I suoi genitori furono Francesco e Vittoria Salviati; i suoi fratelli minori furono i cardinali Prospero e Girolamo.
Matrimonio e figli Il 19 maggio 1728AA.VV., Scritture di donne: La memoria restituita. Atti del Convegno, Roma, 23-24 marzo 2004, Viella, 2007, p.169. Giulio Cesare sposò a Roma la giovane e ricca ereditiera Cornelia Costanza Barberini (21 dicembre 1716 - 7 dicembre 1797), che all'epoca aveva 12 anni. Cornelia, ultima esponente della propria famiglia in quanto unica figlia ed erede di Urbano, III principe di Palestrina, oltre che principe di Roviano ed Anticoli e duca di Montelibretti.
La coppia ebbe dieci figli: Lucrezia (30 gennaio 1730 - 1º marzo 1730) Anna Maria (28 dicembre 1730 - 10 luglio 1799); sposò nel 1749 Filippo I Sforza Cesarini, principe di Genzano e conte di Santa Fiora; rimasta vedova, nel 1774 si fece monaca clarissa in S. Restituta a Narni come suor Costante Maria Teresa Olimpia (1º dicembre 1731 - 22 dicembre 1800); sposò nel 1748 Gennaro Maria Caracciolo, IV duca di Girifalco Urbano (1733 - 1796), VI principe di Carbognano; sposò Maria Monica Carafa. I suoi eredi ottennero una parte dei beni Barberini ed assunsero il cognome Barberini Colonna. Carlo Maria (5 settembre 1735 - 1819), V principe di Palestrina; assunse il cognome di Barberini di Palestrina (come erede principale della famiglia materna) sposò nel 1770 Giustina Borromeo Arese; ebbe discendenza Artemisia (19 agosto 1736 - ?), monaca domenicana col nome di suor Anna Costanza nel monastero di Santa Caterina di Siena a Roma dal 30 settembre 1753 Maria Vittoria Felice (5 agosto 1737 - 20 luglio 1817); sposò nel 1758 Bartolomeo Corsini, III principe di Sismano (1729-1792) Francesco Maria (25 settembre 1738 - in tenera età) Maria Camilla (1741 - in tenera età) Ella Maria Pia Vittoria (1743-1764)
Giulio Cesare morì a Roma nel 1787.
Eredità A seguito dei patti matrimoniali, Giulio Cesare aggiunse il cognome Barberini al proprio, passandolo quindi ai figli. Alla sua morte, il primo figlio maschio, Urbano, ereditò i titoli ed il patrimonio paterni. Tuttavia Cornelia Costanza, rimasta vedova, aveva istituito con i beni della propria famiglia una secondogenitura, comprendente il principato di Palestrina ed altri beni Barberini, che assegnò al figlio secondogenito Carlo.
A causa di discordanze tra i patti matrimoniali e l'istituto della secondogenitura, e della maggiore importanza del patrimonio Barberini rispetto a quello Colonna, questa separazione dette luogo a contrasti tra le due linee, che furono risolti solo all'inizio dell'Ottocento. Con questo accordo, il principe di Palestrina dovette cedere nel 1811 Montelibretti, Nerola, Corese, Monteflavio, Ponticelli e Montorio Romano, rimanendo al ramo secondogenito il principato di Palestrina, Castel San Pietro, Capranica, San Vittorino e CollaltoGaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da S. Pietro sino ai nostri giorni…, vol. XIV, Famiglia Colonna, p.297-298. Il principe di Palestrina mantenne il Palazzo Barberini, ma dovette dividere con l'altro ramo l'importante collezione d'arte che vi era alloggiata.
Ascendenza
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