Lorobanche di Mutel (Orobanche mutelii F.W.Schultz, 1835) è una pianta parassita, appartenente alla famiglia delle Orobanchaceae.
Etimologia Il nome generico (Orobanche) deriva da due termini greci òrobos (= legume) e anchéin (= strozzare) e indicano il carattere parassitario di buona parte delle piante del genere di questa specie soprattutto a danno delle Leguminose (nell'antica Grecia questo nome era usato per una pianta parassita della "veccia" - Vicia sativa). L'epiteto specifico (mutelii) è stato dato in ricordo del botanico francese Pierre Auguste Victor Mutel (1795–1847).
Il binomio scientifico della specie è stato definito dal farmacista e botanico germanico Friedrich Wilhelm Schultz (1804–1876) nella pubblicazione "Flore Francaise destinée aux herborisations, ou, Description des plantes croissant naturellement en France, ou cultivées pour l'usage de l'homme et des animaux, avec l'analyse des genres et leur tableau d'après le système de Linné. Paris. - 2: 353, t. 43. 1835" del 1835.
Descrizione
Queste piante sono alte da 15 a 25 cm (massimo 40 cm). La forma biologica è terofita parassita (T par), sono piante erbacee che differiscono dalle altre forme biologiche poiché, essendo annuali, superano la stagione avversa sotto forma di seme e sono munite di asse fiorale eretto e spesso privo di foglie. Non contengono clorofilla per cui nel secco si colorano di bruno.... Radici Le radici sono fascicolate e si diramano da un bulbo o rizoma centrale. Nella parte finale sono provviste di austori succhianti che parassitano l'apparato radicale delle piante ospiti. Fusto La parte aerea del fusto è eretta, sottile, spesso ramosa; la forma è cilindrica con un ingrossamento alla base. Gli scapi terminali sono sempre fioriferi (mai sterili). Foglie Le foglie sono scarse e ridotte a delle squame spiralate ed hanno delle forme generalmente lanceolate. Dimensione delle foglie: larghezza 3 – 4 mm; lunghezza 8 – 10 mm. Infiorescenza
Le infiorescenze sono a forma di spiga o racemo lineare allungato con fiori ben distanziati. Le brattee dell'infiorescenza sono del tipo ovato oppure ovato-aristato. Dimensione dell'infiorescenza: larghezza 1 - 1,5 cm; lunghezza 6 – 15 cm. Dimensione delle brattee: larghezza 3 – 4 mm; lunghezza 6 – 11 mm. Fiore
I fiori sono ermafroditi, zigomorfi (del tipo bilabiato), tetrameri, ossia con quattro verticilli (calice – corolla - androceo – gineceo) e pentameri (la corolla è a 5 parti, mentre il calice anch'esso a 5 parti spesso è ridotto). In questa specie i fiori alla base sono avvolti da 5 elementi distinti: in posizione centrale (all'esterno) è presente una brattea; su entrambi i lati è presente una lacinia calicina profondamente bifida e una bratteola lineare. Lunghezza totale del fiore: 15 – 22 mm.
Formula fiorale: X, K (4/5), [C (2+3), A 2+2], G (2), (supero), capsula
Il calice è gamosepalo a 5 parti, ossia una brattea centrale, quattro sepali saldati 2 a 2 con base triangolare e un lungo prolungamento filiforme, più una bratteola per lato. Sulla superficie del calice sono presenti tre venature. Dimensione del calice: 6 – 9 mm. La corolla, di tipo personato, è simpetala e consiste in un tubo cilindrico terminante in un lembo bilabiato; dei due labbri quello superiore è più o meno intero, mentre quello inferiore è cigliato e trilobato con lobi più o meno uguali fra di loro. La superficie della corolla è pubescente per peli ghiandolosi, ed è pallida nella parte centrale, mentre alle fauci è blu-violetta (a volte è pallida anche qui). Dimensione della corolla: 16 – 20 mm. Diametro delle fauci: 3 – 4 mm. L'androceo possiede quattro stami didinami (due grandi e due piccoli). I filamenti sono quasi glabri (o poco pelosi) e sono inseriti a circa 1/3 dalla base della corolla. Le antere, glabre a forma oblunga, sono disposte trasversalmente e sono provviste di due logge più o meno uguali. Le sacche polliniche hanno l'estremità inferiore a forma di freccia. Gineceo: l'ovario è supero formato da due (o tre) carpelli ed è uniloculare; le placente sono due o quattro di tipo parietale, a volte unite al centro e portanti un numero molto elevato di ovuli. Lo stilo è del tipo filiforme; lo stigma è capitato o del tipo a 2 - 4 lobi ed è colorato di biancastro o più o meno azzurro-violetto. Fioritura: da (aprile) maggio a agosto.
Frutti Il frutto è una capsula loculicida a forma più o meno ovoidale. I semi, molti e minuti dalle dimensioni quasi microscopiche, contengono un embrione rudimentale indifferenziato e composto da poche cellule; sono colorati di nero. Dimensione della capsula: 7 – 12 mm.
Biologia Parassitismo È una specie oloparassita che non è in grado di produrre clorofilla per cui possiede organi specifici per nutrirsi della linfa di altre piante. Le sue radici infatti sono provviste di uno o più austori connessi alle radici ospiti per ricavare acqua e sostanze nutritive. Inoltre il parassitismo di Orobanche mutelii è tale per cui anche i semi per germogliare hanno bisogno della presenza delle radici della pianta ospite; altrimenti le giovani piantine sono destinate ad una precoce degenerazione.
Normalmente le specie di questa voce sono parassite di alcune piante coltivate (Cannabis, Solanum, Nicotiana e Zea) e in genere delle Leguminose, delle Labiate e delle Composite.
Riproduzione Questa specie si riproduce per impollinazione tramite insetti (impollinazione entomogama).
La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria).
Distribuzione e habitat
Distribuzione: Orobanche mutelii ha un areale mediterraneo.In Italia è presente soprattutto nella Penisola e nelle Isole. Al Nord è presente nelle Alpi Liguri. Fuori dall'Italia, sempre nelle Alpi, questa specie si trova in Francia (dipartimenti di Alpes-de-Haute-Provence, Hautes-Alpes, Alpes-Maritimes, Drôme e Isère). Sugli altri rilievi europei collegati alle Alpi si trova nel Massiccio Centrale, Alpi Dinariche e Monti Balcani. Nel resto dell'Europa si trova nella zona mediterranea. È presente anche nella Transcaucasia, nell'Anatolia, nell'Asia mediterranea e nel Magreb. Habitat: l'habitat più comune sono le aree nelle quali vegetano le specie dei generi parassitati (vedi paragrafo "Biologia"); ma anche negli ambienti ruderali, nelle scarpate, nelle praterie rase, nei prati e nei pascoli aridi del piano collinare. Il substrato preferito è calcareo con pH basico, alti valori nutrizionali del terreno che deve essere arido. Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare fino a ; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare e in parte quello montano (oltre a quello planiziale – a livello del mare). Fitosociologia Dal punto di vista fitosociologico Orobanche mutelii appartiene alla seguente comunità vegetale: Formazione: delle comunità terofiche pioniere nitrofile Classe: Stellarietea mediae
Tassonomia La classificazione tradizionale (Sistema Cronquist, 1981) assegnava il genere Orobanche alla famiglia Scrophulariaceae, mentre la moderna classificazione filogenetica (classificazione APG IV) lo assegna alla famiglia Orobanchaceae.
Le Orobanchaceae sono una famiglia abbastanza numerosa, suddivisa in 7 tribù, 100 generi e circa 2000 specie distribuite in tutti i continenti. Il genere Orobanche appartiene alla tribù Orobancheae e comprende oltre 200 specie, circa 40 delle quali sono presenti nella flora italiana.
La classificazione del genere Orobanche è problematica in quanto le varie specie differiscono una dall'altra per piccoli caratteri soprattutto nella forma del calice-corolla e per i vari colori delle parti floreali che presto tendono al bruno appena la pianta "entra" nel secco. Molte specie hanno una grande specificità dell'apparato radicale per cui una possibile distinzione è possibile tramite l'individuazione della pianta parassitata (vedi il paragrafo "Biologia").
Filogenesi Secondo una recente ricerca di tipo filogenetico la famiglia Orobanchaceae è composta da 6 cladi principali nidificati uno all'interno dell'altro. Il genere Orobanche si trova nel terzo clade (relativo alla tribù Orobancheae) insieme ai generi Boschniakia C. A. Mey. ex Bong. 1833, Cistanche Hoffmans. & Link 1809, Conopholis Wallr.1825, Epifagus Nutt. 1818, Eremitilla Yatsk. & J.L. Contr., 2009, Kopsiopsis (Beck) Beck 1930, Mannagettaea Harry Sm., 1933. Orobanche è monofiletico e rappresenta il core del clade ed è gruppo fratello del genere Mannagettaea e quindi di tutto il resto del gruppo.
All'interno del genere Orobanche questa specie appartiene alla sezione Trionychon Wallr.L. caratterizzata dal calice diviso in 5 parti: in posizione centrale è presente una brattea, mentre su entrambi i lati sono presenti una bratteola lineare e una lacinia calicina profondamente bifida. L'altra sezione presente in Italia (Orobanche ) è caratterizzata soprattutto dalla forma del calice a tre parti ossia quattro sepali saldati 2 a 2 tipo lacinie ben separate o collegate alla base, più una brattea. Nella sezione Trionychon O. mutelii occupa una posizione centrale; in particolare, è gruppo fratello (è vicina geneticamente) delle specie Orobanche ramosa L. e Orobanche nana (Reut.) Beck.. In effetti più di qualche checklist botanica considera le specie O. nana e O. mutelii sottospecie di O. ramosa.
Specie simili La tabella seguente mette a confronto alcuni dati delle varie specie italiane della sezione Trionychon Wallr.
SpecieCaratteri principaliTaxa parassitateForma del fioreOrobanche aegyptiacaPers.Il fusto è ramoso la corolla è grande (20 – 35 mm) le antere sono villosei filamenti sono pelosi alla baseSolanum e Gossypium Orobanche arenariaBorkh.Il fusto è semplice la corolla è grande (20 – 35 mm) le antere sono villose i filamenti sono glabri ArtemisiaOrobanche lavandulaceaRchb.Il dente apicale del calice ha una forma triangolare la corolla è piccola (12 – 18 mm) e all'apice colorata di azzurro le antere sono villoseAspalathus linearis e AcanthusOrobanche muteliiF.W. SchultzIl fusto è ramoso i denti del calice sono triangolari con un prolungamento filiforme la corolla è lunga 16 – 20 mmle antere sono glabreCannabis, Solanum, Nicotiana e ZeaOrobanche nana(Reut.) BeckIl fusto è semplice i denti del calice sono triangolari con un prolungamento filiforme la corolla è lunga 10 – 15 mmle antere sono glabreCannabis, Solanum, Nicotiana e ZeaOrobanche purpureaJacq.Il fusto è semplice la corolla è lunga 18 – 24 mm le antere sono glabreAchillea e ArtemisiaOrobanche ramosa L.Il fusto è ramoso i denti del calice sono triangolari e regolari la corolla è lunga 9 – 14 mmle antere sono glabreCannabis, Solanum, Nicotiana e ZeaOrobanche schultziiMutella corolla è lunga 12 – 18 mm il dente apicale del calice è lineare le antere sono villoseVicia faba, Ferula, RubiaInula viscosa e Artemisia
Sinonimi Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:
Kopsia aegyptiaca var. trinacria Bég. Kopsia mutelii (F.W.Schultz) Bég. Kopsia mutelii var. angustifolia (Beck) Bég. Kopsia mutelii var. panormitana (Lojac.) Bég. Kopsia panormitana (Lojac.) Lojac. Kopsia ramosa subsp. mutelii (F.W.Schultz) Arcang. Kopsia reuteri (Moris) Arcang. Orobanche aegyptiaca var. trinacria (Bég.) Beck Orobanche brassicae Novopokr. Orobanche ducellieri Maire Orobanche interrupta Pers. Orobanche mutelii var. angustifolia Beck Orobanche mutelii f. emarginata Beck Orobanche mutelii var. interjecta Beck Orobanche mutelii var. ramosissima Lojac. Orobanche panormitana (Lojac.) Beck Orobanche ramosa var. mutelii (F.W.Schultz) Bég. Orobanche ramosa subsp. mutelii (F.W.Schultz) Cout. Orobanche spissa Beck Phelipanche brassicae (Novopokr.) Soják Phelipanche mutelii (F. W. Schultz) Pomel Phelypaea elongata Lojac. Phelypaea panormitana Lojac. Phelypaea reuteri Moris Phelypaea ramosa subsp. mutelii (F.W.Schultz) Rouy