LIstituto Nazionale della Previdenza Sociale (acronimo INPS) è il principale ente previdenziale del sistema pensionistico pubblico italiano, al quale devono essere iscritti tutti i lavoratori dipendenti pubblici o privati e quei lavoratori autonomi, per i quali non sia prevista una propria cassa previdenziale autonoma. L'INPS è sottoposto alla vigilanza del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Il primo sistema di garanzie pensionistiche, destinato ai soli impiegati pubblici e ai militari, risale al 1895, del quarto governo Crispi. Esso fu esteso, dai governi Pelloux I ed Orlando, ad altre categorie lavorative, ma l'obbligatorietà dell'adesione fu sancita solo dal governo Mussolini nel 1923.

Attività L'ente si occupa principalmente di previdenza, ma svolge anche di altre attività, in massima parte collegate all'esercizio delle sue funzioni fondamentali. Tra le attività “complementari” si possono annoverare: le visite mediche per l'accertamento dell'invalidità e dell'inabilità, nonché quelle per l'accesso alle cure termali, attraverso convenzioni con le strutture sul territorio; la gestione della banca dati relativa al calcolo dell'ISEE (indicatore della situazione economica equivalente), che consente la fruizione di alcune prestazioni sociali agevolate; le attività necessarie al prelievo dei contributi, tra le quali l'iscrizione delle imprese, l'apertura del conto assicurativo dei lavoratori dipendenti e autonomi, la denuncia del rapporto di lavoro domestico, il rilascio dell'estratto conto assicurativo e certificativo; l'iscrizione delle attività commerciali che si svolgano presso un pubblico esercizio nella gestione speciale dei commercianti entro trenta giorni all'inizio delle attività relative (ciò è necessario per poter usufruire delle prestazioni sanitarie e previdenziali).

Governance Dal 18 aprile 2024 il Presidente dell'INPS è Gabriele Fava, nominato con Decreto del Presidente della Repubblica del 9 febbraio 2024.

Il Consiglio d'Amministrazione è composto da Micaela Gelera, Marialuisa Gnecchi, Antonio Di Matteo e Fabio Vitale.

Il Direttore Generale è Valeria Vittimberga.

Dal 15 giugno 2023 l'Istituto è stato guidato dal Commissario straordinario di Governo Micaela Gelera nominato in seguito al Commissariamento dell'Istituto. L'INPS in passato è stato presieduto da Pasquale Tridico, nominato il 14 marzo 2019 dal Governo Conte I. Suo predecessore era stato Tito Boeri, nominato dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi il 24 dicembre 2014. Dal 1º ottobre 2014 la carica di presidente dell'INPS è stata assunta da Tiziano Treu in qualità di commissario straordinario. Dal 1º febbraio 2014 la carica di presidente dell'INPS è stata assunta da Vittorio Conti in qualità di commissario a seguito delle dimissioni di Antonio Mastrapasqua.

Storia

La previdenza sociale italiana nacque alla fine del 1800. Nel 1898, dopo un dibattito pluridecennale, si introdussero le prime pensioni di invalidità e di vecchiaia. La legge costituì la Cassa nazionale di previdenza per l’invalidità e la vecchiaia. L’iscrizione era volontaria ed aperta a chiunque praticasse un impiego manuale regolare. I diritti di pensione sarebbero maturati a 60 anni dopo 25 anni di contribuzione; la pensione era determinata su base contributiva. Lo stato finanziava una contribuzione complementare...

Nel 1919 l'assicurazione di vecchiaia divenne obbligatoria tramite il decreto-legge del 21 aprile 1919, n. 603, presentato alla Camera il 28 novembre 1918; il decreto fu emanato il 21 aprile 1919, ma attese che la Camera dei Deputati lo convertisse in Legge; il 5 febbraio 1920, infatti, fu ripresentato dal ministro Dante Ferraris e il 25 giugno successivo il decreto fu presentato nuovamente dal Ministro Arturo Labriola.

Il Decreto fu quindi convertito in Legge col Regio decreto 30 dicembre 1923, n. 3184 durante il governo Mussolini che rese il provvedimento operativo. Esso ridenominò la cassa in Cassa nazionale per le assicurazioni sociali. Con il regio decreto 7 dicembre 1924, n. 2270 fu, pertanto, approvato il regolamento che disciplinava l'assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione involontaria. Il regio decreto [legge 27 marzo 1933, n. 371], trasformò poi la Cassa Nazionale in Istituto nazionale fascista della previdenza sociale (INFPS) come Ente di Diritto Pubblico dotato di personalità giuridica e a gestione autonoma, con lo scopo precipuo di garantire la previdenza. Successivi interventi legislativi ampliarono in modo significativo i compiti dell'Istituto, al quale già nel 1939 fu attribuita la gestione dei primi interventi a sostegno del reddito (assicurazione contro la disoccupazione, assegni familiari, integrazioni salariali per i lavoratori sospesi o ad orario ridotto). Primo presidente fu Giuseppe Bottai a cui successe nel 1935 Bruno Biagi della Cassa medesima (legge 30 maggio 1907, n. 376). Nel 1943 con l'articolo 3 del Regio Decreto Legge 2 agosto 1943 n.704 la denominazione diviene quella di Istituto nazionale della previdenza sociale.

Negli anni SessantaL'Unità, 3 giugno 1965, p. 4. la "Commissione senatoriale d’inchiesta sull’attività e sul funzionamento dell’Istituto nazionale della previdenza sociale (...) mise in evidenza la complessa realtà dell’Istituto, esaminandone l’aspetto storico, le attività, la tipologia delle prestazioni erogate, come pure la gestione finanziaria e patrimoniale, che presentavano una serie di criticità che si erano andate aggravando nel corso degli anni e che, con il «caso Aliotta», si erano palesate in tutta la loro gravità. Tale scandalo, punta di iceberg della cattiva gestione dell’Inps, costituì l’impulso ad affrontare i noti problemi dell’Istituto"Il «caso Aliotta» e la Commissione senatoriale d'inchiesta sull'attività e sul funzionamento dell'Istituto nazionale della previdenza sociale, in MemoriaWeb, newsletter dell'Archivio storico del Senato della Repubblica, Commissioni. Attività e funzionamento dell'Inps (IV Leg.).. La relazione conclusiva della Commissione parlamentare di inchiesta sottolineava il problema della concentrazione di poteri nella carica del Presidente dell'Istituto, problema che generava personalismi e sollevava ulteriori questioni in termini politici: «La logica conseguenza di questa situazione è rappresentata non soltanto da un nocivo clima di personalismi che si riverbera su tutto l’andamento della gestione, come dimostrano, ad esempio, il caso del consigliere Vincenzo Aliotta in ordine all’attribuzione di incarichi di particolare fiducia e gli investimenti di San Giovanni Suergiu in ordine alle attività dell’Istituto, ma anche soprattutto dal pericolo di una politicizzazione dell’ente, a tutto discapito dell’imparzialità e correttezza amministrativa. È evidente che la concentrazione di pressoché tutti i poteri in mano ad una unica persona, nel clima di autonomia proprio di un ente parastatale e in assenza di controlli validi ed efficienti, poteva consentire con grande facilità il verificarsi di pressioni politiche esterne»Senato della Repubblica, IV legislatura, Doc. n. 133..

A seguito di numerose riforme previdenziali nel corso di più di settanta anni dalla fondazione, l'INPS oggi opera secondo due modelli previdenziali: dal lato delle entrate e della gestione finanziaria, secondo il modello previdenziale universale, dal lato delle uscite, attraverso una moltitudine di gestioni (ad esempio lavoratori dipendenti, artigiani, commercianti ecc.)..

Nel 1968 nasce la pensione sociale e la Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS). Nel 1980 fu affidato all'INPS anche il compito, in precedenza assolto dall'ex INAM, di riscuotere i contributi di malattia e corrispondere ai lavoratori dipendenti la relativa indennità.

Nel 1989 entra in vigore la legge 9 marzo 1989, n. 88 di ristrutturazione dell'INPS che introduce i criteri di economicità e separa finanziariamente, l'assistenza dalla previdenza. Dagli anni '90 una serie di istituti previdenziali di categoria, dei dirigenti e di alcuni ordini professionali, sono confluiti nell'INPS, con accollo su quest'ultimo dei relativi debiti e risparmi sui costi amministrativi, derivanti da una gestione pensionistica in capo ad un unico ente.

Dal 1992 le riforme previdenziali sono state orientate a contenere la bolla previdenziale causate dalle generose riforme previdenziali degli anni '70 a partire dalle baby pensioni, dalle pensioni di anzianità fino alle pensioni gonfiate.

L'attività principale è quella di garantire il servizio pubblico consistente nelle prestazioni previdenziali contemplate nell'art. 38 della Costituzione e definite dalle specifiche leggi speciali relative alle assicurazioni sociali obbligatorie gestite. Nel 1995 è stata introdotta la gestione separata, obbligatoria per i lavoratori autonomi e parasubordinati.

La gestione finanziaria dei vari fondi è quella del sistema pensionistico senza copertura patrimoniale del debito pensionistico latente associato a uno schema pensionistico con formula delle rendite predefinita per la determinazione delle prestazioni previdenziali, che contempla da parte dello Stato un costante monitoraggio della spesa pensionistica e a ricorrenti riforme previdenziali, al fine di garantire la sostenibilità fiscale dei sistemi pensionistici obbligatori.

Significa che la gestione finanziaria non avviene nel rispetto del principio della capitalizzazione integrale, e anzi che il patrimonio di previdenza è inesistente.

Rientra quindi nei sistemi pensionistici pubblici che la Banca Mondiale chiama previdenza di primo pilastro (un sistema obbligatorio pubblico finanziato con le tasse con gestione pubblica) dove l'indice di patrimonializzazione è nullo.

Aspetti economici Sistema di finanziamento L'INPS paga le pensioni e le altre prestazioni previdenziali con le imposte che derivano, per circa il 70% dai contributi obbligatori per le assicurazioni obbligatorie mediante l'applicazione di aliquote di scopo chiamate aliquota contributiva pensionistica di finanziamento (l'Agenzia delle Entrate classifica l'INPS tra gli enti impositori al pari di comuni, regioni ecc.) e, per il restante 30%, mediante trasferimenti da parte dello Stato direttamente dalla fiscalità generale, che va a finanziare le attività di assistenza sociale. Il sistema pensionistico italiano è anche detto "a ripartizione", o anche "pay-as-you-go".

Le pensioni erogate dall'INPS vengono quindi pagate con le imposte; ne discende che la spesa pensionistica, che rappresenta il 16% del PIL ed il 40% della spesa corrente primaria sia computata nel bilancio dello Stato nel conto economico consolidato delle amministrazioni pubbliche.

Il decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201 detto "Salva Italia" che contiene anche la riforma delle pensioni Fornero, ha disposto la incorporazione dell'INPDAP e dell'ENPALS, trasferendo all'INPS le relative funzioni portando gli iscritti ai vari fondi gestiti dall'INPS al 95% dei lavoratori italiani, confermando il percorso iniziato con la riforma Dini di transizione dal modello previdenziale corporativo al modello previdenziale universale.

Amministrazione e gestione previdenziale

L'attività previdenziale consiste nella gestione dei contributi previdenziali, versati dalla quasi totalità dei lavoratori dipendenti del settore privato e da una gran parte dei lavoratori autonomi, e nella erogazione delle pensioni e delle altre prestazioni previdenziali agli aventi diritto. Gestione contributiva