La presente voce riporta informazioni sulla tifoseria del Varese FC, società calcistica italiana con sede a Varese.

Contesto Il panorama del tifo varesino, sia d'ispirazione ultras che moderata, presenta un aspetto composito e variegato. A testimoniare il forte legame della squadra non solo con la città madre, ma anche con la relativa provincia, molti gruppi di tifo organizzato sono basati al di fuori del capoluogo.

I gruppi ultras della squadra nelle partite casalinghe prendono tradizionalmente posto nella curva nord Peo Maroso dello stadio Franco Ossola; laddove tale settore è stato inagibile, hanno preso posto nei distinti o nella tribuna. Storicamente gli aderenti professano ideologie politiche di estrema destra.

Dal 2019, a seguito del fallimento "senza eredi" del Varese Calcio, la tifoseria organizzata tende a seguire il , club di nuova fondazione ripartito dalla Terza Categoria, che fino al 2024 non ha rivendicato continuità con le esperienze precedenti, ma ha adottato i colori bianco-rossi e parte del repertorio simbolico della tradizione sportiva pregressa.Il Città di Varese presenta lo stemma. E i tifosi ci continuano a scrivere: «Iniziativa lodevole e commovente» - VareseNews, 5 ago 2019Dialetto, salamelle e trecento tifosi per il Città di Varese in Terza Categoria - VareseNews, 22 set 2019Tifosi, giocatori ed entusiasmo: il Città di Varese è pronto a partire - VareseNews, 18 ago 2020

Fan club Nel mondo della tifoseria varesina sono altresì esistiti molti club di tifoseria moderata, apolitica e non-ultras: si possono citare il Club Franco Ossola, il Club Varese (avente diverse sezioni), le Prealpi Biancorosse, i Ragazzi della Galleria, il Gruppo Besano, i Giovani Biancorossi Gazzada, il Club Avigno e il Club Amici del Varese (tra i più longevi, attivo dal 1994 al 2013), successivamente disciolti.

All'atto del fallimento dell'A.S. Varese 1910 (nell'estate 2015), i club attivi e riconosciuti ufficialmente dalla società erano i seguenti: BarElla di Varese, Club Ispra Alcolica, Varese Club Luino, Varese Club Cantello “Carletto Nozza”, Club Globuli Biancorossi, Club Cuore Biancorosso, Club Plus Lounge, Club Passione Biancorossa, Club Croce Biancorossa e Gruppo Terzo TempoClub Affiliati - varese1910.it. Risulta altresì attivo il club Maccagno.

A seguito della rifondazione del club, nell'ottobre 2015, la dirigenza del Varese Calcio S.S.D. ha patrocinato la fondazione dell'Associazione Tifosi Varese Calcio (abbreviato ATVC), avente lo scopo di coordinare l'attività dei club "moderati", oltre che di organizzare eventi collaterali (anche non prettamente sportivi) di supporto alla società o finalizzati ad iniziative a sfondo socialeVarese Calcio, via al Consorzio e all’associazione dei tifosi - Varesenews.it, 16 ott 2015; essa ha però scontato l'ulteriore crisi della società, sciogliendosi già dopo meno di due anni.

Tifoseria organizzata

Nel 1974, da una scissione all'interno del club Giovani Biancorossi Gazzada, nacque il gruppo Boys, prima compagine ultras afferente al Varese, che per i successivi 24 anni guidò la curva varesina. Tale gruppo raggiunse negli anni dimensioni importanti, ramificandosi anche in sezioni ubicate al di fuori della provincia di Varese (ad esempio a Milano) e si dedicò anche a sostenere la Pallacanestro Varese, di cui egualmente costituì il primo gruppo ultrà«La gazzarra col Maccabi, che tristezza. Ma noi in curva siamo diventati uomini» - La Provincia di Varese, 20 set 2015.

Fu proprio in ambito cestistico che il tifo radicale varesino si palesò all'attenzione dei mass media: il 7 marzo 1979, in occasione della partita Emerson Varese-Maccabi Tel Aviv B.C. (valida per la Coppa dei Campioni), fu inscenata sugli spalti del palasport cittadino una gazzarra di carattere antisemita, a seguito della quale undici persone (tutte aderenti o simpatizzanti del Fronte della Gioventù) vennero rinviate a giudizio e infine condannate per apologia di genocidioGianni Spartà, Questa è la storia..., Varese, Nicolini editore, 1991, pp. 157-162.

Col passare degli anni ai Boys si aggiunsero i gruppi Viking (nati verso gli anni 1980 e subito gemellati con i Boys), Panthers, Scossi, Varese Front e Campari Group.

Nel 1998 nacque il gruppo Blood & Honour, il quale entrò ben presto in conflitto coi Boys: la tensione nella curva biancorossa s'inacerbì al punto che nel marzo 2001 il gruppo guida impedì alla giovane formazione di apporre il proprio striscione nella curva nord del Franco Ossola. Poche ore dopo tale "sgarbo", nei pressi dello stadio varesino scoppiò una violenta rissa di regolamento di conti tra diversi esponenti dei due gruppi, poi sedata dall'intervento delle forze dell'ordine. Ne uscirono "vincitori" proprio i Blood & Honour: di lì a poco sia i Boys che i Viking (più altri gruppi minori) si sciolseroComunicato Ufficiale: Si sciolgono i Boys Varese - tifonet.it, 12 mar 2001, lasciando al collettivo appena fondato il ruolo di capofila del tifo calcistico radicale varesino (il basket nel frattempo aveva preso una direzione autonoma, costituendo proprie sigle).

A differenza dei gruppi preesistenti, i Blood & Honour (il cui nome è spesso abbreviato B&H o BH) affondavano le loro radici ideologiche direttamente negli ambienti estremisti di destra di stampo neo-nazifascista basati a Varese e in provincia, generalmente riconducibili al network associativo Lealtà-AzioneInter-Napoli, l’alleanza tra gli ultrà: estrema destra di Blood Honour e l’odio per i napoletani - Corriere della Sera Milano, 28 dic 2018; nella loro simbologia abbondavano gli emblemi assimilabili all'area ideale in questione, prima fra tutte la runa OþalanSvastica allo stadio: l’indifferenza rende complici - VareseNews, 25 ott 2007 (già simbolo della formazione 7. SS-Freiwilligen-Gebirgs-Division "Prinz Eugen" delle Waffen-SS e del movimento Avanguardia Nazionale di Stefano Delle Chiaie)Ucciso in Spagna il capo degli ultrà varesini - Corriere della Sera - 28 feb 2003. URL consultato il 17 set 2013.FASCIO-PIRLA DA CURVA - IL GRUPPO DI ULTRÀ CHE HA DEVASTATO LO STADIO DEL VARESE È COMPOSTO DA 60 ESTREMISTI DI DESTRA DEL GRUPPO “BLOOD & HONOUR” - IL CAPOCCIA È FILADELFIO VASI, ORA IN PRIGIONE - Dagospia - 19 apr 2015. URL consultato il 4 lug 2016. La "ragione sociale" Blood & Honour (traduzione inglese del motto Blut und Ehre - in tedesco "sangue e onore" - della gioventù hitleriana) evidenziava d'altra parte il diretto collegamento del collettivo con l'omonima organizzazione politica internazionale, nata nel 1987 nel Regno Unito (con prodromi già nel 1979 all'interno del movimento naziskin inglese) e attiva in molti paesi tramite varie realtà estremiste di destra, ivi comprese organizzazioni politiche, band musicali right-alternative, case editrici e discografiche, negozi di abbigliamento, centri ricreativi e circoli culturaliI Blood & Honour di Varese: chi sono gli ultras di Belardinelli - nextquotidiano.it, 28 dic 2018.

Il gruppo varesino raggiunse dimensioni anche ragguardevoli in rapporto al bacino d'utenza della piazza, toccando un massimo di circa 200 aderenti: molti degli affiliati avevano precedenti penali ed ebbero nel tempo ulteriori problemi di varia natura con la giustizia, manifestando inoltre una spiccata propensione a compiere atti di violenza contro persone e cose. L'egemonia dei B&H fece sì che tutti gli ultras varesini (anche appartenenti ad altri collettivi) tendessero a riconoscersi unitariamente nella sigla C.N. '98, ovvero "Curva Nord 1998", dall'anno di fondazione del gruppo guida.

La violenza dei Blood & Honour si è frequentemente manifestata anche per motivazioni non legate all'ambito sportivo. Tra i loro bersagli vi furono infatti fin da subito i cittadini extracomunitari e le realtà politiche, associazionistiche e sindacali varesotte orientate a sinistra: tra il 1999 e i primi anni 2000 sono addebitabili ad affiliati BH diversi pestaggi per futili motivi a danno di persone inermi, nonché lettere minatorie, minacce, atti di vandalismo e violenza contro soggetti quali CGIL, ANPI e Rifondazione Comunista, oppure contro le testate giornalistiche "ree" di pubblicare articoli critici nei loro confronti (su tutte il Corriere della Sera e il giornalista Claudio Del Frate)L'infame nostro - VareseNews, 13 nov 2005. Tra i capi del gruppo emergono figure come Filadelfio "Delfio" Vasi, classe 1976, che dal 2001 in avanti viene ripetutamente incriminato, arrestato e condannato per reati quali lesioni, tentato omicidio, traffico di sostanze stupefacenti, rapina a mano armata, porto abusivo d'arma da fuoco e tentata evasioneFiladelfio Vasi, una vita criminale - VareseNews, 27 set 2012Rapine in Svizzera e Italia. A dicembre il processo - La Provincia di Varese, 14 lug 2017.

Analogamente segnata da vari crimini è la fedina penale di un altro capo del gruppo, Saverio Tibaldi, che nel 2003 per sfuggire alle condanne pendenti sul suo capo per atti di violenza e spaccio di stupefacenti si rese latitante e abbandonò l'Italia; venne successivamente ucciso a coltellate a Torremolinos (in Spagna) in circostanze mai ben chiarite. La sua morte violenta l'ha poi fatto assurgere a vero e proprio simbolo della tifoseria organizzata varesina, che negli anni seguenti gli ha regolarmente reso omaggio con striscioni e cori durante le partite.

Ancora attorno agli anni 2010 vari membri del gruppo furono arrestati e incriminati per traffico di sostanze stupefacentiVito Jordan Bosco: il fondatore di Blood & Honour ricercato per droga - nextquotidiano.it, 30 gen 2019. URL consultato il 19 mar 2019Droga allo stadio, un altro arresto per spaccio - Varesenews.it - 14 mar 2009. URL consultato il 18 set 2013Si costituisce capo ultrà Blood & Honour ricercato da settembre: spacciava hashish - Il Giorno Varese - 2 mar 2011. URL consultato il 17 set 2013..

Restando in ambito calcistico, nei primi anni 2000 i Blood & Honour si resero responsabili di una violenta opposizione all'ingaggio nel Varese di giocatori originari del continente africano, culminata in aggressioni perpetrate a danno dei calciatori stessiAggrediti i giocatori extracomunitari del Varese - Varesenews.it Varese - 6 mag 2002. URL consultato il 16 set 2006.. Sempre a tale compagine sono addebitabili le contestazioni e le minacce contro squadra e dirigenza nella stagione 2003-2004 (conclusasi col fallimento della società), culminate nel raid vandalico perpetrato nella notte tra il 3 e il 4 giugno 2004 allo stadio Franco Ossola, sul cui prato vennero piantate 11 croci di legno, mentre le panchine e la pista del velodromo vennero imbrattate con graffiti ingiuriosiUndici croci in campo. Il sinistro messaggio degli ultrà - VareseNews, 4 giu 2004. Poche settimane dopo, una rappresentanza di ultrà si recò a Palazzo Estense proponendosi in prima persona di procedere alla rifondazione della società; il sindaco Aldo Fumagalli (che era stato accusato dagli ambienti del centrosinistra di contiguità col tifo organizzato e di servirsi finanche di affiliati B&H come guardie del corpo informali) non ritenne tuttavia di accogliere la proposta, rivolgendosi invece a Riccardo SoglianoLe relazioni pericolose di Fumagalli, “Solo illazioni” - VareseNews, 21 nov 2005.