi uno svantaggio nella difesa della Birmania l'anno successivo.
I piani degli Alleati Nel luglio del 1944 il Comando alleato per il Sud-est asiatico iniziò a definire dei piani per la riconquista della Birmania. La battaglia di Imphal non si era ancora conclusa ma era chiaro che i giapponesi sarebbero stati costretti a ritirarsi con ingenti perdite.Slim, p.367
Una delle opzioni strategiche esaminate dal Comando era un assalto anfibio a Rangoon, inizialmente designato col nome di Piano Z (esistevano anche un Piano X, relativo alla riconquista della Birmania settentrionale da parte del Northern Combat Area Command con l'obiettivo di completare la Via Ledo per collegare la Cina e l'India, e un Piano Y che prevedeva un'offensiva alleata nella Birmania centrale per mano della 14ª Armata britannica).Slim, p.368
Il Piano Z, che fu sviluppato assumendo il nome di Operazione Dracula, presentava diversi vantaggi. La perdita di Rangoon sarebbe stata perfino più disastrosa per i giapponesi nel 1945 di quanto non lo fosse stata nel 1942 per i britannici. Non solo era il porto principale tramite il quale le truppe giapponesi in Birmania ricevevano rifornimenti e rinforzi, ma era situato molto vicino alle loro altre linee di comunicazione con la Thailandia e la Malaysia. Un'avanzata degli Alleati di circa 65 km a nord o est da Rangoon in direzione di Pegu o attraverso il fiume Sittang avrebbe tagliato la Ferrovia Birmana e diverse altre strade principali che erano le uniche vie di terra percorribili per i giapponesi con le loro forze in quei paesi. Se Rangoon fosse caduta, i giapponesi sarebbero stati costretti a ritirarsi da quasi tutta la Birmania, abbandonando così una parte consistente del loro equipaggiamento.
Gli Alleati decisero comunque che per preparare un attacco anfibio su vasta scala, come richiesto dalle circostanze, sarebbero servite delle risorse (mezzi da sbarco, navi di scorta, equipaggiamento ingegneristico) che non sarebbero state disponibili fino a che la campagna in Europa non si fosse conclusa. In quello stesso periodo infatti si stava ancora combattendo la battaglia di Normandia, e l'esito non era ancora scontato in alcune zone. L'Operazione Dracula fu quindi rinviata, e il Piano Y (ora rinominato con la designazione in codice Operazione Capital) fu adottato al suo posto.Slim, p.369
Un numero sufficiente di mezzi da sbarco e altre imbarcazioni divenne disponibile alla fine del 1944, e tali risorse furono impiegate inizialmente in operazioni nella zona costiera dello Stato Rakhine, come la conquista dell'Isola di Akyab con il suo importante campo d'aviazione e l'Isola Ramree, dove erano stati costruiti altri aeroporti, permettendo alla 14ª Armata di essere rifornita via aria durante l'avanzata nella Birmania centrale. Il piano era di usare dei mezzi da sbarco per conquistare le isole distanti dall'Istmo di Kra, da utilizzare poi come trampolino di lancio per un attacco definitivo a Singapore.Slim, p.469
L'Operazione Dracula viene ripristinata
Nei mesi di febbraio e marzo 1945, la 14ª Armata, sotto il comando del maresciallo di campo William Slim, combatté l'importante battaglia della Birmania centrale, dalla quale i giapponesi uscirono pesantemente sconfitti. La maggior parte delle loro forze fu ridotta a una frazione della potenza precedente, ed essi furono costretti a ritirarsi nello Stato Shan. Slim ordinò alle sue truppe di sfruttare questa vittoria avanzando verso sud in direzione di Rangoon lungo le valli dei fiumi Irrawaddy e Sittang. In aprile il IV Corpo indiano sotto il comando del generale Frank Messervy, preceduto da una brigata corazzata, avanzò di circa 320 km verso sud. Per la fine del mese si stavano avvicinando a Pegu, a circa 65 km a nord di Rangoon. Pegu era una delle città più grandi della Birmania meridionale, ed è situata a pochi chilometri a nord delle strade e ferrovie che collegavano Rangoon con la Thailandia e la Malesia.
Nonostante i notevoli successi, Slim era preoccupato. Sebbene Messervy e diversi dei suoi comandanti ritenessero possibile conquistare Rangoon all'inizio di maggio, le linee di rifornimento della 14ª Armata erano molto indebolite a causa del rapido avanzamento. La stagione monsonica era imminente, e le abbondanti piogge avrebbero reso impraticabili molte strade e difficoltosi i rifornimenti aerei. Si temeva che i giapponesi avrebbero difeso Rangoon fino all'ultimo uomo, come avevano fatto nella battaglia di Manila, in cui difesero la città per un mese prima di essere sconfitti, lasciando la città in rovina e 100000 civili uccisi.
Dal momento che le forze di Slim, per quanto concerneva i rifornimenti, si sarebbero trovate in una situazione disastrosa se Rangoon non fosse stata presa, alla fine di marzo egli fece richiesta che l'Operazione Dracula fosse ripristinata, per poi essere effettuata agli inizi di maggio prima che iniziassero i monsoni. Il 2 aprile l'ammiraglio Louis Mountbatten, comandante supremo del Comando del Sud-est asiatico, ordinò che Rangoon fosse conquistata con un'invasione via mare non più tardi del 5 maggio.Slim, p.474 Come mossa preliminare, al IV Corpo fu ordinato di catturare i campi d'aviazione a Toungoo a qualsiasi costo, così che fosse possibile fornire copertura aerea all'invasione. I campi d'aviazione furono presi dalla 5ª Divisione di fanteria indiana il 22 aprile.Allen, p.473
L'evacuazione di Rangoon Il principale quartier generale giapponese in Birmania, l'Armata regionale della Birmania, comandata dal generale Hyotaro Kimura, si trovava a Rangoon. Non c'erano unità combattenti di stanza nella città, ma vi era un'ingente presenza di truppe addette al mantenimento delle linee di comunicazione e di personale navale. Vi era anche un consistente contingente appartenente all'Esercito Nazionale Indiano, una forza composta principalmente di ex prigionieri di guerra indiani catturati dai giapponesi in Malesia, che cercava di rovesciare il dominio britannico in India. Sebbene alcune unità dell'Esercito Nazionale Indiano avessero combattuto tenacemente durante l'invasione giapponese dell'India e della Birmania centrale, il morale della maggior parte delle truppe era basso a quel punto della guerra. Molti soldati furono convinti all'inizio del 1945 che la sconfitta giapponese fosse inevitabile, e disertarono o si arresero prontamente durante l'avanzata alleata su Rangoon.Slim, p.486
Kimura aveva già deciso di non difendere Rangoon, ma di evacuare la città e ritirarsi verso Moulmein, nella Birmania meridionale. Sebbene egli avesse ricevuto ordini dal gensui Hisaichi Terauchi, comandante in capo del Gruppo d'armate meridionale, di mantenere Rangoon fino alla morte, si rese conto che ciò avrebbe comportato l'insensata distruzione delle sue rimanenti forze.Allen, p.482 Kimura fu contrastato dal suo Capo di Stato Maggiore, il generale Shinichi Tanaka, che aveva diramato ordini per fortificare le posizioni in città. Ba Maw, il primo ministro del formalmente indipendente governo birmano, dissuase i giapponesi dal trasformare la Pagoda Shwedagon in una postazione di artiglieria.Bayly and Harper, p.435
Tuttavia Tanaka volò verso nord con diversi ufficiali anziani il 19 aprile per esaminare la situazione intorno a Toungoo. Mentre egli era assente, i membri dello staff rimasti a Rangoon prepararono degli ordini per l'evacuazione, che Kimura firmò senza esitazione. Quando Tanaka fece ritorno, il 23 aprile, protestò, seppure inutilmente. Poiché le radio del quartier generale erano già state spostate a Moulmein, l'Armata non poteva più controllare complessivamente la battaglia per la Birmania da Rangoon.Allen, p.483
Quando le prime truppe britanniche e indiane si avvicinarono a Pegu, molte delle truppe giapponesi delle retrovie nella zona di Rangoon e perfino alcuni civili giapponesi frettolosamente mobilitati furono raggruppati insieme per formare la 105ª Brigata Mista Indipendente sotto il comando del generale Hideji Matsui che era stato recentemente designato comandante della "Forza di difesa di Rangoon". Le unità di questa brigata (chiamata anche "Brigata Kani") includevano batterie antiaeree, battaglioni per la costruzione di campi d'aviazione, unità di ancoraggio navale, personale di scuole per sottufficiali e altre forze raffazzonate. Tali forze furono inviate a nord per difendere Pegu, sebbene in ritardo per la mancanza di mezzi di trasporto (che erano stati requisiti per essere assegnati al quartier generale dell'Armata regionale e ad altre unità che stavano lasciando Rangoon) e arrivarono alla spicciolata.Allen, p.477
Il generale Matsui era inoltre in collera per l'evacuazione di Rangoon, dal momento che non ne era stato informato prima di scoprire che il quartier generale di Kimura era stato frettolosamente abbandonato il 26 aprile.Allen, p.484 Dopo aver tentato senza successo di demolire le installazioni portuali e di far evacuare dei prigionieri di guerra alleati che non erano in grado di camminare, Matsui si spostò a nord per condurre la difesa di Pegu.