L'accentazione è un'importante caratteristica della lingua inglese, sia nelle singole parole (a livello lessicale) sia a livello della frase complessa (a livello prosodico). L'assenza di accentazione di una sillaba, o anche di una parola, è spesso correlata a fenomeni di neutralizzazione: molte sillabe di tale tipo sono pronunciate con uno sceva o altre vocali dette " nulle" (o addirittura con una consonante sillabica nel nucleo sillabico, piuttosto che con una vocale). Vi sono varie analisi fonologiche sul fenomeno.
Accentazione lessicale e prosodica L'accentazione, nelle parole, è avvertita come fonemica in lingua inglese, ossia è normalmente imprevedibile e può distinguere due parole: insight e incite hanno infatti la stessa pronuncia, ma la prima parola è piana (accento sulla penultima sillaba), la seconda tronca (sull'ultima). Similmente, increase può essere sia nome sia verbo a seconda dell'accento. Più spesso, anche in una sequenza di suoni o in una parte di discorso, l'accento può distinguere diverse parole o addirittura significati (dipende da come viene considerata, teoricamente, una parola): offense e defense quando piane indicano concetti sportivi, mentre da tronche assumono significati della sfera legale (e per defense, quello militare); vengono incontrate così nello sport solo nel contesto delle infrazioni alle regole.
Alcune parole hanno due tipi di accento, il primario e il secondario. Per esempio, la pronuncia in RP di organization si può scrivere come , quindi la parola avrebbe un accento primario sulla quarta sillaba e un secondario sulla prima, lasciando le altre sillabe atone.
Vi è anche un'accentazione prosodica piuttosto marcata, per cui alcune parole nella frase acquistano un'accentazione maggiore per enfatizzare alcune informazioni veicolate. Si dice che ciò sia un naturale "accento tonico" che cade sull'ultima sillaba accentata di un'unità prosodica.
L'inglese è inoltre una lingua isoaccentuale (stress-timed language), ossia le sillabe accentate tendono a disporsi tra intervalli di tempo simili. Si veda la voce isocronia (linguistica).
Vocali neutralizzate Alcune vocali inglesi sono fortemente connesse all'assenza di accento, trovandosi praticamente solo in sillabe atone, infatti quasi tutte le sillabe atone ne contengono una. Vengono dette appunto vocali neutralizzate, e sono caratterizzate soprattutto dall'esser brevi, rilassate (poco tese) e centrali. Queste variano a seconda del dialetto.
Scevà e r-colored schwa Lo scevà è la vocale neutralizzata più comune dell'inglese. Può essere scritta con qualsiasi vocale, come con a in about, e in synthesis, o in harmony, u in medium, i in decimal e y in syringe (anche se alcuni parlanti pronunciano le ultime due con una vocale quasi chiusa).
In molti accenti rotici, si può avere uno scevà rotico, , in parole come water e standard (i dialetti non rotici presentano uno scevà semplice). Questa vocale si può foneticamente analizzare come .
Vocali neutralizzate chiuse In alcune varietà inglesi vi è una distinzione tra due gradi di chiusura delle vocali neutralizzate: oltre allo scevà esiste un'altra vocale distinta, la vocale centrale quasi chiusa non arrotondata (o ). Nella tradizione fonetica britannica si indica tale vocale con , nell'americana con .. Una coppia minima è Rosa’s - roses: la a di Rosa's è infatti uno scevà, mentre la e di roses è una vocale più chiusa.
La distribuzione tra le due vocali può variare, e non raramente sono varianti libere: la i di decimal può infatti avere entrambe le pronunce. Recentemente è stata adottata dalla Oxford University Press una convenzione per alcuni dizionari per cui viene usato il simbolo [ᵻ] () nelle parole che possono avere entrambe le vocali.
La vocale finale di parole come happy e coffee è una neutralizzata vocale anteriore chiusa non arrotondata , ma alcuni dialetti (tra cui la Received Pronunciation più conservativa) conservano il fono . veniva prima identificata col fonema , la vocale di FLEECE.J.C. Wells, Accents of English, vol. 2, p. 291 ff. Il fenomeno è chiamato, nello specifico, happy-tensing. La posizione attualmente più accreditata al riguardo considera che tale vocale sia chiusa e anteriore ma non quella di KIT o di FLEECE (gli altri due fonemi chiusi esposti); si troverebbe in contesti dove il contrasto tra tali vocali si neutralizzi.... Tali contesti includerebbero quelli in cui la vocale sia atona e prevocalica nella parola, come in react . Tecnicamente, [i] è dunque un arcifonema.
Vocali neutralizzate arrotondate Molte varietà contengono persino vocali neutralizzate arrotondate. e possono infatti neutralizzarsi in (o ), come in into . Il dittongo può monottongarsi in , come in widow : Bolinger cita una serie minima anche per questa vocale, a mission , emission , e omission .
Analogamente al simbolo [ᵻ] sopraccitato, l'Oxford University Press ha introdotto anche il simbolo per una vocale con due libere varianti, /ʊ/ o /ə/.. Awful può dunque realizzarsi come o .
Un'arrotondata , controparte di , è largamente citata nella letteratura britannica.. per parole come influence , into . Tale vocale è, tecnicamente, un arcifonema dove si neutralizza il contrasto tra e .
Consonanti sillabiche Altri suoni che possono rappresentare la riduzione più forte possibile sono le consonanti sillabiche; quando compaiono, si ottengono sillabe prive di vocale. In inglese questo accade soprattutto con , e : per esempio le in cycle e bottle può pronunciarsi come una , ma facente sillaba a sé, così come la m in prism, e l'on in prison.
Una consonante sillabica può essere a livello fonologico sia una semplice consonante che una consonante preceduta da uno scevà. Cycle può pronunciarsi o .
Un sillabico può apparire in alcune posizioni nel parlato rapido, come nella parola and in lock and key.
Vocali atone non neutralizzate Oltre a quelle ridotte, possono comparire altre vocali in posizione atona (escludendo i casi di accentazione secondaria o terziaria). Qui riportiamo alcuni esempi nell'ambito della Received Pronunciation. Vocali brevi: nell'ultima sillaba di document usato come verbo (compare invece nell'omografo sostantivo); nella a di ambition; nella o di neon; nel prefisso un-, come unknown (compare però in until). Vocali lunghe: nell'ultima sillaba di grandma; nell'aw di outlaw; nella u di tofu; nel sostantivo convert; in manatee. Quest'ultima può addirittura contrastare con [i]. Dittonghi: in Monday; in piano; in discount; in idea; in royale.
Vocali "piene" si trovano spesso nelle sillabe atone di parole composte, come bedsheet, moonlit, tentpeg, snowman, e kettledrum.John Wells, strong and weak, in John Wells's phonetic blog, 25 March 2011 In alcune parole acclimatate si può trovare comunque una vocale neutralizzata, come in postman .
Vi sono varie altre vocali piene atone formatesi da vocali storicamente toniche, poi rese atone da uno spostamento dell'accento (come la perdita dell'accentazione francese sull'ultima sillaba come ballet e bureau, almeno nella pronuncia britannica), o la perdita o cambio dell'accentazione in parole composte o locuzioni (come in óverseas vóyage da overséas o óverséas + vóyage). Queste vocali tendono comunque a neutralizzarsi nel tempo, soprattutto nelle parole più comuni.
Quando una vocale è trascritta o , è difficile stabilire se sia una vocale integra o neutralizzata. Un esempio in tal senso può essere "chauvinism", dove la prima I è una normale vocale neutralizzata [ɨ], mentre la seconda è una vocale integra, .
Livelli di accentazione Descrizioni di accenti primari e secondari In molti dizionari, in accordo all'opinione di molti esperti, si rappresentano le parole attraverso due livelli di accentazione: primario e secondario. In qualsiasi parola di tipo lessicale (vale a dire sostantivi, aggettivi, avverbi e verbi) e in alcune parole grammaticali (preposizioni, congiunzioni, articoli), una sillaba possiede un accento primario, anche nei monosillabi, benché su questi, spesso, non sia trascritto. In più, parole lunghe potrebbero avere un ulteriore accento, secondario. Qualsiasi sillaba che non ne abbia nessuno è detta atona.
L'accento secondario si trova spesso nei casi seguenti: Parole accentate dopo la seconda sillaba. Qui una delle sillabe precedenti (normalmente non quella immediatamente prima) acquista un accento secondario. Interjection e evolution, il cui accento primario è sulla terza sillaba, acquistano un accento secondario sulla prima; organization e association sono entrambi accentati sulla quarta sillaba, ma hanno un accento secondario rispettivamente sulla prima e sulla seconda. Nelle parole sdrucciole o bisdrucciole, una della sillabe successive può acquistare un accento secondario. In molte parole composte: infatti una delle parti è spesso pronunciata con più forza, dunque con un accento primario, mentre l'altra parte avrà spesso un accento secondario. Un esempio è còunterintélligence , e cóunterfòil . I dizionari non sono sempre regolari su questo, soprattutto quando l'accento secondario viene dopo quello primario; per esempio l'accento secondario di counterfoil viene indicato nei dizionari Merriam-Webster ma non nell'OED, ma entrambi lo indicano in counterintelligence. Alcuni dizionari (specie americani) indicano tutte le sillabe con una vocale integra con un accento secondario, soprattutto quando questa è dopo l'accento primario, ma talvolta accade anche quanto sono precedenti ad esso. BolingerDwight Bolinger (1989) Intonation and its uses sostiene che tali dizionari usino gli accenti secondari come marca delle vocali integre in sillabe atone. John Wells sottolinea: "Alcuni analisti (soprattutto americani) ritengono [...] che la presenza di una vocale integra sia una prova sufficiente per affermare che una data sillaba è tonica; nella tradizione britannica, si possono considerare comunque atone. "
Descrizioni a tre livelli Secondo alcuni linguisti, l'inglese avrebbe tre livelli di accentazione: primario, secondario e terziario (in queste teorie il livello atono può essere considerato come accentazione quaternaria). Per esempio, "counterintelligence" e "counterfoil" sarebbe descritti come ²coun.ter.³in.¹tel.li.gence e ¹coun.ter.³foil. Le interpretazioni non sono costanti, ma comunemente l'accentazione terziaria viene considerata come posta sulle sillabe che contengano vocali non neutralizzate, pur non avendo né l'accento primario né secondario.Hirst & Di Cristo, 1998, Intonation Systems: A Survey of Twenty Languages, p 57Katalin, 2008, Beginner's English Dialectology, p 89 I dizionari normalmente non segnano quest'accentazione terziaria, ma, come detto sopra, alcuni di questi trattano tutte le sillabe con vocali integre come se avessero un'accentazione almeno secondaria.
Descrizioni a livello singolo Fonetisti come Peter Ladefoged hanno affermato che l'inglese potrebbe essere descritto con un tipo di accento, se si considerano le sillabe atone come distinte fonemicamente dalla neutralizzazione vocalica.Ladefoged (1975 etc.) A course in phonetics §5.4; (1980) Preliminaries to linguistic phonetics p 83 Secondo tale punto di vista, i sopraccitati livelli secondari e terziari sarebbero più dettagli fonetici (praticamente un fenomeno di allofoni), piuttosto che qualcosa da trattare a livello di fonemi. Ritengono che spesso queste ipotetiche accentazioni secondarie e terziarie non siano caratterizzate dall'aumento dell'attività respiratoria normalmente associata all'accentazione primaria presente in inglese così come nelle accentazioni di altre lingue. Insomma si pensa che una sillaba inglese può essere accentata o atona, e se atona, la vocale può essere sia integra sia neutralizzata. Questo sarebbe tutto ciò che andrebbe considerato a livello fonemico.