La guerra civile del 1947-1948 nella Palestina mandataria costituì la fase prodromica della guerra in Palestina del 1948. Essa scoppiò dopo che l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ebbe approvato, il 29 novembre 1947, una risoluzione che raccomandava l'adozione del Piano di partizione della Palestina. Quando il Mandato britannico della Palestina giunse al suo termine il 15 maggio 1948 e la componente ebraica sionista proclamò unilateralmente la nascita dello Stato d'Israele, gli Stati arabi confinanti con la Palestina (Regno d'Egitto, Transgiordania, Regno d'Iraq e Repubblica di Siria) invasero il territorio ex-mandatario della PalestinaBenny Morris (2008), p. 180 e segg. e immediatamente attaccarono le forze ebraiche (oramai israeliane) e numerosi insediamenti ebraiciBenny Morris, 1948: A History of the First Arab–Israeli War, Yale University Press, 2008, p. 236.. Il conflitto degenerò in un'aperta guerra tra arabi e israeliani.

Durante la guerra civile in Palestina, l'Yishuv ebraico e le comunità arabe entrarono in conflitto, con gli ultimi appoggiati dall'Esercito Arabo di Liberazione; i britannici, invece, che avevano il dovere di mantenere l'ordine, stavano organizzando il loro ritiro dalla Palestina (ricevuta in mandato dalla Società delle Nazioni all'indomani del crollo dell'Impero ottomano), intervenendo solo occasionalmente e quasi esclusivamente a propria difesa di fronte ai due contendenti che, in diversa misura, ne contestavano il ruolo passato e presente.

Antefatti Assegnata al Regno Unito dalla Società delle Nazioni, la Palestina fu amministrata dai britannici sin dal 1920, presto obbligati a fronteggiare due opposte ideologie di stampo nazionalistico: quella del sionismo ebraico, impregnata di elementi messianici, da un lato e quella dei Palestinesi musulmani, ma in piccola parte anche cristiani.

Le tensioni tra arabi ed ebrei esplosero in tutta la loro gravità con la Grande rivolta araba del 1936-1939. Diretta da nazionalisti arabi palestinesi, la rivolta aveva come obiettivo il sionismo e la presenza britannica in Palestina. Sia i britannici, sia i sionisti dell'epoca si opposero alla insurrezione palestinese; nondimeno i nazionalisti arabi palestinesi ottennero dalle autorità britanniche una drastica riduzione dell'immigrazione ebraica, formalizzata col Libro bianco sulla Palestina del 1939.

Tuttavia le conseguenze della fallita insurrezione furono pesanti. Circa arabi e 500 ebrei trovarono la morte; le diverse organizzazioni paramilitari sioniste furono rafforzate e la maggioranza dei componenti dell'élite politica araba furono esiliati o si esiliarono volontariamente, come fu il caso di Muḥammad Amīn al-Ḥusaynī, leader del Supremo Comitato Arabo.

Dopo la seconda guerra mondiale e la Shoah, il movimento sionista si attirò attenzioni e simpatie, specialmente nell'Europa, in URSS e negli USA. Nella Palestina mandataria, gruppi sionisti armati combatterono contro le autorità britanniche. In due anni e mezzo, dal 1945 al giugno 1947, le forze britanniche ebbero 103 caduti e 391 feriti causati dai militanti sionistiHenry Laurens, La Question de Palestine, vol. 2, Parigi, Fayard, 2002, pp. 571-572.. I nazionalisti arabi palestinesi si riorganizzarono ma la loro struttura rimase qualitativamente inferiore a quella dei sionisti. Ciò nondimeno, la debolezza dell'Impero britannico coloniale rafforzò i Paesi arabi e la neonata Lega araba.

L'Haganah fu inizialmente coinvolta negli attacchi post-bellici contro i britannici in Palestina ma si ritirò in seguito all'indignazione provocata dal grave attentato dinamitardo perpetrato nel 1946 dall'Irgun contro il quartier generale amministrativo dell'esercito britannico, sistemato nel King David Hotel di Gerusalemme. Nel maggio 1946, a fronte della dichiarazione di neutralità resa dal Regno Unito rispetto alle prevedibili ostilità, fu formulato un Piano C che indicava le linee-guida per la spartizione della Palestina se e quando gli attacchi arabi palestinesi avessero avuto luogo contro l'Yishuv. L'Haganah moltiplicò gli attacchi, dando alle fiamme e facendo ampio ricorso a demolizioni con esplosivo di strutture economiche, proprietà di politici e militari palestinesi, villaggi, quartieri urbani, abitazioni e insediamenti agricoli ritenuti basi dei nemici arabi o da essi utilizzati. Fu programmata anche l'uccisione degli armati irregolari e di maschi adulti. Il 15 agosto 1947, per il sospetto che essa fosse un "quartier generale terroristico", l'Haganah dette alle fiamme la casa della famiglia Abū Laban, un agiato coltivatore di arance presso Petah Tiqwa. Dodici occupanti, inclusi una donna e sei bambini, furono trucidatiWalid Khalidi. "Before their Diaspora", IPS, 1984. ISBN 0-88728-143-5. p. 253. Benny Morris, The Birth of the Palestinian refugee problem, 1947–1949, 2004, p. 343. Morris non fornisce una data precisa o il numero delle persone coinvolte ma descrive l'abitazione come "sospettata di essere un quartier generale terrorista arabo". Egli afferma anche che il 20 maggio 1947 il Palmach incendiò un negozio di caffè a Fajja, dopo l'assassinio di due ebrei a Petah Tikva.. Dopo il novembre 1947, dinamitare le case costituì una pratica-chiave per gran parte degli attacchi ritorsivi dell'HaganahMorris 2004, p. 343: il 9 dicembre 1947, la Brigata Givati appiccò il fuoco al villaggio di Karatiyya; l'11 dicembre una casa fu incendiata nel quartiere di Wadi Rishmiya a Haifa. Il 18 dicembre 1947, due case furono demolite dal Palmach in un'incursione contro al-Khisas, in Galilea; il 19 dicembre, la casa del mukhtār di Qazaza fu parzialmente distrutta per ritorsione dopo l'omicidio di un ebreo; il 26 dicembre, numerose case furono date alle fiamme a Silwan; il 27 dicembre tre abitazioni furono incendiate a Yalu; il 4 gennaio 1948 Etzioni dette fuoco al Semiramis Hotel, di proprietà cristiana, nel quartiere Katamon di Gerusalemme..

La diplomazia non riuscì a riconciliare i differenti punti di vista circa il futuro della Palestina. Il 18 febbraio 1947, i britannici annunciarono il loro ritiro dalla regione. Verso la fine di quell'anno, il 29 novembre, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite votò l'adozione del Piano di partizione della Palestina, col sostegno delle principali potenze, ma non del Regno Unito e della Lega araba.

Fasi della guerra

Prima fase: 29 novembre 1947 - 1º aprile 1948

Il giorno seguente l'adozione da parte delle Nazioni Unite della Risoluzione 181, sette ebrei furono uccisi da arabi in Palestina in tre separati attentati: alle 8 di mattino, in quello che fu poi considerato il giorno inaugurale della guerra del 1948,Benevisti, 2002, p. 101. tre arabi attaccarono un bus che da Netanya andava a Gerusalemme, uccidendo cinque passeggeri ebrei. Mezz'ora dopo un secondo bus attaccato lasciò un passeggero morto. Più avanti nella giornata un uomo di venticinque anni fu colpito a morte a Giaffa,Gilbert, 1998, p. 155. dove voci incontrollate parlavano di attacchi di ebrei ad arabi."7 Jews Murdered", The Palestine Post, 1º dicembre 1947, p. 1.

Prigionieri arabi tentarono anche di aggredire ebrei nella prigione di San Giovanni d'Acri, ma furono respinti dai guardiani. A Gerusalemme il Supremo Comitato Arabo proclamò uno sciopero generale di tre giorni, da giovedì 2 dicembre, che doveva essere seguìto da dimostrazioni di massa dopo la preghiera del venerdì. La decisione del Comitato includeva otto risoluzioni, l'ultima delle quali chiedeva al governo britannico di "cedere immediatamente la Palestina alla sua popolazione araba".Palestine's Arabs Kill Seven Jews, Call 3-Day Strike, New York Times, 1º dicembre 1947, p. 1. Il 2 dicembre una folla razziò e bruciò botteghe e negozi nel quartiere commerciale ebraico a Gerusalemme, senza che le forze britanniche vi si opponessero. Dall'avvio dello sciopero in poi gli scontri fra arabi ed ebrei si moltiplicarono e l'11 dicembre il corrispondente da Gerusalemme di The Times stimò che almeno 130 persone erano morte, «...circa settanta delle quali ebree, cinquanta arabe e, fra le restanti, tre soldati e un poliziotto britannici»Fighting in Jerusalem, The Times, 12 dicembre 1947, p. 4; Issue 50942; col E..

Mentre l'impegno britannico in Palestina volgeva al termine, attacchi alle forze di Londra da parte dell'Irgun e del Lehi aumentarono, sicché i britannici divennero riluttanti e intervennero in maniera sempre meno costante. Due disertori britannici, Eddie Brown, un capitano della polizia che accusava l'Irgun di avergli ucciso il fratello, e Peter Madison, un caporale dell'esercito, sono noti per aver partecipato all'attacco dinamitardo a bordo di un'autovettura contro il Palestine Post del 1º febbraio e contro un gruppo di persone che transitava lungo la commerciale Ben-Yehuda Street il 22 febbraio.Bowyer Bell, 1996, p. 268 Disertori britannici combatterono anche nelle formazioni miliziane ebraiche; la maggioranza con l'Ottava Brigata Corazzata di Yitzhak Sadeh insieme a Moshe Dayan. Allo stesso tempo la violenza crebbe sempre più da parte dei due contendenti, impegnati in azioni di cecchinaggio, incursioni e bombardamenti che costarono la vita a numerose persone d'ambo gli schieramenti. Fra il 30 novembre 1947 e il 1º febbraio 1948 427 arabi, 381 ebrei e 46 britannici furono uccisi e 1035 arabi, 725 ebrei e 135 britannici furono feriti. Nel marzo del 1948 soltanto, 271 ebrei e 257 arabi furono uccisi., The 1948 War, dalla Jewish Virtual Library

Col passare dei mesi dalla decisione della spartizione, forze sempre più organizzate s'impegnarono in azioni di crescente violenza. La Legione araba attaccò un convoglio di autobus di civili ebrei a Beit Nabala il 14 dicembre, e il 18 dicembre le forze dell'Haganah, forse muovendo dalle loro posizioni fortificate dei kibbutz e del Palmach, aggredirono il villaggio di al-Khisas. Tre settimane più tardi le prime milizie irregolari arabe giunsero in Palestina e la leadership araba cominciò a organizzare i palestinesi per la guerriglia contro le forze ebraiche.

Il gruppo maggiore fu costituito da una formazione di volontari, l'Esercito Arabo di Liberazione, creato dalla Lega araba e comandato dal nazionalista arabo Fawzī al-Qawuqjī. In gennaio e febbraio forze irregolari arabe attaccarono comunità ebraiche nel nord della Palestina ma senza conseguire sostanziali successi. Gli arabi concentrarono i loro sforzi nel tagliare le vie di comunicazione fra le città ebraiche ed il loro circondario in aree a popolazione mista. Alla fine di marzo gli arabi tagliarono del tutto la vitale strada che univa Tel Aviv a Gerusalemme, dove viveva un sesto circa della popolazione ebraica palestinese. L'Haganah si approvvigionò di armi provenienti dalla Cecoslovacchia (si veda operazione Balak). L'Yishuv cominciò a lavorare su un piano chiamato "Piano Dalet" (ossia "Piano D").