Le forze di pace delle Nazioni Unite (in inglese: United Nations peacekeeping), comunemente indicate come "caschi blu", sono le unità militari che effettuano le operazioni di mantenimento della pace per conto dell'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU).
Queste azioni sono svolte sotto il controllo del Segretariato delle Nazioni Unite su mandato del Consiglio di sicurezza attraverso coalizioni militari internazionali. Le missioni sono gestite dal Dipartimento per le operazioni di pace, con sede presso il Palazzo di vetro a New York.
Nel 1988 alle Forze internazionali di pace dell'ONU è stato assegnato il premio Nobel per la pace.
Storia Le attività di Forze di pace delle Nazioni Unite era stato inizialmente sviluppato durante la guerra fredda come mezzo per risolvere conflitti tra Stati dispiegando personale militare disarmato o con armamento leggero proveniente da più Stati, sotto comando ONU, in aree dove i contendenti potevano aver bisogno di una terza parte neutrale in funzione di osservatore del processo di pace.
I caschi blu dell'ONU potevano entrare in azione quando le principali potenze (i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza) incaricavano le Nazioni Unite di porre termine a conflitti che minacciassero la stabilità regionale e la pace e sicurezza internazionali.
Dal 1948 al febbraio 2009, si contano 63 operazioni di pace dell'ONU, di cui sedici ancora in corso. Ogni anno ne vengono proposte di nuove.
La prima missione qualificabile come operazione di peacekeeping fu la l'UNEF I, tali tipo di operazioni si sono poi moltiplicate negli anni novanta, quando hanno iniziato a configurarsi anche come peace-building (UNOSOM I e II, ONUMOZ, UNAMIR, etc.) o altre forme.
L'ONU prese posizione sulla crisi di Suez (1956) — una guerra condotta contro l'Egitto (sostenuto da altre nazioni arabe) da Regno Unito, Francia ed Israele coalizzati. Quando nel 1957 fu dichiarato un cessate il fuoco, il diplomatico canadese (destinato a divenire poi Primo Ministro) Lester Bowles Pearson consigliò che le Nazioni Unite disponessero una forza internazionale sul canale di Suez per garantire che entrambe le parti onorassero il cessate il fuoco. Secondo Pearson la forza ONU poteva essere composta principalmente da soldati canadesi, ma tale soluzione suscitava la diffidenza egiziana, poiché in effetti un membro del Commonwealth avrebbe dovuto far da guardiano al Regno Unito e relativi alleati. Di conseguenza, fu riunita una forza d'interposizione che raccoglieva militari delle più varie cittadinanze, in modo da assicurare la diversità nazionale (ritenuta presupposto d'imparzialità). Pearson avrebbe ottenuto il premio Nobel per la pace in relazione a tale impresa, ed oggi è considerato un padre del peacekeeping moderno.
Nel 1988 il premio Nobel per la pace è stato assegnato alle Forze internazionali di pace delle Nazioni Unite.
Con la fine della guerra fredda si determinò un cambiamento nel peacekeeping, sia ONU sia multilaterale. In un nuovo spirito di collaborazione, il Consiglio di sicurezza deliberò più ampie e complesse missioni di pace, spesso nell'intento di cooperare nell'attuazione di accordi di pace intercorsi in conflitti interni ad un medesimo Stato e guerre civili. Inoltre, nel peacekeeping si prese ad inserire un numero sempre maggiore di elementi non-militari per assicurare il buon funzionamento di funzioni civili, come le elezioni. Il Dipartimento per le operazioni di pace fu creato nel 1992 per far fronte all'accresciuta richiesta di missioni di tal genere.
Tutto sommato, le operazioni di nuova concezione furono un successo. In El Salvador ed in Mozambico, ad esempio, il peacekeeping mostrò una via per raggiungere la pace auto-sostenuta. Tuttavia alcuni tentativi fallirono, forse in conseguenza di una rappresentazione troppo ottimistica delle reali potenzialità insite.
Mentre si stavano svolgendo complesse missioni in Cambogia, il Consiglio di sicurezza inviò caschi blu in zone di conflitto come la Somalia, in cui non si era raggiunto né un cessate il fuoco, né un qualche consenso fra le parti.
Queste operazioni si possono a buon diritto giudicare velleitarie, poiché non erano confortate né da quella potenza militare, né da quella (condivisa) volontà politica, che sarebbero state necessarie compagne ai caschi blu per centrare l'obiettivo affidato loro. Questi insuccessi—eminentemente il massacro di Srebrenica (1995) ed il genocidio del Ruanda (l'anno precedente)—causarono un periodo di ripiegamento e di autocritica nella recente storia del peacekeeping ONU.
Caratteristiche Nell'ambito dei poteri generali attribuiti dallo Statuto delle Nazioni Unite al fine di mantenere la pace internazionale, gli organi delle Nazioni Unite mettono in atto tutte le azioni volte a contrastare le minacce alla pace, la violazione della pace e gli atti di aggressione secondo quanto previsto dal Capitolo VII della Carta. Queste possono essere misure di carattere coercitivo o meno, implicanti l'uso della forza o meno.
Il concetto di operazioni di pace, o peacekeeping, va invece ad indicare una serie di fattispecie alternative fondate sul consenso dello Stato territoriale ed altresì caratterizzate dalla neutralità ed imparzialità delle operazioni e dall'uso della forza solo per legittima difesa.
Nei casi in cui un diretto coinvolgimento da parte dell'ONU sia giudicato inopportuno o non praticabile, il Consiglio di sicurezza può delegare le missioni di pace ad organizzazioni regionali quali la NATO oppure coalizioni di Stati che manifestino tali intenzioni.
I vari ambiti di intervento dei caschi blu e dei funzionari internazionali incaricati sono:
prevenzione dei conflitti (conflict prevention); edificazione della pace (peacemaking); mantenimento della pace (peacekeeping); assistenza umanitaria (humanitarian aid); consolidamento della pace (peacebuilding).
Missioni di pace
Le missioni di pace sono organizzate e gestite dal Dipartimento per le operazioni di pace, un dicastero del Segretariato delle Nazioni Unite.
Il più importante documento di elaborazione dottrinale di DPO, intitolato United Nations Peacekeeping Operations: Principles and Guidelines è stato pubblicato nel 2008.
In ambito ONU, le operazioni di pace sono inoltre caratterizzate dalla delega del Consiglio di sicurezza al Segretario generale, sia in ordine al reperimento, sia al comando delle forze da impiegare. Non tutte le operazioni finalizzate al mantenimento della pace sono qualificabili come operazioni di pace e da queste vanno distinte le operazioni di peacebuilding e di peace-enforcement, anche se talune missioni possono avere carattere ibrido quale la tutela dei diritti umani (il c.d. "dilemma umanitario"). Nella storia dell'attività dell'ONU si usa distinguere tre fasi caratterizzate da altrettanti tipi di peacekeeping.Caschi blu e processi di democratizzazione: le operazioni di peacekeeping dell'ONU e la promozione della democrazia, Paolo Foradori, pag. 166 e ss. I fini statutari dell'ONU prevedono espressamente che l'organizzazione debba mantenere la pace e la sicurezza; per fare ciò uno degli strumenti usati, nel corso del tempo, per il mantenimento di queste, sono le operazioni di pace, missioni che tuttavia non trovano esplicita previsione nello statuto e la cui legittimità giuridica è stata ravvisata da gran parte della dottrina nel consenso delle parti in causa oltre che in una progressiva consuetudine supplementare alla Carta ONU.Sergio Marchisio. L'ONU. Il diritto delle Nazioni Unite. Bologna, Il Mulino, 2000.
Procedimento di richiesta Istruzione
Una volta che è stato raggiunto un accordo di pace, le parti coinvolte possono richiedere all'ONU una forza di peacekeeping per la supervisione sulla pratica attuazione dei punti concordati. Questo avviene perché un gruppo sotto egida ONU difficilmente sarà propenso a fare propri gli interessi di una fazione, dato che a sua volta dipende da molti gruppi, in particolare dal Consiglio di sicurezza (composto dai rappresentanti di quindici Paesi) e dal Segretariato delle Nazioni Unite (la cui composizione è deliberatamente diversa).Per l'esattezza:
Il Consiglio di Sicurezza è l'organo delle Nazioni Unite che ha maggiori poteri, avendo la competenza esclusiva a decidere contro gli stati colpevoli di aggressione o di minaccia alla pace. Si riunì per la prima volta il 17 gennaio 1946 a Londra. Lo scopo del Consiglio è stabilito dall'articolo 24 dello Statuto, al consiglio viene conferita “la responsabilità principale del mantenimento della pace e della sicurezza internazionale”. È costituito da 15 Stati membri di cui 5 sono membri permanenti mentre i restanti 10 vengono eletti ogni due anni. I membri permanenti sono: Cina, Russia, Regno Unito, Stati Uniti d'America e Francia. Questi ultimi hanno il diritto di veto, possono bloccare qualsiasi decisione loro sgradita e fare in modo che non venga discussa durante il riunirsi dell'assemblea generale presieduta da tutti gli Stati membri. La presidenza del Consiglio è detenuta a rotazione mensile secondo ordine alfabetico dagli altri Stati. Le decisioni prese dal Consiglio prendono il nome di Risoluzioni. L'articolo 42 della Carta stabilisce che il Consiglio può usare la forza contro uno Stato che è colpevole di aggressione o di violazione della Pace e l'eventuale azione militare nei confronti del Paese colpevole è riconosciuta come un'azione di polizia internazionale sotto la supervisione del Consiglio. Le forze armate anche conosciute come "caschi blu" provengono tutte dagli Stati membri. Il Segretariato delle Nazioni Unite è uno degli organi principali dell'ONU. È guidato dal segretario generale delle Nazioni Unite e costituito da un insieme di uffici e dipartimenti finalizzati alla gestione amministrativa dell'ONU. Il segretario generale dispone di un vasto apparato burocratico per lo svolgimento delle proprie funzioni: in base allo Statuto, lo status dei funzionari, il loro reclutamento e i vari aspetti del rapporto d'impiego sono stabiliti dall'Assemblea Generale con apposite norme. Inoltre il personale del Segretariato non può ricevere istruzioni da alcun governo in quanto indipendente. Il Segretario Generale è il leader dell'Organizzazione, viene nominato dall'Assemblea generale dopo esser stato raccomandato dal Consiglio di Sicurezza, lavora come un diplomatico tra gli Stati membri e come un amministratore all'interno dell'Organizzazione; può portare all'attenzione del Consiglio di Sicurezza qualsiasi disputa o situazione secondo lui critica al fine di mantenere la pace nel mondo. È in carica per 4 anni. Attualmente il ruolo di Segretario Generale è ricoperto dal portoghese António Manuel de Oliveira Guterres, che è stato eletto nel 2017.
Se il Consiglio di sicurezza approva l'avvio di una missione, il Dipartimento per le operazioni di pace inizia la programmazione degli elementi necessari. A questo punto, viene scelta la squadra di comando supremo (come verrà spiegato più avanti). Il dipartimento interpellerà le singole nazioni aderenti all'ONU per raccoglierne l'eventuale disponibilità al concorso operativo. Dato che—come già ricordato—le Nazioni Unite non dispongono di alcuna struttura organica permanente in proposito, per ogni esigenza dev'essere formata una coalizione ad-hoc.
Questo dato di fatto ha quanto meno due risvolti sfavorevoli: può portare alla pura impossibilità di mettere in campo una forza credibile, ed in ogni caso determina un fisiologico rallentamento nel reperimento di risorse (in ogni senso dell'espressione) una volta che l'operazione abbia pure preso il largo.
Roméo Dallaire,Bibliografia in punto:
4237 Dr. Adrian Preston & Peter Dennis (Edited) "Swords and Covenants" Rowman And Littlefield, London. Croom Helm. 1976. H16511 Dr. Richard Arthur Preston "Canada's RMC - A History of Royal Military College" Second Edition 1982