PROUT è l'acronimo per PROgressive Utilization Theory o Socialismo Progressista. È una teoria economica proposta dal filosofo indiano Prabhat Ranjan Sarkar.

L'economia proutista è una forma di economia decentrata e cooperativa, che guarda al benessere collettivo più che al profitto individuale, basata sulla cooperazione ma senza trascurare l'incentivazione dei meriti degli individui. È una economia non basata sul profitto immediato: al contrario sostiene di poter costruire il futuro collettivo.

Sostiene la massima utilizzazione delle risorse contro gli sprechi di ogni tipo, la valorizzazione dell'intelligenza umana, l'opposizione al consumismo, l'utilizzo di forme di energia e di sviluppi industriali che riducano i costi sociali presenti e futuri, e il diritto degli individui di decidere in campo economico, contro ogni monopolio economico e capitalismo di stato.

Dalla applicazione dei principi economici del PROUT e in particolare dei Principi Fondamentali del PROUT derivano i concetti di Democrazia economica e la politica economica esposta in seguito nei suoi punti fondamentali.

Principi fondamentali

I seguenti sono i princìpi fondamentali del PROUT, proposti da Prabhat Ranjan Sarkar nel 1959. Furono dati originariamente dall'autore in inglese, senza spiegazione, il 5 giugno 1959 nel discorso La Fratellanza Cosmica, e pubblicati in Idea ed Ideologia.

L'autore chiamò questi principi i Cinque Principi Fondamentali del PROUT. Successivamente, nel 1961, l'autore diede altri undici principi sotto forma di aforismi sanscriti e li diede in maniera tale che corrispondessero ai Cinque Principi Fondamentali.

Tutti e sedici gli aforismi, intenzionalmente, furono pubblicati come quinto capitolo di A'nanda Su'tram. Il presente capitolo include la versione dall'inglese originale dei Cinque Principi Fondamentali.

Primo principio

L'universo è proprietà collettiva di tutti. Tutti hanno diritti usufruttuari ma nessuno ha il diritto di fare un uso sbagliato di questa proprietà collettiva. Se una persona acquisisce e accumula una ricchezza eccessiva, limita in modo diretto la felicità e l'agio di altri nella società. Un tale comportamento è manifestamente antisociale. Perciò a nessuno si dovrebbe concedere di accumulare ricchezze senza il permesso della società.

Secondo principio

La ricchezza e i mezzi disponibili nel mondo materiale, sottile e causale dovrebbero essere sviluppati per il benessere di tutti. Tutte le risorse nascoste nel mondo dei cinque elementi (solido, liquido, luminoso, gassoso ed etereo) dovrebbero essere completamente utilizzate, e lo sforzo per compiere questo assicurerà il massimo sviluppo dell'universo. Si dovranno seriamente esplorare terra, mare e spazio per scoprire, estrarre e lavorare le materie prime necessarie per i bisogni umani.

La ricchezza accumulata dall'umanità dovrebbe essere distribuita razionalmente. In altre parole, a tutti deve essere garantito il fabbisogno minimo. In aggiunta a ciò, i bisogni dei meritevoli, e in certi casi di quanti hanno bisogni particolari, dovranno essere tenuti in debito conto.

Terzo principio

La società deve assicurare il massimo sviluppo del corpo collettivo, della mente collettiva e dello spirito collettivo. Non si deve dimenticare che il bene collettivo sta negli individui e il bene individuale sta nella collettività. Senza assicurare il benessere individuale attraverso la giusta fornitura di cibo, luce, aria, alloggio e cure mediche il benessere della collettività non può essere mai raggiunto.

Si dovrà promuovere il benessere individuale spronati dallo spirito di incentivazione del benessere collettivo. Lo sviluppo della mente collettiva è impossibile senza lo sviluppo di un'adeguata coscienza sociale, lo sprone allo spirito di servizio sociale e il risveglio del sapere in ciascun individuo.

Così, ispirato dal pensiero del bene della mente collettiva, ciascuno deve promuovere il benessere della mente individuale. L'assenza di moralità spirituale e della spiritualità stessa negli individui spezzerà la spina dorsale della collettività.

Così, per amore del bene comune si dovrà risvegliare la spiritualità negli individui. La semplice presenza di una manciata di individui forti e coraggiosi, di un piccolo numero di studiosi o di pochi spiritualisti non indica il progresso dell'intera società.

Il potenziale per un infinito sviluppo fisico, mentale e spirituale è insito in ogni essere umano. Questa potenzialità deve essere sfruttata e portata a piena realizzazione.

Quarto principio

Contemporaneamente alla promozione del bene individuale e di quello collettivo ci dovrebbe essere un'adeguata regolazione tra le sfere fisiche, mentali e spirituali da un lato e il mondo materiale, sottile e causale dall'altro.

Per esempio, la società ha la responsabilità di soddisfare il fabbisogno minimo di ogni individuo, ma se provvede al cibo e costruisce una casa a ciascuno sotto l'impulso di questa responsabilità, l'iniziativa individuale sarà inibita. La gente gradualmente diventerà apatica.

Perciò la società deve organizzarsi in modo tale da rendere possibile che le persone, in cambio del lavoro che compiono, ciascuno secondo le proprie capacità, possano guadagnare il denaro di cui hanno bisogno per soddisfare le loro esigenze di base.

Per innalzare il livello del fabbisogno minimo, la migliore politica è incrementare il potere d'acquisto. "Giusta regolazione" significa anche che la società, mentre si avvale dei servigi di una persona che è fisicamente, mentalmente e spiritualmente dotata, dovrebbe seguire una politica equilibrata.

La società si avvarrà del servizio fisico, intellettuale o mentale di una persona a seconda di quale di queste capacità è predominante in quella persona. La società, seguendo una politica equilibrata, utilizzerà coloro che sono sufficientemente dotati sia a livello fisico che intellettuale, più per il servizio intellettuale e meno per quello fisico, perché il potere intellettuale è, in confronto, sottile e raro.

La società, poi, si avvarrà maggiormente del servizio spirituale, meno di quello intellettuale e ancor meno di quello fisico di coloro che sono dotati in tutti e tre i campi.

Per quanto riguarda invece il bene sociale, quanti sono dotati di forza spirituale possono rendere il servizio più grande, seguiti da quelli dotati di capacità intellettuale. Quanti hanno potenza fisica, sebbene questa non sia trascurabile, non possono fare niente da soli. Qualunque cosa facciano, la fanno seguendo le istruzioni di quanti hanno forza intellettuale e spirituale.

Ne segue che la responsabilità di controllare la società non dovrebbe essere appannaggio di coloro che sono dotati solo di forza fisica, o di chi ha solamente coraggio, o nelle mani di quanti sono dotati solo intellettualmente, o hanno solo conoscenza mondana. Il controllo sociale dovrà stare nelle mani di coloro che sono spiritualmente nobili, intelligenti e coraggiosi allo stesso tempo.

Quinto principio

L'uso corretto di ogni oggetto varia secondo i cambiamenti nel tempo, nello spazio e nelle persone. Quanti non riescono a capire questo semplice principio vogliono aggrapparsi a schemi del passato, e come risultato sono rifiutati dalla società.

Sentimenti basati sul nazionalismo ristretto, sul regionalismo, sull'orgoglio ancestrale, ecc., tendono a tenere le persone lontane da questo principio fondamentale, cosicché non possono accettarlo incondizionatamente come una semplice verità.

Conseguentemente, dopo aver arrecato un danno indescrivibile al loro Paese, ai loro concittadini e a sé stessi, sono obbligati a scivolare sullo sfondo.

Il metodo di utilizzazione di ogni oggetto cambia secondo il tempo, lo spazio e le persone. Si deve accettarlo, e dopo il riconoscimento di questo fatto, la gente dovrà progressivamente utilizzare ogni oggetto e ogni idea.

Per esempio, l'energia che una persona vigorosa utilizza per adoperare un grosso martello dovrebbe essere utilizzata attraverso la ricerca scientifica per adoperare più di un martello alla volta, invece di sprecare l'energia per adoperarne solo uno.

In altre parole, la ricerca scientifica, guidata da idee progressive dovrebbe ricavare un servizio sempre maggiore dallo stesso potenziale umano. Non è un segno di progresso usare una tecnologia antiquata in un'epoca di scienza all'avanguardia.

La società dovrà coraggiosamente confrontarsi con diversi tipi di ostacoli, grandi o piccoli, che probabilmente sorgeranno a causa dell'uso di varie risorse e materiali creati da idee progressive e da una tecnologia sviluppata. Attraverso la lotta, la società dovrà procedere verso la vittoria lungo la via della completa realizzazione nella vita.

Altri principi economici

Diversità, non identità, è la caratteristica intrinseca del Supremo Principio Operativo (Prakrti). Non esistono nell'universo due oggetti, o due corpi, o due menti o molecole, o atomi identici. Questa diversità è la tendenza intrinseca nel Supremo Principio Operativo.

Coloro che vogliono rendere tutto uguale sicuramente falliranno perché stanno andando contro la caratteristica intrinseca del Supremo Principio Operativo. Tutte le cose sono uguali solo allo stato non manifesto di tale Principio. Quanti pensano di rendere tutte le cose uguali inevitabilmente pensano la distruzione di tutto.

La Coscienza Suprema (Purus'a) è mio padre, il Supremo Principio Operativo (Prakrti) è mia madre e i tre mondi sono la mia patria.

L'intera ricchezza dell'universo è patrimonio comune di tutti, sebbene non esistano nell'universo due entità assolutamente identiche. Così il fabbisogno minimo vitale dovrebbe essere alla portata di ciascuno. In altre parole, cibo, vestiario, cure mediche, casa ed istruzione devono essere forniti a tutti.

Tale fabbisogno tuttavia, cambia secondo i cambiamenti che si hanno nelle varie epoche. Per esempio, come mezzo di trasporto la necessità base può essere una bicicletta in una determinata epoca ed un aeroplano in un'altra. Il fabbisogno minimo deve essere fornito a tutti in base all'epoca in cui si vive.

Dopo aver soddisfatto le minime necessità di tutti in qualsiasi epoca, la ricchezza in eccedenza dovrà essere distribuita tra i meritevoli secondo il grado del merito.

In un'epoca nella quale una bicicletta costituisce il fabbisogno minimo per la gente comune, un mezzo di trasporto a motore diventa necessario per un medico. A riconoscimento del merito delle persone, e per fornire ai meritevoli maggiori opportunità di servire la società, costoro devono essere provvisti di veicoli a motore.

Il detto "dai in base alle tue capacità e prendi secondo le tue necessità" suona bene, ma non produce nessun risultato sul duro suolo della terra.

Il 13 ottobre 1989, Prabhat Ranjan Sarkar tenne il discorso Minime necessità e Massime Amenità e diede disposizioni affinché le idee essenziali contenute in esso andassero ad aggiungersi al presente capitolo.

Il termine "Amenità" è stato definito nel discorso stesso come "Amenità significa desideri fisici e psichici. Qualunque cosa soddisferà i desideri fisici e psichici della gente costituirà le amenità del periodo".

Queste idee furono riassunte dall'autore nel modo seguente: Le minime necessità devono essere garantite a tutti. Amenità speciali sono riservate a persone di valore speciale come da condizioni ambientali dell'epoca particolare. Le massime amenità devono essere garantite a tutti, anche a quanti non hanno qualità speciali, a gente comune di valore comune. Le massime amenità devono essere garantite a tutti come da condizioni ambientali. Queste amenità sono per quelli di valore ordinario: la gente comune, la cosiddetta umanità calpestata. Tutti e tre i suddetti processi sono infiniti, e continueranno ad aumentare in conformità alle potenzialità collettive. "Questa appendice alla nostra filosofia può essere breve, ma è di natura progressiva e di carattere progressivo. Ha implicazioni a lungo raggio per il futuro".