Vicino alle posizioni dell'estrema destra neofascista e neonazista di tutto il mondo, dopo la sua morte divenne un'influenza centrale per numerosi gruppi ultranazionalisti e di nazionalismo bianco, e per i movimenti della New Right e dell'Alt-Right. Yockey è stato un forte sostenitore di idee antisemite e di teorie del complotto ad esse correlate ed espresse lodi per il nazismo e affinità col fascismo. Yockey fu in stretto contatto col partito statunitense filo-fascista della Camicie d'argento di William Dudley Pelley e col movimento German-American Bund, che propugnava un'alleanza tra Stati Uniti e Germania nazista durante gli anni trenta. Dopo la sconfitta dell'Asse al termine della seconda guerra mondiale Yockey divenne membro attivo per la causa neofascista e neonazista.

Yockey riteneva che gli Stati Uniti fossero gli artefici del liberismo e che fossero controllati dagli ebrei. Svolse anche inoltre un ruolo di pubblico ministero durante il processo di Norimberga contro i crimini di guerra, assumendo atteggiamenti indulgenti nei confronti degli accusati alla sbarra, motivo per cui fu rimosso e non partecipò alle udienze. Incontrò il presidente egiziano Gamal Abdel Nasser e scrisse per la propaganda antisionista per il governo egiziano vedendo il movimento panarabo come un alleato per la distruzione del potere "giudeo-americano". Mentre era in prigione per possesso di documenti d'identità falsi nel 1960 ricevette visite dell'attivista neofascista Willis Carto il quale contribuì a stampare e diffondere le opere e il pensiero di Yockey. Poco dopo morì suicida in carcere.

Biografia Primi anni di vita Numerosi elementi della vita di Yockey non possono essere definiti con totale certezza e la maggior parte delle notizie biografiche sulla sua vita provengono dai suoi stessi scritti, da persone che lo conobbero o dai rapporti dell'FBI sulle sue attività. Yockey nacque a Chicago (Illinois) in una famiglia originaria del Michigan, appartenente alla classe media cattolica e con antenati irlandesi e tedeschi. I genitori, filo-britannici, lo portarono fin da giovane ad apprezzare la cultura europea. La madre, che studiò presso il Chicago Music College, gli fece conoscere la musica classica e contribuì a farlo diventare un ottimo pianista con un repertorio che includeva Liszt, Beethoven, Chopin e Haydn. Yockey frequentò almeno sette università diverse prima di laurearsi magna cum laude nel 1941 presso la facoltà di giurisprudenza della University of Notre Dame in Indiana.

In gioventù simpatizzò per qualche tempo per il marxismo, ma nel 1934 dopo la lettura di Der Untergang des Abendlandes (Il tramonto dell'Occidente) si fece forte sostenitore dell'elitista e anti-materialista Oswald Spengler. Da Spengler sviluppò il rifiuto per il razzismo biologico sviluppando però una visione spirituale delle razze complementare al razzismo biologico derivata in parte dalle teorie di Karl Haushofer. Al contrario di Spengler, che disapprovava il nazismo per l'antisemitismo e per essere troppo borghese, Yockey fu un assiduo sostenitore del fascismo e del nazionalsocialismo nonché delle idee antisemite. Mentre era ancora uno studente universitario, alla fine degli anni trenta, Yockey pubblicò il suo primo saggio politico su Social Justice, un periodico curato da Charles Coughlin, noto anche come il "prete radiofonico" (The radio priest) e conosciuto allora per la simpatia verso le politiche anti-bolsceviche presenti nella Germania di Hitler, nell'Italia di Mussolini e nella Spagna di Franco.

Maturità e opere Nel corso degli anni, Yockey prese contatto con diverse organizzazioni di estrema destra vicine al fascismo e al nazionalsocialismo, tra queste la German American National Alliance, la British Union of Fascists di Oswald Mosley (Union Movement nel dopoguerra), la National Reinassance Party di James H. Madole e soprattutto il German American Bund e le Silver Shirts (Camicie d'argento) di William Dudley Pelley con cui collaborò attivamente.Nicholas Goodrick-Clarke, Black Sun: Aryan Cults, Esoteric Nazism and the Politics of Identity, New York University Press, 2001, pp. 75-79

Pur opponendosi all'entrata in guerra degli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale decise di arruolarsi nell'esercito americano prima di venire sospeso nel 1942 in quanto giudicato "non idoneo" per instabilità mentale e venne esonerato dopo la diagnosi di disturbo paranoide e demenza precoce. Secondo il referto medico dell'esercito Yockey mostrava segni di manie di persecuzione, allucinazioni uditive e l'inclusione di persone famose e prominenti nel suo sistema delirante.

Amareggiato dalla sconfitta delle potenze dell'Asse alla fine della guerra, Yockey divenne maggiormente coinvolto dalla causa neofascista dopo il 1945. Da questo momento in poi Yockey si dedicherà esclusivamente ad una personale causa di restaurazione del fascismo rinunciando a qualsiasi parvenza di vita ordinaria vivendo costantemente in movimento e senza fissa dimora viaggiando ovunque sentiva di poter perseguire i suoi obiettivi nel modo più efficace e coltivando innumerevoli contatti lungo la propria strada..

Il pensiero di Yockey, che faceva del suo perno l'alleanza tra l'estrema destra e l'estrema sinistra lo rese inizialmente un elemento isolato ed inviso all'interno dell'estrema destra americana. Ad esempio George Lincoln Rockwell, fondatore del Partito Nazista Americano e leader suprematista e nazionalista bianco, avversò Yockey per il suo antiamericanismo così come per le sue aperture verso governi e movimenti antisionisti di sinistra. Un altro esponente del neonazismo come Colin Jordan (alleato di Rockwell) disapprovò le visioni di Yockey sul tema della razza e accusò il suo pensiero di essere una forma di "neo-strasserismo" che avrebbe minacciato quello che riteneva il "vero neonazismo" basato sull'hitlerismo.Coogan, Kevin (1999). Dreamer of the day: Francis Parker Yockey and the Postwar Fascist International. Brooklyn, New York: Autonomedia. ISBN 1-57027-039-2, p. 510

Norimberga Nel 1946, Yockey iniziò a lavorare per il Dipartimento della guerra degli Stati Uniti come procuratore addetto al riesame dei fascicoli relativi al processo di Norimberga in Germania. Egli ben presto cominciò a criticare l'occupazione della Germania da parte degli Alleati, come pure definì prevenute tutte le procedure del tribunale di Norimberga. Per questo, nel novembre del 1946, Yockey venne licenziato per "abbandono di posizione" e per le simpatie mostrate verso i criminali di guerra.

Imperium Al ritorno da un viaggio di diversi mesi attraverso l'Africa per ragioni ignote, Yockey scrisse, senza note, il suo unico libro, Imperium, mentre si trovava a Brittas Bay in Irlanda fra la fine del 1947 e gli inizi della primavera del 1948 firmandolo con lo pseudonimo di Ulick Varange. Yockey rimase amareggiato per il rifiuto da parte di sir Oswald Mosley, l'ex leader dei fascisti britannici, di pubblicare Imperium al suo completamento, come inizialmente promesso, e di conseguenza troncò ogni rapporto con lui. Il nazionalismo europeo di Mosley, sintetizzato dallo slogan Europe a Nation non era infatti antiamericano come il suo, bensì antisovietico. Il libro venne così autopubblicato a Londra in un'edizione di due volumi ed in un numero esiguo di copie sotto il nome di una fittizia casa editrice, la Westropa Press, nel 1948.

Il testo, che consta oltre 600 pagine, scritto interamente senza note né bibliografia, consiste in una critica spengleriana del XIX secolo, del materialismo e del razionalismo (per Yockey invenzioni ebraiche) e porta la dedica a "l'eroe del XX secolo", definizione sottesa per Adolf Hitler. Nel libro per prudenza non usa nemmeno il termine "nazionalsocialismo", utilizzando le perifrasi "socialismo prussiano" e "rivoluzione europea del 1933". Quest'opera trovò sostegno fra i pensatori di orientamento ultra-conservatore e ultranazionalista quali, fra gli altri, l'ex-generale tedesco e neonazista Otto Ernst Remer, il professore statunitense di filologia classica presso l'Università dell'Illinois e suprematista bianco Revilo P. Oliver, il politico fascista canadese Adrien Arcand, lo scrittore George Sylvester Viereck, lo storico collaborazionista britannico Basil Liddel-Hart e il generale e occultista inglese John F.C. Fueller nonché l'esoterista e filosofo tradizionalista italiano Julius Evola.Coogan, Kevin (1999). Dreamer of the day: Francis Parker Yockey and the Postwar Fascist International. Brooklyn, New York: Autonomedia. ISBN 1-57027-039-2, p. 168, p.292

Insieme a due altri ex-seguaci di Mosley, Guy Chesham e John Gannon, Yockey fondò fra il 1948 e il 1949 il Fronte di Liberazione Europeo, un gruppo neonazista e nazionalista europeo. Il Fronte pubblicò una newletter dal titolo, Frontfighter la quale ospitò uno scritto di Yockey contenente una aspra polemica antiamericana, anticomunista e antisemita "The Proclamation of London". In questo periodo usò lo pseudonimo Torquemada, l'inquisitore spagnolo che perseguitò gli ebrei nel XV secolo.Mostrom, Anthony (May 13, 2017). "The Fascist and the Preacher: Gerald L. K. Smith and Francis Parker Yockey in Cold War–Era Los Angeles". Los Angeles Review of Books

Nel 1950 soggiornò in Italia dove ebbe occasione di partecipare ad alcune riunioni del Movimento Sociale Italiano ed entrare in contatto con ex-esponenti del fascismo approfittando della mancata epurazione nel Paese di quest'ultimi, quanto della grande influenza che il Partito Comunista Italiano esercitava nel paese.

Nel 1951 Yockey venne contattato dal senatore statunitense anticomunista Joseph McCarthy il quale gli chiese di scrivergli, in qualità di ghostwriter, un discorso che auspicasse ad una maggior amicizia tra Stati Uniti e Germania Ovest seppur McCarthy successivamente decise di non pronunciarlo mai dopo che il suo annuncio aveva causato diverse controversie.Coogan, Kevin (1999). Dreamer of the day: Francis Parker Yockey and the Postwar Fascist International. Brooklyn, New York: Autonomedia. ISBN 1-57027-039-2, p. 238

Nel 1952 Yockey si recò a Praga, dove seguì il processo contro Rudolf Slánský e altri funzionari del Partito Comunista di Cecoslovacchia, molti dei quali ebrei. In quell'occasione credette che quei processi fossero una "predizione della rottura fra URSS e popolo ebraico". Questa idea fu sviluppata in uno dei suoi articoli What Is Behind The Hanging Of The Eleven Jews In Prague?. Yockey scrisse di come lo stalinismo avesse debellato le influenze ebraiche dal comunismo sovietico e trascorse il resto della sua vita nel tentativo di creare una maggior alleanza internazionale tra le forze del comunismo e quelle dell'estrema destra con il tentativo di indebolire e sovvertire il governo degli Stati Uniti.

Nel 1953 al Cairo, Yockey conobbe il presidente egiziano Gamal Abdel Nasser che definì "un uomo insigne e di polso" (a great and vigorous man). Collaborò per breve tempo con i servizi segreti egiziani scrivendo propaganda antisionista. In quel periodo viveva lì e collaborava con Nasser anche Johann von Leers, un ex dipendente di Joseph Goebbels al Ministero della propaganda del Terzo Reich che, pur avverso alle spenglerismo, si occupava anche lui di antisionismo, teorie antisemite e sostegno al panarabismo. Yockey vedeva nella crescita dei Paesi non-allineati del terzo mondo, ed in particolare nella rivolta del nazionalismo arabo, del panarabismo e del panafricanismo, delle significative sfide geopolitiche contro il "potere ebraico-americano", avvicinandosi anche a concezioni di blando neonazismo esoterico..

Inoltre Yockey fu tra i primissimi attivisti filo-nazisti (assieme a Maurice Bardèche) a diffondere teorie del complotto che negavano l'esistenza storica dell'Olocausto (in particolare le camere a gas) o la minimizzavano, seppur ammise in privato di riconoscerne l'effettiva storicità, ed elogiò e giustificò lo sterminio avvenuto per mano dei nazisti.

Arresto e morte