Il feticismo (o feticismo sessuale) è una parafilia consistente nello spostamento dell'attrazione sessuale dalle zone erogene primarie, tipicamente i genitali femminili e maschili, a parti del corpo che non sono considerate tali e/o a oggetti sia correlati al corpo che non correlati.
Siccome il feticismo è definito "parafilia", è contrapposto alla "normofilia", per cui l'attrazione sessuale viene intesa già in partenza come una deviazione da una norma. Quindi, il feticismo è un'attrazione sessuale per qualcosa che fuoriesce dai canoni della sessualità tradizionale siccome quest'ultima presuppone i genitali quali oggetti libidici primari.
La 5ª edizione del DSM distingue la parafilia dal "disturbo parafilico", cioè una parafilia talmente persistente, intensa e compulsiva che provoca malessere e danni a sé e agli altri nell'ambito della vita sessuale, sociale e lavorativa; in contesto di feticistico, il "feticismo sessuale" viene contrapposto al più raro "disturbo feticistico".
Pertanto, il comune feticismo sessuale e i relativi atti ("comportamenti/atti feticistici") non causano alcun detrimento alla vita sessuale, sociale e lavorativa del soggetto. In quanto tali, il comune feticismo sessuale non è classificabile con le categorie di "malattia mentale, morbo, patologia, mania, pericolo" o "perversione" inteso come vocabolo con connotato negativo.
Il feticismo si ritrova sia tra gli uomini che le donne, a prescindere dall'orientamento sessuale; il feticismo stesso comunque non è un orientamento sessuale. Il feticismo è più prevalente negli uomini. Dopo un lungo studio sulle fantasie erotiche e sul comportamento sessuale, lo psichiatra Robert Stoller concluse che per gli uomini "feticizzare è normale": essi risultano molto più propensi ad associare una certa carica erotica a una particolare zona prediletta del corpo della donna..
Potenzialmente tutti i feticismi sono celebrabili nella Giornata internazionale del feticismo (IFD), che cade il terzo venerdì di gennaio ogni anno; il colore tematico è il viola ed è celebrabile anche da chi non ha alcun feticismo in segno di supporto.
Presentazione
Origine del termine L'etimo della parola "feticismo" viene dalla lingua portoghese; a sua volta deriva dal latino "factitius", cioè "artefatto, costruito, fabbricato" in contrapposizione a qualcosa di naturale e spontaneo. I mercanti di schiavi usavano il termine "feticismo" per indicare l'adorazione da parte degli indigeni africani dei "feticci", ovvero degli artefatti ritenuti sacri dalle popolazioni locali (e.g., le statuine di divinità).
Il termine, dall'ambito etnico e antropologico, nei secoli successivi è stato poi esteso in vari campi, incluso quello della sessualità, per cui è nato il concetto di "feticismo sessuale".
Distinzione con il disturbo parafilico
Il feticismo è normalmente caratterizzato da una supervalutazione psicologica dell'oggetto sessuale che si può estende a ogni cosa a esso associata. Un certo grado di feticismo rientra abitualmente nell'ambito della sessualità normale, specialmente quando il desiderio di intrattenere un rapporto sessuale con la persona amata non è immediatamente esaudibile (così, ad esempio, chi si trova lontano dalla persona amata può assurgere a feticcio un indumento intimo).
L'attrazione più raramente diventa patologica ed è classificata come "disturbo feticistico", cioè una sottocategoria del "disturbo parafilico". L'attrazione è classificabile come patologia/condizione patologica solo quando il feticcio arriva a sostituirsi completamente al coito/penetrazione sessuale, per cui il soggetto fatica ad avere o mantenere un'erezione e ad avere un rapporto sessuale completo (per puro desiderio o per avere figli). In altre parole, diventa una patologia quando il feticcio si distacca da qualsiasi determinata persona e diventa per sé solo l'oggetto sessuale.Sigmund Freud, Tre saggi sulla sessualità, 1905, Vol. 1: "Le aberrazioni sessuali"
Altri casi in cui l'attrazione sessuale verso zone erogene non primarie è classificata come "disturbo feticistico" e "patologia" sono quelli in cui gli atti feticistici diventano compulsivi, dunque troppo ripetitivi, persistenti e ossessivi.
Infine, l'attrazione è classificata come disturbo feticistico e patologia se il soggetto compie atti sessuali senza il permesso del/della partner in modo improvvisato o pianificato; questi atti, siccome violano la libertà sessuale di un'altra persona e provocano un danno, costituiscono violenza sessuale.
La preferenza dettata dai gusti personali, invece, per quanto apparentemente bizzarra o inconsueta, nel caso di una relazione sessuale, non toglie al soggetto la consapevolezza che si sta relazionando con una persona e quindi non toglie nel soggetto la sensibilità, l'empatia, la comunicazione con l'altra persona. Peraltro le pratiche feticiste possono anche rientrare nei preliminari sessuali o inserirsi direttamente all'interno di un rapporto sessuale.
Manifestazioni
Il feticismo può manifestarsi in una persona in varie forme; Alfred Binet, uno psicologo e ipnotista francese dell'Ottocento, asserì come l'"amore normale" sia in realtà il risultato di una complicata forma di feticismo. e suggerì la classificazione dei feticismi in 2 categorie: "amore plastico" e "amore spirituale".
L'amore plastico indica la devozione da attrazione sessuale verso oggetti animati (e.g., parti del corpo, etnie particolari e animali) e oggetti inanimati correlati con il corpo (e.g., calze da donna, scarpe, mutandine, gonne, tatuaggi, uniformi, vestiti in latex o pelle o polivinile) e anche non correlati con il corpo (e.g., candele e palloncini). Il concetto di "amore plastico" è quello più conosciuto: per alcuni feticisti, stabilire un contatto sensoriale più o meno profondo con l'oggetto della propria attrazione sessuale è importante almeno quanto il coito ordinario. Esempi di contatto sono vedere, toccare, baciare, ascoltare, leccare, ingoiare.
L'amore spirituale è un concetto che non è globalmente accettato perché è impossibile darne una definizione esaustiva; è genericamente come la devozione da attrazione sessuale verso comportamenti, classi sociali, attitudini e ruoli. Il concetto non è globalmente accettato siccome è impossibile darne una definizione esaustiva. Inoltre, è difficile provare che una devozione verso comportamenti, classi sociali, attitudini e ruoli sia specificatamente a sfondo sessuale. È anche difficile incorporare una "idea" all'interno di un atto sessuale. Tuttavia, l'ossessione mentale può progredire verso l'"amore plastico". Per esempio, la devozione da attrazione sessuale verso un dato comportamento sociale potrà introdurlo al roleplay (gioco di ruolo) in ambito sessuale.
Il sessuologo tedesco Magnus Hirschfeld sostenne che l'attrazione sessuale non si origina mai in una persona nel suo complesso, ma è sempre il prodotto dell'interazione di caratteristiche individuali. Affermò che quasi tutti hanno un interesse speciale e sono quindi affetti da una forma non patologica di feticismo. La teoria di Hirschfeld viene spesso menzionata nel contesto del comportamento specifico nel ruolo di genere: le donne presentano stimoli sessuali mettendo in evidenza parti del loro corpo, vestiti o accessori, mentre gli uomini reagiscono a essi.
Il feticcio può anche essere determinato da un'associazione simbolica inconscia, sia indipendente che dipendente dalle primissime esperienze sessuali nell'infanzia. Ad esempio, il piede è un antichissimo simbolo sessuale che compare perfino nella mitologia ed è il focus del feticismo dei piedi, mentre la pelliccia contiene un'associazione con la peluria del monte di Venere (la zona anatomica appena sopra i genitali maschili e femminili).
Secondo Valerie Steele, il feticismo sessuale può essere ordinato in 4 gradi di intensità con cui si manifesta: Livello 1: esiste una leggera preferenza per certi tipi di partner, stimoli o attività sessuali. La preferenza è talmente leggera da non essere classificabile come "feticismo sessuale". Livello 2: esiste una forte preferenza per i casi citati nel primo livello, ma non servono per raggiungere e mantenere l'erezione prima e durante un rapporto sessuale che include la penetrazione sessuale o l'eccitazione sessuale in una donna (feticismo sessuale a bassa intensità). Livello 3: sono necessari degli stimoli al/dal feticcio per consentire e mantenere l'eccitazione sessuale in un uomo o donna durante una penetrazione sessuale (feticismo sessuale a moderata intensità). Livello 4: gli stimoli al/dal feticcio prendono il posto dell'intero partner, per cui nulla oltre il feticcio permette l'innesco dell'eccitazione sessuale, il mantenimento di essa e in generale l'interesse e soddisfazione sessuale (feticismo sessuale ad alta intensità; in tal caso, secondo la terminologia del DSM-5, l'attrazione sessuale non sfocia più nel comune feticismo, ma nel più raro disturbo feticistico).
In relazione al modo in cui il feticismo si esprime è possibile distinguere tre categorie di feticisti indicate in un'opera che però è incentrata sul disturbo narcisistico di personalità: feticisti oggettivi, per i quali il feticcio inanimato simboleggia una persona inaccessibile; feticisti somatici, per i quali una parte del corpo simboleggia una persona (e per estensione una relazione) fortemente desiderata e irraggiungibile; feticisti astratti, che sono attratti da una deformità o altra caratteristica fisica che implica inferiorità o debolezza in modo da soddisfare le loro fantasie narcisiste di onnipotenza e superiorità innata.
Le interazioni sensoriali con il feticcio
Esistono svariate pratiche feticistiche raggruppabili in base al canale sensoriale coinvolto principalmente oppure in base alla natura del feticcio.
Il canale visivo, oltre a essere alla base del voyeurismo, ha molto spesso un ruolo primario: la prima forma di interazione sensoriale con il feticcio (parte del corpo, oggetto o azione investita di libido) è l'osservazione. Esempi di osservazione sono la vista dei piedi nudi o velati da calze, delle scarpe da donna, della biancheria intima femminile, dei vestiti di latex o polivinile, di vestiti bagnati (anche con effetto see-through), di corpi nudi con tatuaggi e piercing, di una donna che indossa dei leggings attillati (dunque un capo d'abbigliamento in spandex o "elastam") e di donne con caratteristiche fisiche particolari (e.g., gigantesse/amazzoni, nane, BBW e donne di una particolare etnia). L'osservazione si può anche spingere allo svolgimento di azioni come calpestare oggetti (crush fetish), sfilarsi le scarpe o le calze, fare dondolare una scarpa (dangling), sfilare il tallone da una scarpa con i tacchi o ballerina (heelpopping), fumare, stare sott'acqua senza vestiti e gonfiare palloncini. Durante l'interazione visiva, la partner può stabilire un contatto visivo e emotivo con il partner, ostentare un atteggiamento freddo e di superiorità, ignorare il partner come forma di umiliazione o fare finta di essere totalmente ignara di essere osservata. Lo stesso avviene nella fotografia erotica, per cui la persona fotografata può ignorare l'osservatore o osservarlo con un certo tipo di atteggiamento; a prescindere dall'atteggiamento, il contatto visivo in retorica dell'immagine buca la quarta parete (il confine tra lo schermo digitale e il resto della realtà) per stabilire un contatto visivo e emotivo con l'osservatore, come se gli desse del "tu".