Biografia Suor Kisito nacque nel 1964 a Sovu, nei pressi di Butare. A partire dal 17 aprile 1994, nel bel mezzo del genocidio del Ruanda, migliaia di persone di etnia tutsi cercarono rifugio presso il monastero benedettino di Sovu, dove vivevano Suor Kisito e la madre superiora, Suor Gertrude. Le due monache trasferirono i rifugiati nel vicino centro di assistenza sanitaria, in modo che non interferissero con le attività del monastero. Rifiutarono di dar loro da mangiare, nonostante i magazzini fossero pieni di scorte alimentari.
Il 22 aprile 1994 ebbe inizio il massacro: le milizie paramilitari dell'Interahamwe, guidate da Emmanuel Rekeraho, e diversi membri della popolazione di etnia hutu attaccarono il centro di assistenza sanitaria. Mentre i tutsi si rifugiarono nel garage, le milizie hutu decisero di dar fuoco all'edificio. Le due monache allora si procurarono due taniche di benzina e diedero fuoco al garage, come testimoniato dalla superstite Séraphine Mukamana. Solo in quella giornata vennero uccise circa 7000 persone.
Tre giorni dopo, Rekeraho e i suoi uomini tornarono al monastero. Con il pretesto che non c'era cibo a sufficienza per sfamare tutti i rifugiati, le monache chiesero ai paramilitari di ucciderne altri 600. Solo i familiari delle monache tutsi vennero risparmiati. Il 6 maggio, un gruppo di poliziotti armati uccise i trenta latitanti rimasti.
Il 1º luglio il monastero di Sovu fu evacuato e le monache vennero trasferite in quello di Maredret, in Belgio, dopo aver transitato nello Zaire e in Francia. Suor Kisito venne condannata l'8 giugno 2001 a 12 anni di reclusione per aver collaborato allo sterminio di 7600 ruandesi, ma uscì di prigione nel giugno 2007, dopo aver scontato metà della pena inflittale.
Note
Voci correlate Genocidio del Ruanda