Yeavering è una piccola borgata, situata all'angolo nord-orientale della parrocchia civile di Kirknewton, nel nord della contea del Northumberland, lungo il corso del fiume Glen
Il sito ospita i resti di un importante insediamento anglosassone, interpretato come una delle sedi regali del regno di Bernicia nel VII secolo, da identificare come la "villa regia" del re Edwin citata come Ad Gefrin per l'anno 627 nella Historia ecclesiastica gentis Anglorum di Beda il VenerabileBeda il Venerabile, Historia ecclesiastica gentis Anglorum, II,14..
Attività umane sono documentate nei pressi nel corso del Mesolitico, del Neolitico e dell'età del bronzo e nell'età del ferro fu costruita sulla Yeavering Bell un sito fortificato d'altura (hillfort) che sembra essere stato un importante insediamento del periodo.
Territorio Yeavering è situata all'estremità occidentale della valle di Glendale, formata dal fiume Glen, dove le colline Cheviots digradano nella valle del fiume TweedHope-Taylor 1977, citato in bibliografia, p.5..
L'elemento più caratteristico del paesaggio è la collina a due cime della Yeavering Bell (361 m di altitudine), dove si insediò nell'età del ferro una fortezza d'altura. A nord di questa elevazione si trova una terrazza (72 m di altitudine), usualmente descritta come "a dorso di balena", dove si trova l'insediamento anglosassone.
La terrazza è attraversata dal fiume Glen, che vi ha scavato un canale relativamente stretto, che scende a 50 m di altitudineHope-Taylor 1977, citato in bibliografia, pp.6 e 9.. Il fiume Glen aveva reso parecchie delle aree che circondavano la terrazza acquitrinose o paludose, e dunque inadatte all'insediamento umano, ma i moderni sistemi di drenaggio hanno in gran parte eliminato il problema, lasciando solo alcune zone paludose a nord e ad est della terrazzaHope-Taylor 1977, citato in bibliografia, p.11..
Nella zona soffiano forti venti persistenti da ovest o da sud-ovest, che spesso raggiungono il livello 8 (burrasca), e talvolta il livello 12 (uragano) nella scala di BeaufortHope-Taylor 1977, citato in bibliografia, p.15..
Resti preistorici e romani
Mesolitico, Neolitico ed età del bronzo Il ritrovamento di alcuni microliti testimonia nel Mesolitico la presenza nella valle del Glen la presenza di popolazioni di cacciatori e raccoglitoriHope-Taylor 1977, citato in bibliografia, p.20..
Nella valle del Glen sono stati individuati anche tombe a cremazione e pozzi rituali riferibili a insediamenti stabili di agricoltori del Neolitico e dell'età del bronzo.
Età del ferro ed epoca romana Nell'età del ferro sulla collina di Yeavering Bell fu costruita una fortezza d'altura, la più grande del suo genere nel Northumberland. La fortezza era costituita da un muro di pietre a secco che circondava entrambe le cime della collinaHope-Taylor 1977, citato in bibliografia, p.6.. Sono state rinvenute le tracce di oltre cento "case rotonde", che dovevano ospitare una numerosa popolazioneHope-Taylor 1977, citato in bibliografia, p.7., probabilmente appartenente ai Votadini.
Le case continuarono probabilmente ad essere occupate anche durante il periodo romano (dall'occupazione nel I secolo all'abbandono nel 410) ed hanno restituito oggetti romano-britanni, tra cui due monete e diversi frammenti di terra sigillata.
È stato ipotizzato che 'insediamento della Yeavering Bell fosse divenuto nel I secolo uno dei principali centri politici tribali o sub-tribale della regione tra i fiumi Tyne e Tweed, nella quale non è stato rinvenuto alcun altro monumento paragonabile per carattere e dimensioni)Hope-Taylor 1977, citato in bibliografia, p.17..
Insediamento alto-medievale Sul sito sono state rinvenute le tracce di diversi edifici in legno, che furono costruiti e/o ricostruiti in varie fasi: un grande recinto circolare a palizzata lignea sul margine orientale della terrazza, più volte ricostruito ("grande recinto"); una serie di grandi sale rettangolari immediatamente ad ovest del "grande recinto" (area A) con grandi trincee di fondazione, in alcuni casi di più di 2 m di profondità, quattro dei quali (A2, A4, A3a e A3b) avevano superfici di circa 300 m; una struttura, ad ovest delle sale grandi dell'area A e al centro del sito (edificio E); altri due gruppi di edifici rettangolari più piccoli, situati all'estremità ovest del sito (area D) e verso nord (area C); cimiteri a inumazione situati alle estremità est e ovest del sito, comprendenti alcune tombe collocate all'interno di preesistenti monumenti sepolcrali preistorici (fossati ad anello est e ovest); vi è associato anche un edificio rettangolare (edificio B).
Singoli edifici A1Hope-Taylor 1977, citato in bibliografia, pp.49-50.: prima fase: semplice sala rettangolare, priva di annessi e con una porta su ciascun lato, distrutta da un incendio; seconda fase: sala grande ricostruita più robusta e con una tecnica e più precisa e con l'aggiunta di annessi sui lati est ed ovest. Si suppone che le pareti fossero spalmate con terra (tecnica tipo torchis), di nuovo distrutta da un incendio; terza fase: sala grande nuovamente ricostruita, questa volta con un solo annesso sul lato est.
A2Hope-Taylor 1977, citato in bibliografia, pp.51-53.: sala grande con divisori a palizzata che creavano due anticamere alle due estremità, fu a un certo punto volontariamente demolita; era stata costruita sopra una tomba a pozzo preistoricaHope-Taylor 1977, citato in bibliografia, p.53.;
A3Hope-Taylor 1977, citato in bibliografia, p.55.: nelle sue due fasi ancora una sala grande, versione di maggiori dimensioni e più elaborata della seconda fase dell'edificio A1. Fu ricostruita dopo un incendio e successivamente subì ancora alcune riparazioni. A4Hope-Taylor 1977, citato in bibliografia, pp.60-62.: simile ad A2 per molti aspetti, ma con solo un divisorio alla sua estremità orientale; A5Hope-Taylor 1977, citato in bibliografia, pp.62-63.: sala rettangolare di dimensioni inferiori, con una porta su ciascun lato; A6 e A7, più antichi di A5, avevano le stesse dimensioniHope-Taylor 1977, citato in bibliografia, p.63..
BHope-Taylor 1977, citato in bibliografia, pp.73-78.: altra sala grande, con un annesso sul lato occidentale.
C1Hope-Taylor 1977, citato in bibliografia, pp.88-90.: pozzo rettangolare, bruciato in un incendio.
C2Hope-Taylor 1977, citato in bibliografia, p.91.: altra costruzione rettangolare come quelle già viste, con quattro porte, ma a differenza delle sale analoghe non mostrava alcuna evidenza di una distruzione per incendio.
C3Hope-Taylor 1977, citato in bibliografia, pp.91-92.: costruzione rettangolare, più grande della precedente e con una doppia fila di buchi di palo esterni.
C4Hope-Taylor 1977, citato in bibliografia, pp.92-94.: costruzione rettangolare leggermente più grande, ricostruito dopo essere stato distrutto probabilmente da un incendio.
D1Hope-Taylor 1977, citato in bibliografia, pp.95-96.: sala rettangolare con errori di costruzione: prima fase: a pianta più romboidale che rettangolare; poco dopo la sua costruzione crollò o fu volontariamente demolito; seconda fase: ricostruzione anch'esso con problemi strutturali (muri poco stabili).
D2Hope-Taylor 1977, citato in bibliografia, pp.97-102.: prima fase: contrapposto e allineato precisamente con D1 e molto simile ad esso. Fu ad un certo punto demolito per essere rimpiazzato; seconda fase con edificio ricostruito più massiccio ed elaborato.. A supporto di tale ipotesi il fatto che nell'edificio non sia stato ritrovato alcun oggetto di quelli normalmente associati con la vita domestica, mentre un grande pozzo era riempito con ossa di animali, in maggioranza crani di buoi; una serie di ossa di bestiame furono impilate lungo una sola parete.
EHope-Taylor 1977, citato in bibliografia, pp.119-121.: nove trincee di fondazione concentriche con buchi di palo di profondità e larghezza diversi, in una pianta a cuneo; ricostruito come un'area con file di sedili che fronteggiavano una piattaforma dove doveva trovarsi un trono.
Caratteristiche costruttive
Hope-Taylor distingue per la tecnica e le caratteristiche costruttive uno primo stile "con pali e pannelli" (stile I: edifici A5, A6, A7 e D6), e altri due che stili che si susseguono (stile II: edifici D1a, D1b e D2a; stile III: inizia con l'edificio A2) caratterizzati da maggiore solidità e con muri costituiti da pali a sezione quadrata, tagliati accuratamente nella misura standard di 140 mmIn base a questa misura Hope-Taylor ha supposto che un'unica unità di misura fosse stata impiegata negli edifici e anche nella pianificazione generale del complesso: il "piede di Yeavering sarebbe leggermente più piccolo dell'attuale piede inglese (300 mm)., affiancati in verticale l'uno all'altro.
Le pareti della prima fase di A1 erano in assi di legno spesse dai 5,5 ai 6 pollici (dai 14 ai 15 cm circa), inserite in trincee profonde dai 36 ai 42 pollici (dai 91 ai 107 cm circa). Le sali grandi dell'area A ebbero grandi trincee di fondazione, in alcuni casi di più di 2 m di profondità
Sepolture Una tomba anglosassone, datata all'inizio del VII secolo, (tomba AX) è stata rinvenuta tra gli edifici dell'insediamento. Conteneva il corpo di un adulto sepolto con allineamento est-ovest, con i resti ossidati di oggetti metallici e il cranio di una capra, deposto rivolto verso estHope-Taylor 1977, citato in bibliografia, pp.67-69.. Uno degli oggetti metallici, un bastone in legno rivestito di bronzo lungo 7 piedi (circa 2 m) doveva essere l'asta di uno stendardo usato per scopi cerimonialiHope-Taylor 1977, citato in bibliografia, pp.200-201..
Altre tombe sono state identificate all'estremità orientale del sito: questo cimitero ha avuto un uso relativamente lungo, distinto in cinque fasi separateHope-Taylor 1977, citato in bibliografia, pp.70-73.. Tra le sepolture è presente quella di un bambino, sistemato in posizione fetale. Il corpo occupava solo metà della superficie della tomba, mentre sull'altra metà fu collocato il dente di una mucca.
I due monumenti funebri preistorici preesistenti, i fossati circolari est ed ovest, furono anch'essi riutilizzati: il centro di ciascuno di essi fu segnalato con un palo e le tombe furono scavate nell'area circostante.
Uso degli edifici
Il "grande recinto" all'estremità orientale del sito sarebbe un recinto per animali o un luogo di riunione. Nella sua fase più elaborata assunse la forma di una palizzata doppia, ma si era sviluppato attraverso una serie di palizzate costruite secondo le tradizioni locali: la sua prima fase costituisce l'elemento più antico del sito in epoca anglosassone.
Le imponenti sale grandi rettangolari dell'"area A", immediatamente ad ovest del grande recinto, erano lunghe due volte la larghezza e sistemate come un unico grande ambiente, oppure con piccoli ambienti secondari separati da un divisorio ad una o ad entrambe le estremità. Quattro di esse (A2, A4, A3a e A3b) avevano una superficie di circa 300 m. Negli esempi più tardi (A3a e A3b) sono presenti degli annessi alle estremità e lo spazio interno inizia ad essere suddiviso in più ambienti. Queste sali sono simili a quelle che aveva in mente l'autore del poema epico Beowulf, descrivendo la reggia di Heorot del leggendario re danese Hroðgar e collocata agli inizi del VI secolo.
L'edificio E è stato interpretato come un auditorium che poteva ospitare circa 300 persone. In nessuna delle località della Britannia postromana si è mai osservata una struttura simile e Hope-Taylor suggerisce che il suo modello derivasse dal mondo romano e che si trattasse di una traduzione in legno, il normale materiale di costruzione per l'Europa germanica, dell'architettura di un teatro romano, con la pianta a cuneo che rappresenta un settore della cavea semicircolare. L'influsso romano o l'evocazione di forme romane era evidente anche dalla rifinitura eseguita sulle superfici esterne dei muri delle sale principali.