Il Football Club Union Pro 1928 è una società calcistica italiana con sede a Mogliano Veneto, ma che rappresenta anche Preganziol (entrambe in provincia di Treviso).
I suoi colori sociali sono il bianco e il blu.
Nei suoi novant'anni di storia (come Mogliano e Pro Mogliano prima) ha partecipato a 12 campionati di livello nazionale: 4 stagioni di Serie C e 8 stagioni fra IV Serie e Serie D. Inoltre ha partecipato per 44 volte al massimo campionato regionale.
Storia Le origini del calcio nel Comune di Mogliano Veneto La prima squadra di calcio ad essere fondata nel comune fu l'Associazione Calcio Campocroce nata nel 1924 per iniziativa di alcuni giovani della frazione di Campocroce. La squadra, che indossava casacche bianconere, ebbe a disposizione per un certo periodo i campi concessi dalle famiglie Marcello e Motta ma, a causa dell'impossibilità di disporre stabilmente di un impianto sportivo, fini per sciogliersi il 24 marzo 1928 e gli utili di cassa andarono in beneficenza. L'esperienza servì per radicare l'interesse sportivo in paese con l'avanzare di iniziative più organizzate per dotare il Comune di un impianto sportivo degno di tale nome che potesse dare la possibilità ai giovani di praticare dello sport.
Grazie all'interessamento di molte personalità del luogo e pur tra le difficoltà tipiche di quel periodo, su un terreno messo a disposizione dal Comm. Trevisanato, il Comune riuscì in quella che per l'epoca era una grossa realizzazione ossia la costruzione di un vero campo sportivo con spogliatoi per una trentina di atleti, tribunetta coperta per circa 250 persone e una pista per corse di velocità. Quest'ultima, che era lunga 333 metri ed era dotata di 4 corsie, era realizzata in carbonella pressata con l'apporto tecnico della FIDAL di Treviso. Per quanto concerne il terreno di gioco, pur essendo le sue misure leggermente ridotte, esse erano regolari e permettevano il regolare svolgimento delle partite.
Il "Campo Sportivo del Littorio" (localizzato nello stesso luogo in cui per anni sorse il "Comunale di Via XXIV Maggio", ma con la tribuna costruita sul lato nord) riusciva a soddisfare gli standard minimi e la squadra di calcio denominata Gruppo Sportivo Mogliano fu fondata l'8 novembre 1928 e affiliata all'U.L.I.C., che gestiva il calcio giovanile per conto della F.I.G.C..
Il primo presidente fu l'avvocato Aldo Zironda, vicepresidente fu nominato Giuseppe Miatto, mentre il primo segretario fu Ugo Fabris, che insieme a Vittorio Simionato e Mario Bianchi era stato uno dei promotori della realizzazione del nuovo impianto sportivo (nonché nel 1924 dell'Associazione Calcio Campocroce).
Serie C, Serie D e commissariamento I primi dieci anni di attività della squadra proseguono con alterne vicende nei campionati U.L.I.C. di Prima e Seconda Categoria. Nella stagione 1938-39 la Società Sportiva G.I.L. Mogliano (da Gioventù Italiana del Littorio) fu promossa in Prima Divisione dilettanti e sulla base dell'intelaiatura di quella squadra la formazione di Mogliano nel campionato 1941-42 dopo essersi piazzata seconda nel Girone A conquistò il titolo di Campione Veneto di Prima Divisione nelle finali regionali ottenendo il diritto per l'accesso in Serie C.
La prima stagione in Serie C, anche a causa degli eventi bellici che avevano portato al fronte numerosi calciatori, non fu fortunata terminando con una retrocessione, ma alla ripresa dei campionati nel 1945 la FIGC-Lega Nazionale Alta Italia decise l'annullamento di ogni retrocessione avvenuta sul campo durante la guerra (ad eccezione dei casi di società in dissesto economico o sciolte) ripescando il Mogliano in Serie C. Rifondata con il nome di Pro Mogliano, la squadra biancoceleste partecipò al campionato di Serie C 45-46 classificandosi 5º.
La squadra era sorretta economicamente dal presidente Ing. Cav. Pietro Motta, titolare di uno stabilimento bacologico e delle filande di seta di Campocroce (progettista di rilievo in particolare di acquedotti, sindaco di Mogliano e Vicepresidente della Provincia di Treviso). Nella successiva stagione 1946-47 di Serie C la squadra ottenne il suo miglior risultato di sempre piazzandosi seconda nel proprio girone. La guida tecnica era affidata a Enrico Colombari già calciatore di Torino e Napoli nonché convocato in nazionale per le Olimpiadi di Amsterdam 1928. È questo tra l'altro il periodo nel quale il bianco e il celeste hanno la definitiva consacrazione come colori sociali.
La stagione successiva si presentava complicata perché la riforma dei campionati del 1948, aveva imposto un ridimensionamento delle squadre partecipanti alla Serie C. Ad esclusione delle prime due classificate, le rimanenti squadre (dal 3º al 13º posto) sarebbero state retrocesse al neoistituito campionato di Promozione, mentre le ultime tre classificate sarebbero retrocesse addirittura in Prima Divisione, il massimo campionato regionale. Il team moglianese classificandosi 14º al termine della Serie C 47-48 ebbe in dote quest'ultimo destino.
La retrocessione determinò una grave crisi per la squadra che, con l'abbandono del proprio Presidente, si trovò in difficoltà economiche. Rifondato il settore giovanile e dopo un periodo di vicende alterne che la vide perdere il massimo campionato regionale al termine della stagione 51-52 di Prima Divisione regionale (per la nascita del campionato di Promozione regionale), il team biancoceleste riconquistò la massima serie regionale al termine del campionato 1953-54 di Prima Divisione Veneta nel quale giunse 2°, ma fu promosso grazie alla vittoria nello spareggio contro lo Jesolo A.C. giocato sul neutro di Fossalta di Piave (Pro-Jesolo 2-1).
La categoria venne mantenuta fino alla stagione 1957-58 nella quale la squadra moglianese dopo essersi classificata 2ª nel massimo campionato regionale (che aveva mutato nome in Campionato Dilettanti) ottenne a tavolino la promozione in Serie D (chiamata allora IV Serie) grazie alla vittoria nella Coppa Veneto ottenuta allo Stadio Tre Pini di Padova nella finale contro il Minerbe, dato che ben tre delle quattro capoliste dei gironi che costituivano il campionato veneto rinunciarono alle loro prerogative.Se il regolamento non abbinava alcun particolare premio alla coppa regionale, la Lega Regionale Veneta ottenne dalla FIGC una deroga per non depauperare troppo la flottoglia veneta in IV Serie.
In vista del suo riaffacciarsi in ambito nazionale, il testimone della società passo nelle mani di Alberto Sembiante che guidò ininterrottamente la squadra nei suoi anni di permanenza in Serie D. La squadra mantenne la categoria per sette anni retrocedendo al termine del campionato 1963-64. Nel successiva stagione 1964-65 la Pro Mogliano ritentò un immediato rientro tra i semiprofessionisti e dopo aver vinto lo spareggio disputato all'Appiani di Padova con il Sottomarina si piazzò al primo posto del proprio girone dell'allora massima serie regionale Prima Categoria. Le successive finali regionali per l'ammissione in Serie D (disputate contro Malo e Coneglianese) si conclusero con un'amara sconfitta nella gara decisiva per la ri-conquista della Serie D giocata sul neutro di Portogruaro (stadio Mecchia). La mancata promozione portò con sé le dimissioni del presidente Sembiante (dovute anche a motivi di salute), mentre la squadra venne smembrata con la cessione di quasi tutti gli elementi a compagini di categoria superiore.
I due anni che seguirono furono economicamente molto difficili per la Pro Mogliano, che finì per essere commissariata nelle mani del Rag. Renzo Barzan. Fu come sempre il maestro Primo Fortunato coadiuvato da un gruppo di appassionati a tessere la tela per la riorganizzazione della società. La prima squadra venne "rifondata" come al solito grazie al vivaio e al richiamo che la casacca biancoceleste esercitò su qualche ex-giocatore. Nella stagione di Prima Categoria 1966-1967 la Pro Mogliano, che ebbe l'occasione di partecipare anche alla Coppa Italia, riuscì nell'intento di conquistare la salvezza e di valorizzare alcuni dei suoi giovani che furono ceduti a Vicenza e Inter.
La Pro di Guido Robazza La stagione 1967-68 che era iniziata ancora sotto la guida del Commissario, vide entro la fine del 1967 il passaggio della società nelle mani dell'industriale Guido Robazza (1923-2007) che resse le sorti del sodalizio biancoceleste (come presidente prima e come patron in seguito) per vent'anni, ossia fino al 1987.
Grazie a questo benemerito presidente la Pro Mogliano partecipò ininterrottamente al massimo campionato di calcio regionale per quindici anni (con la sola eccezione della stagione 74-75), passando attraverso difficoltà come la "cattività scorzetana" ossia i cinque anni giocati in esilio nell'impianto di Scorzè (Comunale di Viale Kennedy), i successivi due anni giocati come ospiti a pagamento dello Stadio del rugby di Via Colelli e infine i due anni giocati nello Stadio “dei prefabbricati” di Via Gagliardi.
Il campionato di Prima Categoria Veneta 1967-68 (la massima categoria regionale caratterizzata da 3 gironi di 16 squadre ciascuno) era stato intrapreso in un clima di forti ristrettezze economiche e fu avaro di soddisfazioni. Non essendoci "finestre" di mercato come ai giorni nostri, la squadra non poté essere rinforzata e si classificò ultima (staccatissima dal resto delle contendenti e con il minor numero di punti conquistati tra tutte e tre i gironi veneti). Nonostante le palesi difficoltà nei risultati ottenuti sul campo il team biancoceleste riuscì a conquistare la Coppa Disciplina. Nell'estate successiva grazie alla tradizione sportiva, al clima nel quale era maturata la retrocessione (commissariamento) e alla riacquistata solidità economica il team moglianese fu ripescato dalla federazione in Prima Categoria.
Il presidente Robazza riassestò subito il club sia dal punto di vista organizzativo che da quello tecnico agonistico e i risultati non tardarono a giungere. Il successivo campionato 68-69 vide la squadra piazzarsi a centro classifica, mentre la svolta avvenne già dalla stagione 69-70 (allargato a 4 gironi di 16 squadre) nella quale il team moglianese conquistò un buon 4º posto che le garantì l'accesso al neoistituito massimo campionato regionale di Promozione (avevano diritto di parteciparvi le squadre classificate dal 2º al 7º posto di ogni girone e le prime classificate non promosse dopo gli spareggi per la Serie D).
Nonostante queste difficoltà in almeno quattro annate fu sfiorato un rientro nella serie D; nel 70-71 (2º posto), nel 71-72 (3º posto), nel 72-73 (3º posto), e nel campionato 77-78 (2º posto) quando, dopo un testa a testa fino all'ultimo minuto, la vittoria finale andò invece allo Jesolo (A.C.).
Nel frattempo continuava a tenere banco la questione dello stadio di calcio cittadino. Nel 1977, mentre la squadra era ancora impegnata nel periodo della cattività di Scorzè, il Pro Mogliano Club mise in atto una iniziativa per sensibilizzare la cittadinanza riguardo alla necessità di dotare la città di uno stadio adeguato attraverso una petizione da presentare agli amministratori comunali che riuscì a raccogliere 5000 firme.
Viste le difficoltà di allestire una squadra importante a Mogliano, dove mancava uno stadio adeguato, nel 1979 il presidente Robazza acquisì la proprietà della Mestrina di cui diventò presidente (e che guidò con ottimi risultati dal campionato 1979-80 a quello 1986-87, affidando la presidenza della Pro Mogliano alle mani prima dell'Ing. Giovanni Berengo e poi di Gino Bazzacco, pur conservando la totale proprietà della società moglianese).