La scienza e la tecnologia in Cina hanno conosciuto negli ultimi decenni un rapido sviluppo. Attraverso finanziamenti, riforme e status sociale, il governo cinese ha posto molta enfasi sulla scienza e la tecnologia come parte fondamentale dello sviluppo socio-economico del paese, nonché come veicolo per il prestigio nazionale. La Cina ha fatto rapidi progressi in campi come l'istruzione, le infrastrutture, le produzioni ad alta tecnologia, le pubblicazioni accademiche, i brevetti e le applicazioni commerciali ed è ora, sia pure in alcuni campi ed entro certi limiti, una guida mondiale. La Cina sta ora puntando sempre di più sull'innovazione interna e mira a riformare le restanti debolezze.

Storia

La Cina ebbe una primazia mondiale nella scienza e nella tecnologia fino ai primi anni della dinastia Qing. Scoperte e innovazioni cinesi come la fabbricazione della carta, la stampa, la bussola e la polvere da sparo (le quattro grandi invenzioni dell'antica Cina) contribuirono allo sviluppo economico in Asia e in Europa. L'attività cinese cominciò a diminuire nel XIV secolo. Diversamente che in Europa gli scienziati non tentarono di ridurre le osservazioni della natura a leggi matematiche e non formarono una comunità di studiosi fondata sul confronto critico e sul progresso della ricerca. Ci si dedicò sempre di più alla letteratura, alle arti e alla pubblica amministrazione, mentre la scienza e la tecnologia erano viste come banali o limitate alle applicazioni pratiche. Le cause di questo processo di arretramento scientifico e tecnologico dell'Oriente rispetto all'Occidente, conosciuto come grande divergenza, continuano a essere discusse. Si ritiene che uno dei fattori sia da ricondurre al sistema degli esami imperiali che eliminò gli incentivi per gli intellettuali cinesi a coltivare le discipline scientifiche, ad esempio imparando la matematica o conducendo esperimenti.

Dopo essere stati ripetutamente sconfitti dalle nazioni occidentali nel XIX secolo, i riformatori cinesi cominciarono a promuovere la scienza e la tecnologia moderna come parte del movimento per l'autorafforzamento. Dopo la vittoria comunista nel 1949 la ricerca scientifica e tecnologica fu organizzata sul modello dell'Unione Sovietica. Essa era pertanto caratterizzata da un'organizzazione burocratica guidata da non scienziati, da una ricerca svolta secondo gli obiettivi dei piani centrali, dalla separazione della ricerca dalla produzione, da istituti di ricerca specializzati, dalla concentrazione sulle applicazioni pratiche e da restrizioni sui flussi informativi. I ricercatori dovevano lavorare come collettivi per la società piuttosto che come individui in cerca di riconoscimento. Molti studiarono in Unione Sovietica, che trasferì anche tecnologie. La Grande rivoluzione culturale, che cercava di eliminare le influenze e gli atteggiamenti percepiti come "borghesi", causò grandi guasti ed effetti negativi. Tra le altre misure essa mise sotto attacco la comunità scientifica e l'istruzione formale, gli intellettuali furono inviati a fare lavori manuali, le università e i giornali accademici furono chiusi, la maggior parte della ricerca cessò e per quasi un decennio la Cina non formò nuovi scienziati e ingegneri.

Dopo la morte di Mao Zedong, scienza e tecnologia furono poste nel 1976 come una delle Quattro modernizzazioni. Deng Xiaoping, il nuovo leader e architetto della riforma economica cinese, fu un forte promotore della scienza e della tecnologia e rovesciò le politiche della Rivoluzione culturale. Il sistema d'ispirazione sovietica fu allora gradualmente riformato. I mezzi di comunicazione cominciarono a promuovere il valore della ricerca, del pensiero e delle realizzazioni scientifiche. Non a caso la terza e quarta generazione di leader venivano quasi esclusivamente da formazioni tecniche.

il Consiglio di Stato della Repubblica popolare cinese nel 1995 emanò la "Decisione sull'accelerazione dello sviluppo della scienza e della tecnologia", che descriveva lo sviluppo pianificato per la scienza e la tecnologia nei decenni successivi. Il documento descriveva S&T come la principale forza produttiva, che influenza lo sviluppo economico, il processo sociale, la forza nazionale e i livelli di vita. S&T avrebbero dovuto associarsi strettamente ai bisogni del mercato. Non solo gli istituti di stile sovietico, ma anche le università e le industrie private avrebbero dovuto fare ricerca. Le istituzioni statali avrebbero dovuto formare imprese miste con capitale di rischio cinese o straniero affinché gli sviluppi di scienza e tecnologia raggiungessero l'industria. Il personale attivo nei settori della S&T sarebbe dovuto diventare più mobile dal punto di vista occupazionale, la paga avrebbe dovuto essere legata ai risultati economici e l'età e l'anzianità di servizio avrebbero dovuto avere minore importanza per le decisioni in materia di personale. Si sarebbero dovuti rispettare i diritti di proprietà intellettuale. Lo scambio di informazioni sarebbe dovuto migliorare e avrebbero dovuto esserci competizione e offerte aperte sui progetti. Si sarebbe dovuto proteggere l'ambiente. La S&T interna cinese avrebbe dovuto essere promossa in particolare in certe aree essenziali. I funzionari pubblici avrebbero dovuto migliorare la loro comprensione di S&T e incorporarle nelle loro decisioni. La società, comprese le organizzazioni giovanili del Partito comunista, i sindacati e i mezzi di comunicazione di massa, avrebbero dovuto promuovere attivamente il rispetto per la conoscenza e i talenti umani.

Durante gli ultimi 30 anni la Cina si è concentrata sulla costruzione di infrastrutture fisiche come strade e porti. Una politica costante dell'ultimo decennio è stata quella di porre il trasferimento di tecnologia come condizione per consentire alle aziende straniere di ottenere accesso al mercato cinese. Ora la Cina sta puntando sempre di più sull'innovazione nazionale.

Tecnonazionalismo La Cina, come pure altre nazioni asiatiche, vede la scienza e la tecnologia come vitale per conseguire gli obiettivi economici e politici oltre al prestigio nazionale. La mancanza di una proprietà intellettuale e di un'innovazione tecnologica nazionale sono viste come problemi nazionali essenziali. Il primo ministro Wen Jiabao nel 2006 affermò che "Senza un'innovazione indipendente la Cina sarebbe incapace di reclamare un posto alla pari nel mondo o di conseguire l'onore nazionale".

Malgrado le riforme economiche, lo stato cinese, come accade anche in parecchie altre nazioni asiatiche, continua a dirigere pesantemente sia l'economia che la ricerca pubblica e privata attraverso mezzi quali piani nazionali, regolamenti, imposte e sussidi. Le industrie e le ricerche in via di sviluppo e prioritarie sono protette e guidate. Sono in atto sforzi sistemici per sostituire la tecnologia e le proprietà intellettuali straniere con quelle nazionali. Le aziende straniere ricevono molti incentivi per il trasferimento di tecnologia e per trasferire la R&S in Cina. Allo stesso tempo le capacità tecnologiche delle aziende nazionali sono sostenute in vari modi. L'importanza del governamento nazionalistico dall'alto verso il basso in confronto a quella di altri fattori, come la liberalizzazione economica, per il rapido progresso della S&T cinese è incerta. C'è la possibilità di un conflitto e di politiche nazionalistiche straniere opposte se la colpa dei problemi per le aziende e le nazioni straniere è attribuita ai progressi economici e scientifici e alle politiche nazionalistiche cinesi.

Si è visto che il nazionalismo e le conquiste nazionalistiche diventano le principali giustificazioni ideologiche e il collante sociale per il regime mentre il marxismo perde d'influenza. Alcuni megaprogetti di scienza e tecnologia sono stati considerati come discutibili progetti trofeo fatti a fini di propaganda, con i mezzi di comunicazione controllati dallo stato che sono riempiti di notizie sulle conquiste cinesi.

Spese interne lorde in ricerca e sviluppo Fra il 2000 e il 2008 le spese interne lorde in ricerca e sviluppo (SILRS) salirono in media annualmente del 22,8%, il che aumentò la quota di SILRS sul PIL dallo 0,9% all'1,54%. La Cina intende aumentare questa quota al 2,5% entro il 2020. Nel 2008 l'82,76% andò allo sviluppo sperimentale, il 12,46% alla ricerca applicata e il 4,78% alla ricerca di base. Le imprese cinesi contribuirono al 59,95% del GERD nel 2000 e al 73,26% nel 2008. La spesa delle imprese si concentra prevalentemente nello sviluppo sperimentale. La Cina mira ad aumentare la quota della ricerca di base al 15% entro il 2020.

L'istituto di ricerca Battelle stima che la spesa in R&S della Cina supererà quella degli Stati Uniti nel 2023.

Istituzioni Il Consiglio di Stato della Repubblica Popolare Cinese è il supremo organo amministrativo della Cina. Immediatamente sotto di esso vi sono vari ministeri e organizzazioni di livello ministeriale coinvolti in diversi aspetti della scienza e della tecnologia. Il Gruppo direttivo del Consiglio di Stato per la scienza e l'istruzione, composto dai capi dei principali organi scientifici, tenta di organizzare la politica nazionale del settore. L'efficienza di questo coordinamento generale è stata messa in discussione vedendo che varie agenzie presentano sovrapposizioni di missioni e rivalità per le risorse e si impegnano a volte in dispendiose duplicazioni.

Il Ministero della scienza e della tecnologia della Repubblica Popolare Cinese, in precedenza la Commissione di Stato per la scienza e la tecnologia, è l'organo prioritariamente responsabile della strategia e della politica in campo scientifico e tecnologico. Esso amministra i programmi nazionali di ricerca, le zone per lo sviluppo di S&T e la cooperazione internazionale. Il Ministero dell'istruzione della Repubblica Popolare Cinese sovrintende all'istruzione come pure agli istituti di ricerca presso le università. Parecchi altri ministeri come il Ministero dell'industria e dell'informatica, il Ministero della sanità e il Ministero dell'agricoltura sono anch'essi coinvolti nella S&T.

L'Ufficio nazionale di pianificazione della filosofia e delle scienze sociali dirige la pianificazione per le scienze sociali e la filosofia.

L'Accademia cinese delle scienze (CAS) è la più prestigiosa organizzazione di scienze in Cina, della quale fanno parte i membri dell'élite scientifica cinese. Essa dirige molti istituti di ricerca, programmi di ricerca, programmi di formazione per laureati e fornisce consigli influenti. L'Accademia cinese d'ingegneria (CAE) fornisce importanti consigli, ma diversamente dalla CAS non ha istituti di ricerca propri. L'Accademia cinese delle scienze sociali (CASS) ha un ruolo simile alla CAS per le scienze sociali. Ci sono anche molte altre accademie più piccole come l'Accademia cinese delle scienze della pesca.

La Fondazione nazionale delle scienze naturali della Cina (NSFC) concede sovvenzioni a ricercatori individuali sulla base della revisione paritaria.

Il Dipartimento generale degli armamenti dell'Esercito Popolare di Liberazione dirige la R&S in campo militare.

Le organizzazioni scientifiche e accademiche nazionali affiliate all'Associazione cinese per la scienza e la tecnologia sono anch'esse forze importanti della ricerca scientifica e tecnologica.

La ricerca è condotta da istituti di ricerca governativi, da istituzioni di insegnamento superiore e da imprese private.