La lingua svedese () è una lingua germanica settentrionale parlata prevalentemente in Svezia (come unica lingua ufficiale, dal 1º luglio 2009) e in alcune zone della Finlandia (circa il 6% della popolazione soprattutto lungo le coste e nelle isole Åland), dove ha pari diritti legali insieme al finlandese. In gran parte è mutuamente intelligibile con il norvegese, mentre minore è l'intelligibilità reciproca con il danese. Discendente del norreno, lo svedese è attualmente la più parlata delle lingue germaniche settentrionali.
Al 2026, è parlata da 11,5 milioni di parlanti totali.
Lo svedese standard, parlato dalla maggior parte degli svedesi, è la lingua nazionale evolutasi a partire dai dialetti svedesi centrali nel XIX secolo. Malgrado esistano ancora distinte varietà regionali discendenti dai vecchi dialetti rurali, la lingua parlata e scritta è uniforme e standardizzata.
Alcuni di questi dialetti differiscono considerevolmente dalla lingua standard nella grammatica e nel vocabolario, e non sempre sono mutuamente intelligibili con lo svedese standard. Sebbene non siano in pericolo di un'imminente estinzione, simili dialetti sono stati in declino durante il secolo scorso, nonostante siano ben studiati e il loro uso sia spesso incoraggiato dalle autorità locali.
L'ordine standard delle parole nella frase è Soggetto Verbo Oggetto, sebbene possa essere spesso modificato per sottolineare alcune parole o frasi. La morfologia svedese è simile a quella inglese; le parole subiscono una minima flessione, ci sono due generi grammaticali, c'è distinzione tra singolare e plurale e non ci sono casi (sebbene vecchie analisi postulino due casi, nominativo e genitivo). Gli aggettivi conoscono una costruzione dei gradi di comparazione analoga a quella dell'inglese, ma sono anche flessi secondo genere, numero e determinazione. La determinazione dei sostantivi è indicata principalmente attraverso suffissi (uscite), cui si affiancano anche alcune forme vere e proprie di articolo. La prosodia evidenzia la presenza sia dell'accento, sia, in molti dialetti, di qualità tonali. Lo svedese è foneticamente interessante anche per la presenza di una fricativa dorsopalatale velare sorda, un fonema consonantico altamente instabile.
Classificazione Lo svedese è una lingua indoeuropea appartenente al ramo settentrionale delle lingue germaniche. Più precisamente, nella classificazione standard appartiene al gruppo scandinavo orientale come il danese, di fatto separato dal gruppo occidentale (faroese, islandese e norvegese). Comunque, analisi più recenti dividono le lingue del germanico settentrionale in due gruppi: scandinavo insulare, faroese e islandese, e scandinavo continentale, danese, norvegese e svedese, basandosi sulla reciproca intelligibilità dovuta a pesanti influenze dello scandinavo orientale (in particolare del danese) sul norvegese durante l'ultimo millennio e sulla divergenza dal faroese e dall'islandese.
Grazie ai criteri generali di reciproca intelligibilità, le lingue dello scandinavo continentale potrebbero essere di fatto considerate dialetti di una comune lingua scandinava. Comunque, a causa di parecchi secoli di rivalità a volte intensa tra Danimarca e Svezia, inclusa una lunga serie di guerre nel XVI e XVII secolo e delle idee nazionaliste che emersero durante la fine del XIX e l'inizio del XX secolo, le lingue hanno ortografie, dizionari, grammatiche ed entità regolatrici separati. Danese, norvegese e svedese sono perciò da una prospettiva linguistica descritte più accuratamente come un continuum dialettale dello scandinavo di ascendenza germanica settentrionale e alcuni dialetti, come quelli al confine tra Norvegia e Svezia – specialmente quelli del Bohuslän, Dalsland, Värmland occidentale, Dalarna occidentale, Härjedalen e Jämtland – occupano uno spazio intermedio tra le lingue standard nazionali.Questa sezione si basa principalmente sulla voce Scandinavian di:
Storia Nel IX secolo il norreno cominciò a differenziarsi in scandinavo occidentale (Norvegia e Islanda) e scandinavo orientale (Svezia e Danimarca). Nel XII secolo i dialetti di Danimarca e Svezia cominciarono a differenziarsi, diventando antico danese e antico svedese nel XIII secolo. Questi furono pesantemente influenzati dal basso tedesco medio durante il Medioevo. Sebbene gli stadi dello sviluppo linguistico non siano mai delimitati così nettamente come riportato e non dovrebbero essere presi troppo alla lettera, il sistema di suddivisioni usato in questa voce è il più usato comunemente dai linguisti svedesi ed è usato per praticità.
Norreno
Nell'VIII secolo la lingua germanica comune della Scandinavia, il proto-norreno, aveva subito alcune trasformazioni ed evolse in norreno. Questa lingua cominciò a subire nuove trasformazioni che non si diffusero in tutta la Scandinavia, il risultato di ciò fu la comparsa di due dialetti simili, norreno occidentale (Norvegia e Islanda) e norreno orientale (Danimarca e Svezia).
Il subdialetto del norreno orientale parlato in Svezia è chiamato svedese runico e quello parlato in Danimarca danese runico (c'era anche un subdialetto parlato in Gotland, il gutnico antico), ma fino al XII secolo il dialetto era lo stesso nei due Paesi con l'eccezione principale della monottongazione del danese runico (vedi sotto). I dialetti sono chiamati runici perché il corpo principale del testo appare in alfabeto runico. Diversamente dal proto-norreno, che era scritto con l'alfabeto chiamato fuþark antico, il norreno era scritto con il fuþark recente che aveva solo 16 lettere. Visto che il numero di rune era limitato, alcune rune erano usate per una serie di fonemi, come la runa per la vocale u che era anche usata per le vocali o, ø e y, e la runa per i che era usata anche per e.
Dal 1100 in poi il dialetto di Danimarca cominciò a differenziarsi da quello della Svezia. Le innovazioni si diffusero inegualmente dalla Danimarca e crearono una serie di confini dialettali minori, isoglosse, che si estendevano dalla Selandia al Norrland verso sud, e a Ostrobotnia e alla Finlandia sudorientale verso nord.
Un primo cambiamento che separò il danese runico dagli altri dialetti del norreno orientale fu il passaggio dal dittongo æi al monottongo é, come in stæinn che divenne sténn "pietra". Ciò si riflette nelle iscrizioni runiche dove le più antiche mostrano stain e le successive stin. Ci fu anche il passaggio da au come in dauðr a una ø lunga e aperta di døðr "morto". Questo mutamento si nota nelle iscrizioni runiche perché a un più antico tauþr subentra un nuovo tuþr. Inoltre il dittongo øy evolse in una ø lunga e chiusa, come nella parola per "isola" del norreno. Queste innovazioni avevano toccato anche una gran parte dell'area che parlava svedese runico alla fine di quel periodo, con l'eccezione dei dialetti parlati a nord ed est di Mälardalen dove i dittonghi esistono ancora oggi in aree piuttosto remote.
Svedese antico
Svedese antico è il termine usato per indicare la lingua svedese medioevale a partire dal 1225. Tra i più importanti documenti del periodo scritti in alfabeto latino si trova il più antico dei codici di leggi provinciali, il codice di Västgöta o Västgötalagen, del quale si sono ritrovati frammenti datati 1250. Le principali influenze durante questo periodo furono portate dalla risoluta affermazione della Chiesa cattolica e di vari ordini monastici, che introdussero molti prestiti greci e latini. Con l'ascesa del potere anseatico tra la fine del XIII e l'inizio del XIV secolo, l'influenza del basso-tedesco divenne sempre più presente. La lega anseatica, favorendo il commercio, fece sì che un gran numero di parlanti tedesco e olandese immigrassero in Svezia. Molti di essi divennero membri abbastanza influenti della società svedese medioevale e il vocabolario svedese finì con l'aggiungere alcuni termini della loro madre lingua. Accanto a un gran numero di prestiti per aree come quella bellica, commerciale e amministrativa, furono importati suffissi grammaticali generali e anche congiunzioni. Anche quasi tutti i termini navali furono prestati dall'olandese.
Il primo svedese medioevale era marcatamente diverso dalla lingua moderna, in quanto presentava una struttura più complessa per quanto riguarda i casi e non aveva ancora sperimentato una riduzione del sistema dei generi. I sostantivi, gli aggettivi, i pronomi e alcuni numerali erano declinati secondo quattro casi; accanto al moderno nominativo c'erano anche il genitivo, il dativo e l'accusativo. Il sistema dei generi era simile a quello del tedesco moderno: aveva i generi maschile, femminile e neutro. Gran parte dei sostantivi maschili e femminili furono più tardi raggruppati in un genere comune. Il sistema verbale era anch'esso più complesso: includeva i modi congiuntivo e imperativo e i verbi erano coniugati secondo persona e numero. Dal XVI secolo i sistemi di caso e genere della lingua colloquiale e della letteratura profana si ridussero drasticamente ai due casi e due generi dello svedese moderno. Le antiche declinazioni rimasero comuni nello stile aulico della prosa fino al XVIII secolo e in alcuni dialetti fino agli inizi del XX.
Un cambiamento di transizione dell'alfabeto latino nelle terre nordiche fu quello di indicare la combinazione di lettere "ae" come æ – e a volte come a' – sebbene esso variasse a seconda delle persone e delle regioni. La combinazione "ao" fu similarmente resa ao e "oe" divenne oe. Queste tre evolsero più tardi nelle lettere indipendenti ä, å e ö.
Svedese moderno
Lo svedese moderno (svedese: nysvenska) nasce con l'avvento della stampa e della Riforma protestante. Dopo avere assunto il potere il nuovo monarca Gustav Vasa ordinò una traduzione svedese della Bibbia. Il Nuovo Testamento fu pubblicato nel 1526, seguito da una traduzione completa della Bibbia nel 1541 che di solito è chiamata Bibbia di Gustav Vasa, una traduzione ritenuta così riuscita e autorevole che, con le revisioni incorporate nelle successive edizioni, rimase la più comune traduzione della Bibbia fino al 1917. I traduttori principali furono Laurentius Andreae e i fratelli Laurentius e Olaus Petri.
La Bibbia di Vasa è spesso considerata un compromesso ragionevole tra antico e nuovo; se da un lato non è aderente al linguaggio colloquiale parlato a quei tempi, non presenta un eccessivo uso di forme arcaiche. Quest'opera fu un passo in più verso un'ortografia svedese più coerente: definì l'uso delle vocali "å", "ä" e "ö", e la forma "ck" invece di "kk", distinguendosi chiaramente dalla Bibbia danese, forse intenzionalmente, data la continua rivalità tra queste nazioni. Tutti e tre i traduttori venivano dalla Svezia centrale e ciò è generalmente visto come l'aggiunta di specifiche caratteristiche dello svedese centrale alla nuova Bibbia.
Sebbene possa sembrare che la traduzione della Bibbia avesse fissato un autorevole standard ortografico, l'ortografia divenne in realtà meno coerente durante il resto del secolo. Di ortografia si cominciò a discutere solo verso il XVII secolo, periodo in cui furono scritte le prime grammatiche. Il dibattito sull'ortografia infuriò senza sosta fino agli inizi del XIX secolo e gli standard generalmente riconosciuti furono raggiunti solo nell'ultima metà dello stesso secolo.
L'uso del maiuscolo non fu standardizzato durante questo periodo: dipese dagli autori e dal loro ambiente. Quelli influenzati dal tedesco scrivevano con il maiuscolo tutti i sostantivi, altri usavano le maiuscole più di rado. Inoltre non sempre è facile notare quali lettere siano in maiuscolo, dato che per stampare la Bibbia si usò la scrittura gotica. Questo carattere rimase in uso fino alla metà del XVIII secolo, quando fu gradualmente sostituito dai caratteri latini (spesso antiqua).