Zarak Khan (Zarak) è un film del 1956 diretto da Terence Young.
Trama Per aver corteggiato Alma, una delle sue mogli, l'Haji Khan ordina di far frustare a morte suo figlio Zarak. Il mullā del villaggio persuade il Khan dall'omicidio del suo successore, come indicato dalle leggi dell'Islam. Liberato ma espulso dal regno, Zarak si dà a un violento banditismo al confine tra India e Afganistan, zona amministrata dalle forze inglesi comandate dal maggiore Ingram, cui viene incaricato di prenderlo vivo o morto. Questi, travestitosi da indù con l'intera armata, scopre il campo dei predoni di Zarak, lo distrugge e arresta i superstiti. Zarak è fortuitamente assente all'attacco poiché intrattenuto da Alma, nel frattempo diventata ballerina.
Divenuto Khan per la morte del padre, Zarak si allea col potente capo afgano Ahmed e riesce a prendere il forte inglese; fuggito tra le montagne, Ingram è inseguito dal Khan, che uccide per sbaglio il mullā, credendolo l'ufficiale inglese. Colpito da un grandissimo senso di colpa, Zarak Khan si offre come sostituto di Ingram, il quale sta per essere decapitato da Ahmed. Il capo afgano accetta, non senza aver esaudito l'ultimo desiderio di Zarak Khan: che il supplizio capitale sia eseguito con le fruste, col metodo di suo padre.
Produzione Gli esterni sono stati girati in Marocco.
Durante le riprese Victor Mature si rifiutò di girare le scene degli inseguimenti in groppa a un cavallo. Venne sostituito da una controfigura, tale Jack Keely, che rimase vittima in seguito alla caduta da uno dei cavalli. Mature si impegnò a pagargli il funerale.
Controversie Alcuni manifesti del film, che riproducevano Anita Ekberg in succinti abiti da odalisca, al pari di altre locandine di pellicole in quel periodo,Gli altri erano i manifesti dei film Trapezio raffigurante Gina Lollobrigida con un bustino succinto che sale su una corda, quelli di Poveri ma belli in cui Ettore Manni e Marisa Allasio si abbracciavano in costume da bagno su un barcone del Tevere e un altro in cui la Allasio sfilava fra una schiera di giovani estasiati e soprattutto due manifesti di Miss spogliarello con Brigitte Bardot. furono oggetto di proteste per le immagini provocanti delle attrici protagoniste, giudicate offensive del pudore.Si costituiscono Parte Civile contro i manifesti della Ekberg, La Stampa del 12 aprile 1957Manifesti visibili in Le mutande della censura su fotogrammidicarta.it Il 26 giugno 1958 il Tribunale di Roma giudicò i manifesti "contrari alla pubblica decenza"; i pubblicitari responsabili dell'affissione dei manifesti vennero condannati ad una ammenda di 7.000 lire più 10.000 lire da donare a un ente per la difesa dei minori.Condanna per i manifesti pubblicitari riproducenti la Bardot ed Anita Ekberg, di Guido Guidi, La Stampa, 27 giugno 1958
La stessa sorte toccò ai manifesti britannici; in seguito alla critica della Camera dei lord vennero banditi per oscenità.Sue Harper e Vincent Porter, British Cinéma of the 1950s: The Decline of Deference, p. 129
Critica
Note
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Categoria:Film d'avventura britannici Categoria:Film drammatici britannici