Il giardino alla francese o giardino formale francese (in francese: Jardin à la française o Jardin régulier) rappresenta l'espressione del classicismo barocco nell'arte del giardinaggio; uno stile di giardini incentrato sulla simmetria, decorazioni vegetali ricercate, statue, giochi d'acqua e grandiose prospettive che si perdono nelle foreste naturali. È un dare un ordine alla natura ricercando una perfezione formale in una sontuosità teatrale.

Sviluppatosi dal giardino rinascimentale francese (a sua volta fortemente improntato sul giardino all'italiana), culmina nel XVII secolo con la creazione dei Giardini di Versailles dal celebre architetto André Le Nôtre per Luigi XIV di Francia; atti a divenire un esempio da seguire per tutte le corti d'Europa.Éric Mension-Rigau, "Les jardins témoins de leur temps" in Historia, n° 7/8 (2000).

Storia L'influenza del Rinascimento

Il giardino alla francese si è evoluto dal giardino rinascimentale francese dell'inizio del XVI secolo, a sua volta direttamente ispirato al giardino rinascimentale italiano. Il giardino all'italiana, improntato sul Giardino di Boboli a Firenze o a quello di Villa d'Este a Tivoli, era caratterizzato da parterres di forme geometriche disposti in modo simmetrico e bordati da siepi tagliate, fontane e cascate, scale e rampe che uniscono i vari livelli e terrazze, grotte, labirinti, statue ed elementi mitologici. Erano concepiti per conferire armonia e ordine alla natura, ideali del Rinascimento, conservando l'eredità dell'Antica Roma.

Nel 1495 re Carlo VIII durante la sua Campagna d'Italia discese a Napoli e rimase entusiasta dei giardini degli Aragonesi. Convinse così gli architetti, Pacello da Mercogliano e Giovanni Giocondo, autori dei giardini della Villa di Poggioreale, a seguirlo in Francia. Carlo VIII commissionò loro i giardini del Castello di Amboise e di Château Gaillard, sue residenze. Il suo successore, Luigi XII, che viaggiò molto in Italia, creò un giardino all'italiana al Castello di Blois. Wenzler, Architecture du jardin, pg. 12

Verso il 1528 Francesco I inizia i nuovi giardini del Castello di Fontainebleau, ricco di parterres, fontane, una foresta di pini importati dalla Provenza e la prima grotta artificiale di Francia.Philippe Prevot, Histoire des jardins, pg. 107

Il Castello di Chenonceau presenta due giardini creati secondo il "nuovo stile", uno venne realizzato nel 1551 per volere di Diana di Poitiers, il secondo, nel 1560, voluto da Caterina de' Medici.Prevot, Histoire des Jardins, 114

Nel 1564 la regina di Francia Caterina de' Medici commissiona la creazione dei celebri Giardino delle Tuileries, il più bello e grande parco di Parigi. Era uno spazio chiuso che misurava 500 metri di lunghezza e 300 di larghezza. Era diviso in scomparti rettangolari da sei viottoli e le sezioni erano piantate con prati, aiuole, e piccoli gruppi di cinque alberi, chiamati Quinconces; non mancavano parti con orti e vigneti.Jacquin, Les Tuileries- Du Louvre à la Concorde, pg. 4. I Giardini delle Tuileries furono utilizzati per le sontuose feste reali di Caterina, in onore degli ambasciatori della regina Elisabetta I e per il matrimonio di sua figlia, Margherita di Valois con il futuro Enrico IV.Jacquin, pg. 6

Castello di Anet Una svolta decisiva si ebbe nel 1536 per opera del celebre architetto Philibert Delorme. Dal suo ritorno da un viaggio a Roma, creò i giardini del castello di Anet. Si incentravano su un'attenta armonia creata da parterres e da specchi d'acqua inglobati in sezioni di prati verdi. Divenne uno dei primi e più influenti esempi di giardino alla francese.Bernard Jeannel, Le Nôtre, Éd. Hazan, p. 17 Tuttavia i giardini rinascimentali francesi, anche se diversi nello spirito e concezione da quelli medievali, apparivano ancora distaccati dagli edifici, circondati da muri e non sempre fusi armoniosamente fra loro. Tutto questo cambierà nella metà del XVII secolo, con la nascita del vero giardino alla francese barocco.

Vaux-le-Vicomte

Il primo importante giardino alla francese fu realizzato nel castello di Vaux-le-Vicomte, voluto da Nicolas Fouquet, il sovrintendente alle finanze del re Luigi XIV di Francia. Verso il 1656 Fouquet commissionò a Louis Le Vau il progetto del castello e a André Le Nôtre la creazione dei giardini. Per la prima volta il castello e il parco apparivano perfettamente integrati. Una grande prospettiva di 1500 metri parte dai piedi del castello, taglia il bosco e attraversando tutto il parco, termina in cima a una collinetta ove è posta la statua ispirata all'Ercole Farnese. Lo spazio è organizzato con vialetti intervallati da statue, fontane, vasche, canali secondo una disposizione simmetrica all'asse prospettico. All'inizio della prospettiva è lEsplanade (spianata) ritmata da parterres bordati da siepi sempreverdi ora disposte anche a disegno che, con l'aggiunta di sabbie colorate, formano i cosiddetti ricami vegetali barocchi. Il castello è al centro di questa ferrea organizzazione dello spazio, a simboleggiare il "potere e il successo".Prevot, Histoire des jardins, pg. 146 Dal castello si irradia il giardino, anche concepito per essere visto dalle finestre del Piano nobile, il primo piano.

Versailles

I Giardini di Versailles, creati per volere del Re Sole dal grande architetto Le Nôtre tra il 1662 e il 1700, rappresentano il massimo esempio dei giardini alla francese. All'epoca erano i più vasti giardini d'Europa, con una superficie di 15000 ettari, concepiti per stupire con le grandi feste e sono stati realizzati lungo l'''Asse del Sole, una prospettiva ciclopica che corre da est a ovest attraversando il castello, lungo il corso solare. Sorge al di là della Corte d'Onore, incrocia il castello nellaCamera del Re e tramonta alla fine del Grand Canal riflettendosi negli specchi della Galerie des Glaces.Prevot, Histoire des jardins, pg. 152 A destra e a sinistra dell'asse centrale tagliano la vegetazione ampi viali laterali prospettici e simmetrici, necessari alle passeggiate in carrozza del cerimoniale reale. In contrasto alla grande prospettiva, tutt'intorno si aprono una moltitudine di boschetti, sorta di piccoli giardini riccamente adorni di statue, fontane colonne atti a creare ambienti più intimi a destar sorpresa e stupore e a ospitare gli spettacoli dei Divertimenti reali.

Chantilly e Saint-Germain

Fino a questo momento i giardini erano stati concepiti in funzione dell'architettura e percepiti come un prolungamento del castello, il quale si trovava al centro dell'irradiamento prospettico-vegetale. Con la creazione dei giardini del principe di Condé, detto il Gran Condé, per il Castello di Chantilly, Le Nôtre apporta un fondamentale cambiamento, trasformando il castello in un accessorio dell'immenso giardino, all'interno del quale occupa solo uno scomparto. Questa tendenza si afferma anche nel parco del Castello di Saint-Germain-en-Laye, dove il Re Sole ordina la costruzione di un nuovo castello (oggi perduto) con giardini digradanti in terrazzamenti sul crinale della collina che scende alla Senna. Il "Castel Nuovo", allineato a quello "Vecchio", appare inserito nella scacchiera degli scomparti tracciati da viali e terrazze.

Declino

André Le Nôtre muore nel 1700, ma i suoi allievi e le sue idee continuano a dominare la concezione dei giardini in Francia durante tutto il regno di Luigi XV. Suo nipote Claude Desgots, crea nel 1717 un giardino a Bagnolet per il duca Filippo II di Borbone-Orléans e a Champs-sur-Marne. Jean-Charles Garnier d'Isle, genero di Desgots, disegna un giardino per Madame de Pompadour a Crécy nel 1746 e a Bellevue (Hauts-de-Seine) nel 1748-50. Il suo pupillo Dominique Girard, creerà nella prima parte del '700, dei bellissimi giardini in area germanica, fra cui quelli del Castello del Belvedere a Vienna, del Castello di Nymphenburg a Monaco di Baviera.

Progressivamente cominciarono ad apparire forme di semplificazione alle geometrie e soprattutto ai complessi ricami vegetali, questi ultimi sostituiti da parterres erbosi bordati da bordure di fiori, più facili da curare.

Verso la metà del '700 i Gesuiti presenti alla Corte imperiale cinese introducono in Europa-Francia l'interesse per l'Arte cinese, la moda delle cosiddette cineserie e quindi dei giardini "naturali", ove la mano umana era concentrata a ricreare in piccolo la grande natura delle valli, delle montagne, dei laghi, dei boschi. Inoltre con l'affermarsi dello stile Rococò il giardino evolve, gli spazi aperti si suddividono in molteplici boschetti, Folies de jardin, e bucolici decori pastorali. Si iniziò a rigettare le forme geometriche e simmetriche del giardino classico alla francese in favore di linee più naturali e scene campestri.

Il gusto per l'esotismo e il bucolico campestre cresce ulteriormente sotto Luigi XVI di Francia e i giardini cominciano a prender una forma pre-romantica. Allo stesso momento, sotto l'influsso esotico, si affacciava uno nuovo stile di giardini, quello inglese, creato dagli aristocratici britannici. In molti parchi e proprietà francesi si continuò a mantenere i giardini tradizionali alla francese nelle zone attorno agli edifici principali, mentre il resto del parco veniva man mano trasformato in un nuovo stile detto "Jardin à l'anglaise", anglo-chinois, exotiques, o pittoresques. Era nato il giardino all'inglese. Notevoli esempi sono i giardini di Maria Antonietta d'Asburgo-Lorena: Il Giardini del Trianon, giardino "anglo-cinese" dove non si vuole rappresentare solo la natura, ma la natura intera nello scorcio di pochi chilometri quadrati: piante francesi, indiane, africane, tulipani, magnolie del Sud, un laghetto e un ruscello, un monte e una grotta, una rovina romantica e casette campestri, templi ellenici e pagode cinesi, mulini a vento di Fiandra, il Nord e il Sud, l'Oriente e l'Occidente, tutto artificioso e per tutto autentico (da principio l'architetto avrebbe voluto inserire anche un vulcano eruttante fuoco, ma il progetto risultò troppo dispendioso). L'Hameau de la Reine, luogo campestre, adibito anche a fattoria, è uno dei simboli dell'influenza delle idee di fisiocrati e filosofi illuministi sulla nobiltà del tempo. Venne commissionato durante l'inverno 1782-83 dalla regina per allontanarsi dai vincoli e formalità della corte di Versailles e avvicinarsi a uno stile di vita più rustico ispirato dagli scritti di Jean-Jacques Rousseau. Intorno a un lago artificiale l'architetto Richard Mique fece erigere dodici edifici con pareti di legno e tetto di paglia, di ispirazione normanna. Ogni edificio è circondato da un orto, un frutteto o un giardino. L'edificio maggiore è la casa della regina, al centro del borgo; quest'ultimo appare diviso da un fiumiciattolo che si diparte dal lago e viene attraversato da un piccolo ponte di pietra.

La fine del giardino alla francese è accompagnata dalla caduta del centralismo monarchico assoluto avvenuto con Rivoluzione francese. Inoltre l'affermarsi del cosiddetto Jardin Paysager (giardino paesaggistico), non più ispirato dall'architettura, ma dalla pittura, letteratura e filosofia, portò alla fine definitiva della moda del giardino alla francese.Wenzler, Architecture du jardin, pg. 28

Rinascita

Fra il XIX e il XX secolo si ha una rinnovazione. I paesaggisti Henri e Achille Duchêne diffondono il giardino classico teatrale, ispirato e impiantato sullo stile dei giardini alla francese barocchi. La rinascita dell'interesse per il giardino alla francese dà luogo alla creazione di opere magnifiche. Fra i migliori esempi sono i giardini del castello di Linderhof (1863-80) e del castello di Herrenchiemsee(1875-81) creati da Carl von Effner per il re Ludovico II di Baviera.

Jean-Charles Alphand integra, al Parc Borély di Marsiglia, nell'asse del castello, un giardino alla francese del XIX secolo e un parco all'inglese intorno a un lago con cascata.