Il Teatro Marrucino è un teatro della città di Chieti. Dall'agosto 2001 è stato riconosciuto Teatro Lirico d'Abruzzo (L.R. n.40 2000) e, nel 2003, Teatro di Tradizione. Fa quindi parte dei 62 teatri dell'Opera e dei 29 teatri di tradizione italiani.
Storia Il teatro fu edificato su decisione del Decurionato di Chieti per sopperire alla scarsità di posti a sedere presenti nel Teatro Vecchio, il precedente teatro principale della città, risalente alla seconda metà del XVIII secolo. I lavori ebbero inizio nel marzo 1813: il progetto curato dall'architetto Eugenio Michitelli prevedeva la realizzazione di un nuovo edificio sul suolo occupato in precedenza dalla chiesa di Sant'Ignazio, facente parte del complesso dell'ex collegio dei Gesuiti, e già sconsacrata. Nel 1817 si conclusero i lavori, e la cerimonia di apertura, tenutasi l'11 gennaio 1818, precedette di alcuni giorni lo spettacolo inaugurale, che fu La Cenerentola di Gioachino Rossini. Originariamente il teatro fu dedicato a San Ferdinando, in onore al re Ferdinando I delle Due Sicilie, ma fu poi rinominato nel giugno 1861, dopo l'unità d'Italia, in onore della popolazione dei Marrucini, originaria dell'Abruzzo preromano.
Nel 1872, l'ingegnere Luigi Daretti ebbe l'incarico dal Comune di curare un ampliamento del teatro: furono così aggiunti un loggione e la scala d'accesso alla balconata. Inoltre la platea fu ristrutturata dagli architetti Giovanni Vecchi ed Enrico Santuccione ed assunse una forma semicircolare. La struttura definitiva risultò quindi costituita da 59 palchi suddivisi in 4 ordini oltre ad un loggione da 120 posti e la platea. Fu inoltre costruito il nuovo foyer, utilizzando l'adiacente porticato esterno del chiostro del convento dei gesuiti, in cui fu posizionato il bar. Nel 1874 iniziarono altri lavori di miglioramento estetico del teatro; nel soffitto della sala fu inserito un rosone ligneo diviso in otto settori, ciascuno dei quali decorato con dipinti allegorici di figure femminili che simboleggiano le arti teatrali e musicali. Sono inoltre presenti i ritratti di Carlo Goldoni, Giovanni Battista Pergolesi, William Shakespeare, Johann Wolfgang von Goethe, Giovanni Paisiello, Vittorio Alfieri, Gioachino Rossini e Giuseppe Verdi che fanno da corona al lampadario centrale, di grandi dimensioni ed in vetro di Murano, che era stato donato dal re Vittorio Emanuele II come ringraziamento per l'accoglienza ricevuta nella sua entrata in città il 18 ottobre 1860. Nel 1875 venne aggiunto un sipario dipinto dal pittore napoletano Giovanni Ponticelli che ritrae un episodio (il trionfo sui Dalmati Partini di Asinio Pollione) della vita di Gaio Asinio Pollione, console romano nel 40 a.C. e originario di Teate, l'antica Chieti. L'ingresso della platea e dei palchi fu invece impreziosito da due sculture di terracotta opere di Costantino Barbella raffiguranti due paggi a grandezza naturale.
Nel corso degli anni il Teatro Marrucino ha ospitato rappresentazioni teatrali e musicali di artisti prestigiosi, tra cui Eleonora Duse, Emma ed Irma Gramatica, Cesco Baseggio e Nanda Primavera. Nel 1904, inoltre, vi si tenne, con la presenza dell'autore, la prima rappresentazione abruzzese della tragedia La figlia di Iorio, di Gabriele D'Annunzio, che donò al teatro il manoscritto originale contenente il copione dell'opera. Per il solo comparto lirico, sono state eseguite negli anni oltre 190 opere per più di mille rappresentazioni.
A partire dagli anni della Seconda guerra mondiale il teatro vide un periodo di declino che culminò con la chiusura negli anni cinquanta. Nel 1972, tuttavia, il teatro, completamente restaurato, fu riaperto; sotto l'egida del soprintendente Mario Zuccarini il teatro tornò a nuova vita, il primo spettacolo fu nuovamente l'ouverture Cenerentola di Rossini eseguita dall'orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia in Roma, diretta dal M° Luigi Urbini, cui seguì un trittico lirico, Madama Butterfly di Puccini, Lucia di Lammermoor di Donizetti e Il barbiere di Siviglia di Rossini, opere interpretate da artisti del calibro di Virginia Zeani, Anna Moffo e Nicola Rossi-Lemeni. Di non minore rilevanza fu il cammino impresso al teatro dal Commissario Straordinario Aurelio Bigi dal novembre 1996, tra le sue notevoli innovazioni il circondarsi di artisti di chiara fama quali il M° Sergio Rendine, dal 1997 nuovo Direttore Artistico dei nascenti Orchestra e Coro e dal 2000 di tutta l'attività lirico-concertistica, e del M° Gianluigi Gelmetti. In questa fase il teatro diventò teatro di produzione, ampliando le sue attività di scuola e laboratorio di produzione negli ambiti del canto lirico, della danza e della recitazione nonché della scenografia e dei costumi.
Riguardo alla struttura, gli ultimi interventi negli anni duemila hanno, tra la altre cose, migliorato l'accessibilità e la fruizione per i diversamente abili, l'acustica con eliminazione delle moquette sostituita con legno, e impiantato sistemi di videolibretti nei posti di platea.
Eventi, rappresentazioni, protagonisti Tra i Direttori d'orchestra più celebri dell'800 che hanno diretto al Teatro Marrucino, si annovera il M° Antonino Palminteri, presente sul podio nel maggio del 1901, portando in scena l'opera Tosca, di Giacomo Puccini. Gli esiti delle rappresentazioni furono eccellenti e apprezzatissimi.[Angela Balistreri, "Antonino Palminteri un artista gentiluomo nel panorama operistico dell'800", Partanna, Produzioni Edivideo, 2010, p.170] Oltre Palminteri, tra i più grandi direttori d'orchestra che sono saliti sul podio del Marrucino, oltre ai già citati Gelmetti, Rendine e Urbini, annoveriamo Arturo Toscanini, Franco Mannino, Riccardo Muti, Piero Bellugi, Matteo Beltrami, Massimo de Bernart, Fabrizio Maria Carminati, Marzio Conti, Daniel Oren, Claudio Abbado, Giuseppe Sinopoli, Claudio Desderi e Donato Renzetti.
Particolarmente nutrito l'elenco dei grandi cantanti lirici che, nei secoli, si sono esibiti al teatro Marrucino, tra i principali ricordiamo, oltre ai citati Zeani, Moffo e Rossi Lemeni, anche Maria Malibran, Clorinda Corradi, Geltrude Righetti, Ignazio Marini, Elena D'Angri, Rosmunda Pisaroni, Galliano Masini, Marietta Alboni, Antonio Cotogni, Teresa Belloc-Giorgi, Barbara Marchisio, Enrico Caruso, Toti Dal Monte, Rosa Raisa, Mario Filippeschi, Sara Scuderi, Ruggero Raimondi, Rosa Storchio, Gilda Dalla Rizza, Ferruccio Tagliavini, Gabriella Besanzoni, Maria Caniglia, Giulio Neri, Tito Schipa, Fritz Wunderlich, Luisa Tetrazzini, Mario Del Monaco, Giuseppe Di Stefano, Nicolai Gedda, Anita Cerquetti, Lauritz Melchior, Leo Nucci, Mirella Freni, Tito Gobbi, Guerrina Fabbri, Aureliano Pertile, Renata Scotto, Alessandro Bonci, Beniamino Gigli, Boris Christoff, Maria Callas, Alfredo Kraus, Cesare Siepi, Giacomo Lauri Volpi, Renato Bruson, Cecilia Gasdia, Montserrat Caballé, Placido Domingo, José Carreras, Rajna Kabaivanska, Simon Keenlyside, Katia Ricciarelli, Tiziana Fabbricini, Bernadette Manca di Nissa, Diana Damrau, Cecilia Bartoli, Vittorio Grigolo, Gerald Finley, Maria Dragoni, Elisabetta Fiorillo, Sara Mingardo, Fiorenza Cossotto, Dmitri Hvorostovsky, Anna Caterina Antonacci, Roberto Alagna, Rolando Villazon e Monica Bacelli.
Nel settore della Prosa, il teatro Marrucino, tra i tantissimi grandi attori che ne hanno calcato le scene ed oltre ai già citati Duse, Baseggio, Primavera e le sorelle Gramatica, annovera, solo per citare i più noti, Giorgio Albertazzi, Peppino De Filippo, Eduardo De Filippo, Totò, Paola Borboni, Carmelo Bene e Giancarlo Giannini.
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