Empire Records è un film del 1995 diretto da Allan Moyle.

La trama segue le vicende di un gruppo di commessi in un negozio di dischi durante un giorno cruciale per la sopravvivenza dell'esercizio: essi cercano di evitare che il negozio sia venduto a una grande catena, e imparano a conoscersi meglio.

Trama Delaware. Joe, il direttore del negozio di dischi Empire Records, ha incaricato per la prima volta il giovane commesso Lucas di effettuare la chiusura serale. Questi, mentre controlla le ricevute della giornata, scopre che il negozio è in procinto di essere venduto alla grande catena Music Town. Per preservare l'indipendenza dell'esercizio, Lucas preleva dalla cassa circa 9000 dollari e va a giocarli in un casinò ad Atlantic City con la speranza di quadruplicarli giocando a dadi. Sebbene col suo primo tiro riesca a raddoppiarli, col secondo perde tutto.

L'indomani mattina, Lucas incontra al negozio i suoi colleghi A.J. e Mark, oltre a Joe, che viene subito avvertito del mancato deposito anche dalla banca e da Mitchell Beck, il proprietario del negozio. Giungono poi gli altri commessi, tra i quali la brillante studentessa di scuola superiore Corey (che vorrebbe entrare all'Università Harvard), la sua disinibita amica Gina e la scostante Deb, che dice di aver tentato il suicidio poco prima e che si chiude in bagno per raparsi la testa.

Joe si confronta sull'ammanco con Lucas, che gli conferma la perdita. Il direttore rivela ai commessi che intende rilevare la maggioranza della proprietà del negozio così che non debba finire sotto l'egida della Music Town, ma che per portare a termine il suo progetto gli mancherebbero proprio i 9000 dollari che deve rifondere a Mitchell dopo che Lucas li ha sperperati. Deve comunque occuparsi anche di un evento che si deve tenere al negozio quel giorno: Rex Manning, star del pop in declino, terrà una sessione di autografi per i fan. I dipendenti non sono granché entusiasti della cosa, e in effetti molti dei fan che si presentano sono donne attempate.

Lucas trova un modo di riscattarsi parzialmente bloccando un giovane taccheggiatore che usa il nome di "Warren Beatty"; quest'ultimo è preso in consegna della polizia, ma dichiara che tornerà per vendicarsi. Incoraggiata da Gina, Corey tenta di sedurre Manning, ma prima di concederglisi cambia idea; A.J., ignaro di quanto è successo, le confida di amarla da molto tempo e ne viene respinto. Corey litiga con Gina, che ha poi realmente un rapporto sessuale con Manning. Quando i suoi colleghi lo scoprono, A.J. attacca Manning, Gina rivela la dipendenza di Corey dalle anfetamine, Corey ha una crisi isterica nella parte del negozio aperta al pubblico e Joe scaccia Manning, che se ne va subito dopo aver capito la disistima che tutti hanno per lui. La sua assistente Jane, invece, rimane coi ragazzi per aiutarli.

Inaspettatamente, Deb prende le parti di Corey, che per ricambiarla le organizza una finto funerale con la partecipazione dei colleghi: Deb rivela che il motivo per cui si è quasi uccisa è che si sentiva invisibile. Il sedicente Warren fa ritorno con una pistola caricata a salve: Lucas prova a calmarlo dicendogli di essere stato anche lui un ragazzo turbolento, e di essersi salvato grazie a Joe che gli aveva dato fiducia. Joe, chiamato in causa, offre un lavoro in negozio anche a Warren, che accetta.

Per coprire l'ammanco in modo da permettere a Joe di acquisire la proprietà del negozio, i dipendenti organizzano una colletta tra di loro, ma raccolgono solo 3000 dollari. Con un'ispirazione improvvisa, Mark si fa intervistare dai giornalisti venuti a documentare l'irruzione armata e l'arresto di Warren, e annuncia in diretta televisiva che la sera stessa si terrà una festa per la raccolta dei fondi per "salvare l'Empire".

Gina, il cui sogno è di fare la vocalist di un gruppo rock, tiene un concerto improvvisato sul tetto del negozio con l'altro suo collega Berko. La raccolta dei fondi va a buon fine e Mitchell offre a Joe di acquistare il negozio per un buon prezzo, volendo uscire dal ramo del commercio di dischi.

Corey confida ad A.J. che l'ama anche lei. Il ragazzo decide così di frequentare una scuola d'arte a Boston per esserle vicino mentre lei si trova a Harvard. Si baciano, poi con i loro colleghi si mettono a ballare sul tetto.

Produzione Heikkinen, mentre stava studiando all'università lavorava alla Tower Video di West Hollywood, sentì una storia in cui un impiegato colpevole di furto tornò poi al negozio. Nella seconda bozza, Heikkinen vi aggiunse la sottotrama della minaccia di acquisizione da parte di un'altra azienda. Heikkinen scrisse una bozza nella quale Corey voleva incontrare Rex Manning, ma vi era anche la proposta di rendere Corey (una ragazza ammessa a Harvard) desiderosa di perdere la verginità con Rex Manning. Heikkinen provò a scrivere una storia come Car Wash, che si svolge in una sola giornata, in un negozio di dischi.

Heikkinen basò il film sulla sua esperienza lavorativa nella sezione video del negozio Tower Records (in high school) n. 166 di Phoenix, in Arizona, e successivamente alla Tower Video sulla Sunset Strip di West Hollywood, in California. I nomi di alcuni personaggi (Marc, Berko e Corey) sarebbero reali.

La spec script di Heikkinen fu consegnata dapprima a Tony Ludwig, socio di produzione di Alan Riche, Tony Ludwig, dall'agente di William Morris Rob Carlson; essi presentarono poi la sceneggiatura a Michael Nathanson, presidente delle Regency Pictures, e il regista Allan Moyle, noto per il film Pump Up the Volume - Alza il volume fu coinvolto.

La New Regency entrò in conflitto con la Warner Bros. per la sceneggiatura. A Carol Heikkinen furono offerti dollari a fronte di se il film fosse stato realizzato. Heikkinen avrebbe ricevuto anche l'1% dei diritti sulla colonna sonora e il 5% delle vendite del merchandise.

Due giorni dopo che Michael Nathanson, amministratore delegato delle Regency Enterprises, approvasse di procedere con Empire Records, gli fu presentata la sceneggiatura di Ragazze a Beverly Hills. Datoc he aveva già una commedia adolescenziale tra le mani, respinse quello che si sarebbe rivelato un successo al botteghino da 57 milioni di dollari, e procedette con la realizzazione di un Empire Records, che incasso solo dollari.

Gli esterni della facciata del negozio furono filmati al n. 15 di South Front Street a Wilmington, nella Carolina del Nord, in un night club, che portava all'epoca il nome "The Palladium" e che in piccola parte era stato trasformato in una replica del set, che si trovava agli studi Carolco (ora Screen Gems).

Gli esterni nell'area di Wilmington comprendono anche il Riverfront Park, il Caffe Phoenix al n. 9 di South Front Street, il Cape Fear Memorial Bridge e Wrightsville Beach.

Gli interni del negozio di dischi (un grande edificio a due piani) furono costruiti in un magazzino, con gli scorci delle finestre realizzati in prospettiva forzata, non in CGI.

Gli interni del casinò di Atlantic City furono costruiti nella sala del club Cocoanut Grove dell'Ambassador Hotel su Wilshire Boulevard a Los Angeles.

Gli esterni della casa di Corey Mason furono filmati al Forest Hills Drive di Wilmington.

Il videoclip musicale di Rex Manning Say No More, Mon Amour fu filmato sulla spiaggia Wrightsville nella Carolina del Nord prima delle riprese principali. Era pensato inizialmente per essere un breve brano di danza di 17 secondi, che avrebbe suscitato lo scherno dei protagonisti. Jordan Dawes, il regista del videoclip, fece riprese per l'intera giornata e diede ai produttori un video musicale completo che durava quasi cinque minuti.

Tobey Maguire chiese al regista Allan Moyle di eliminare la sua parte nel film: Moyle acconsentì e tutte le scene con Maguire furono eliminate dalla versione finale, dopodiché questi cercò aiuto per i suoi problemi di alcolismo.

Distribuzione Il film avrebbe dovuto avere un'ampia distribuzione, che tuttavia rimase limitata a due settimane in pochissime sale, a causa delle reazioni negative del pubblico ispanico, dopo che un pubblico di bianchi suburbani aveva dato risposte positive.

Accoglienza Incassi Il film fu un grosso fiasco al botteghino, incassando solo dollari nel primo weekend di distribuzione, e alla fine della sua permanenza nelle sale in America settentrionale aveva raccolto dollari a fronte di un budget di 10 milioni.

Critica Su Rotten Tomatoes il film ha un tasso d'approvazione del 35%, sulla base di recensioni di 37 critici. Il giudizio del sito è: "Nonostante una colonna sonora fantastica e una forte interpretazione dell'esordiente Renee Zellweger, Empire Records è per lo più una commedia drammatica di adolescenti sciocca e prevedibile." Su Metacritic il film ha un punteggio di 47/100, sulla base di recensioni di 7 critici, che indica recensioni "generalmente sfavorevoli".

Variety scrisse che "la presentazione carina, la grande colonna sonora e l'indefinibile lustro della gioventù faranno sì che [Empire] Records abbia successo nello home video, specialmente alle feste in cui una frenetica inconsistenza non è negativa", definendolo "una colonna sonora in cerca di un film" e descrivendolo come "uno sforzo di musica adolescenziale che non trova mai un suo ritmo"

Roger Ebert diede al film un punteggio negativo di una stella e mezza su quattro, e vi si riferì come a una "causa persa", ma scrisse che alcuni degli attori potrebbero avere un futuro in altri film che fossero migliori. LaPaglia, Cochrane, Zellweger, Tyler, Embry e Tunney ebbero tutti più o meno successo negli anni che seguirono.

Caroline Westbrook della rivista Empire diede un voto di 3/5, dichiarando: "Malgrado tutti i suoi difetti, l'umorismo spontaneo e bizzarro che il film offre mper la maggior parte del tempo fa sì che non dispiaccia." Ty Burr dell'Entertainment Weekly lo definì "un tributo troppo evidente al grossolano mangime per adolescenti degli anni '80 perché possa funzionare veramente."

Nel 2020, The Guardian scrisse: "ciò che salva il film è il suo spirito inconsapevolmente ottimistico, goffo e candido. Empire Records vede il lato positivo anche nei tempi peggiori in cui si tocca il fondo, formando amicizie improbabili e trovando una famiglia nel posto di lavoro, sfidando la sicurezza finanziaria e la mediocrità di firmare sulla linea tratteggiata per svendere tutto", e mostrando gli alti e bassi di un'attività nella fase in cui si vede tutto nero".

Colonna sonora

L'album della colonna sonora di Empire Records fu curato da Mitchell Leib, un supervisore musicale del film. La colonna sonora fu inizialmente assegnata all'Atlantic Records — un'affiliata della Warner Bros. dell'epoca — poiché la Warner Bros. aveva un accordo con la casa di produzione, la Regency Enterprises. Tuttavia, essa fu poi attribuita all'A&M Records per ottenere la partecipazione di the Gin Blossoms, sotto contratto con l'A&M, la cui traccia Til I Hear It from You uscì come singolo principale. Oltre a the Gin Blossoms, altri quattro gruppi dell'A&M ebbero dei nuovi brani inclusi nell'album della colonna sonora: Ape Hangers, Drill, Innocence Mission e Lustre.