Cerda (Cerda in ) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Palermo in Sicilia.
Sorge in una zona collinare tra l'Imera settentrionale e il Torto, ex feudo di Calcusa.
Geografia fisica Clima
Origini del nome L'origine del toponimo è tradizionalmente ricondotta alla nobile famiglia spagnola de la Cerda, discendente da Ferdinando de la Cerda, primogenito del re Alfonso X di Castiglia ed erede designato dei regni di Castiglia e León. Alla morte di Ferdinando, avvenuta nel 1275, i suoi figli furono esclusi dalla successione in favore dello zio Sancho IV di Castiglia, dando origine a una lunga contesa dinastica. La casata mantenne comunque un ruolo di primo piano nella nobiltà iberica, ottenendo successivamente il ducato di Medinaceli. Secondo la tradizione, il soprannome de la Cerda fu attribuito a Ferdinando poiché nato con una ciocca di peli sul petto, assimilata alle setole del maiale (cerda in lingua spagnola), appellativo che fu poi assunto come cognome dai suoi discendenti. Altre interpretazioni riconducono invece il nome direttamente al vocabolo spagnolo cerda, traducibile in italiano come «scrofa»,Secundí Sañé, Giovanna Schepisi, Dizionario spagnolo-italiano, italiano-spagnolo, Zanichelli, 2005. oppure lo mettono in relazione con Cerdà, comune della Comunità Valenciana. La presenza della famiglia nel territorio è attestata da Giuseppe San Esteban y de la Cerda, barone di Calcusa e di Fontana Murata, cavaliere dell'Ordine di Alcántara e governatore del Monte di Pietà di Palermo negli anni 1646, 1659 e 1660. Con privilegio del 13 febbraio 1659, esecutoriato il 16 gennaio 1663, egli ottenne la concessione del titolo di marchese, contribuendo all'affermazione del ramo siciliano della famiglia.
Storia L'abitato sorse nel territorio del feudo di Calcusa, appartenente in età medievale alla contea di Collesano. Nel 1430 il feudo fu separato dalla contea durante la signoria di Gilberto Centelles e passò successivamente ai Ventimiglia, conti di Geraci; nel 1453 Luciano Ventimiglia, signore di Castronovo, lo cedette ad Antonio de Simone Andrea, con diritto di riscatto entro vent'anni.
Il feudo rimase quindi alla famiglia Bardi. Nel 1526 Salvatore Bardi ottenne dall'imperatore Carlo V una prima licentia populandi per i feudi di Calcusa e Fontanamurata, con la facoltà di riunire nuovi abitanti presso il cosiddetto «Fondaco Nuovo»; l'iniziativa non condusse tuttavia alla fondazione di un vero e proprio centro urbano. Un primo nucleo di abitazioni, comprendente anche una chiesa, è attestato soltanto circa un secolo più tardi. L'insediamento prese il nome di «Fondaco Nuovo» dalla presenza di un fondaco posto lungo la strada di collegamento tra la costa tirrenica e i centri montani delle Madonie, utilizzato come luogo di sosta per viaggiatori e mercanti.
La fondazione dell'attuale centro abitato risale invece alla seconda metà del XVII secolo. Acquisiti i feudi di Calcusa e Fontanamurata, il nobile Giuseppe Santostefano e Cerda avviò nel 1656 la costruzione di nuovi edifici. Il 13 febbraio 1659 ottenne da Filippo IV di Spagna una nuova licentia populandi e il titolo di marchese; successivamente gli fu riconosciuto anche il mero e misto imperio, ossia la facoltà di esercitare la giurisdizione feudale. La licentia populandi è conservata presso l'Archivio di Stato di Palermo, nel fondo del Protonotaro del Regno, volume 617.
La crescita dell'abitato fu inizialmente lenta: nella prima metà del XVIII secolo la popolazione non superava il centinaio di abitanti, mentre nel 1798 risultavano residenti. Nel corso dell'Ottocento il centro conobbe invece un consistente incremento demografico, raggiungendo abitanti nel 1881.
Parallelamente all'aumento della popolazione si consolidò l'assetto urbanistico del paese, caratterizzato da un impianto regolare con isolati rettangolari allungati disposti lungo il pendio. L'asse principale coincideva con l'antica strada di attraversamento del territorio, sulla quale prospettava la residenza baronale, sorta in prossimità del nucleo originario e del fondaco. A una quota superiore venne edificata la chiesa madre, divenuta parrocchia nel 1703 con il titolo dell'Immacolata Concezione; ai suoi lati si svilupparono in seguito il palazzo municipale e palazzo Russo, mentre la sistemazione della piazza antistante risale al 1871.
Nel corso del XIX secolo Cerda acquisì una propria autonomia amministrativa; una tradizione storiografica locale ne colloca la costituzione in comune nel 1842.
Simboli
Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano del 18 aprile 2011.
Stemma
Gonfalone Il gonfalone è un drappo di rosso.
Bandiera La bandiera è un drappo rettangolare di rosso caricato al centro dello stemma comunale, al di sotto del quale campeggiano le iscrizioni in bianco "COMUNE DI CERDA" e "CITTÀ METROPOLITANA DI PALERMO".
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Il principale edificio di culto cittadino è la chiesa madre di Cerda, dedicata all'Immacolata Concezione. Costruita tra la fine del XVI e il XVII secolo, fu ampliata e rimaneggiata nel corso dell'Ottocento.
Tra gli altri edifici religiosi si ricordano la chiesa di San Giuseppe, la chiesa della Madonna dei Miracoli e il Santuario della Madonna della Catena, situato in contrada Baiata. Quest'ultimo, costruito nel 1915 e inaugurato l'anno successivo dal cardinale Alessandro Lualdi, costituisce una delle principali mete di pellegrinaggio del territorio comunale in occasione della festa celebrata nell'ultima domenica di agosto.
Architetture civili Tra gli edifici storici del centro abitato figura il Palazzo Marchese, già palazzo baronale dei marchesi Santostefano della Cerda, documentato almeno dal 1626 e considerato uno dei più antichi edifici del paese. L'edificio presenta un impianto architettonico sobrio, tipico dell'edilizia storica delle Madonie, pur essendo stato interessato da numerosi interventi di rimaneggiamento nel corso dei secoli.
Sulla piazza principale si affaccia il Palazzo Russo, il cui salone delle feste conserva un ciclo di affreschi realizzato nel 1892 dai pittori Enrico Cavallaro e Brusca, collaboratori di Ernesto Basile nella decorazione del Teatro Massimo Vittorio Emanuele di Palermo.
Tra gli edifici di interesse storico figura inoltre il Palazzo Coniglio.
Siti d'interesse A circa dal centro abitato, nel territorio comunale di Termini Imerese, sorgono le storiche Tribune della Targa Florio, realizzate lungo il circuito della celebre competizione automobilistica, considerata la più antica corsa automobilistica su strada del mondo. Il complesso costituisce una delle più significative testimonianze monumentali della manifestazione ed è strettamente legato alla storia del territorio cerdese.
Nel centro abitato è inoltre presente il Monumento al Carciofo, dedicato al principale prodotto agricolo locale, simbolo dell'identità economica e culturale del comune.
Società Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere Al 31 dicembre 2023 gli stranieri residenti a Cerda sono 187, pari al 3,8% della popolazione. Le comunità più numerose sono quella proveniente dall'Albania, con il 51,9% del totale degli stranieri residenti, e quella della Romania, con il 36,9%.
Tradizioni e folclore
La patrona di Cerda è Maria Santissima Addolorata, la cui festa ricorre il 16 agosto ed è celebrata con solenni manifestazioni religiose e civili. Tra le celebrazioni più sentite figura inoltre la processione del Venerdì santo, che richiama ogni anno numerosi fedeli.
Particolarmente venerata è anche la Madonna della Catena, cui è dedicato il santuario di contrada Baiata. L'edificio, costruito nel 1915 e inaugurato l'anno successivo dal cardinale Alessandro Lualdi, allora arcivescovo di Palermo, e dal sindaco Luigi Russo, è meta dell'annuale pellegrinaggio che si svolge nell'ultima domenica di agosto.
Tra le altre devozioni popolari si ricordano quelle dedicate alla Madonna dei Miracoli, a San Giuseppe, a Santa Lucia, a san Pio e all'Assunta.
Una delle tradizioni religiose più caratteristiche del paese è la Tavolata di San Giuseppe, conosciuta nel dialetto locale come i Virgineddi, che si svolge il 19 marzo. Nata come rito caritativo destinato ai poveri, consiste nell'allestimento di tavole riccamente imbandite con le pietanze tipiche della ricorrenza, tra cui la pasta con le sarde, la ghiotta di finocchi e pinoli, gli sfinci e il tradizionale pane di San Giuseppe, artisticamente decorato. La celebrazione, ancora oggi molto partecipata, si conclude con le tradizionali invocazioni in onore del santo.
Cultura Istruzione Scuole Nel territorio comunale hanno sede un istituto comprensivo, una scuola secondaria di primo grado, due scuole secondarie di secondo grado e una sede del Centro provinciale per l'istruzione degli adulti.
Musei A Cerda ha sede il museo Vincenzo Florio junior, dedicato alla storia della famiglia Florio e della Targa Florio. Allestito negli ex garage del Motel Aurim, in via Roma, conserva fotografie, documenti, libri, plastici, trofei, tute, caschi e numerosi cimeli legati alla celebre competizione automobilistica siciliana. Tra i pezzi più significativi figurano la Targa Florio del 1926, unica assegnata direttamente alla casa automobilistica Bugatti, e una riproduzione in scala reale di una Bugatti, realizzata in ferro e lamiera dall'artista Calogero Sperandeo in ricordo della vittoria di Costantino Costantini nell'edizione del 1925.
Cinema Nel territorio comunale sono state girate alcune scene del film Sicilian Dream, ambientato durante la Targa Florio del 1910 e realizzato con l'impiego di vetture d'epoca, tra cui una Nazzaro. La produzione, curata da David Biggins con la collaborazione di Francesco da Mosto e Alain de Cadenet, ha visto la partecipazione di Nino Vaccarella, Silvana Paladino, Antonio Catanzaro, Serafino Barbera e numerosi appassionati della storica corsa automobilistica.
Eventi La principale manifestazione cittadina è la Sagra del Carciofo, dedicata al carciofo, prodotto simbolo dell'economia agricola locale. La manifestazione, istituita negli anni 1980 e organizzata annualmente il 25 aprile, comprende degustazioni gastronomiche, esposizioni dei prodotti tipici, spettacoli folkloristici e iniziative culturali volte alla valorizzazione delle produzioni del territorio.
Geografia antropica Il cuore del paese è la piazza La Mantia che si distende su più piani raccordati da scalinate. Su di essa si affacciano, a sinistra, il Municipio, al centro la Chiesa Madre e, sulla destra, il palazzo Russo. La sua attuale sistemazione risale al 1871; sino ad allora si trattava di uno spiazzo polveroso, occupato da baracche abusive ed infestato dal fetore delle fognature a cielo aperto. Con delibera del consiglio comunale n. 269 del 18 maggio 1871 si stabilì di abbattere le baracche, di sistemare le fogne e di costruire le attuali scalinate. Le spese relative alla sistemazione della piazza furono a carico del signor Antonio Russo, proprietario dell'omonimo palazzo e sindaco in carica del comune di Cerda, spese che ammontarono a circa 1800 lire. La piazza che sino ad allora si chiamava piazza Matrice, fu dedicata a Vito La Mantia, illustre cittadino cerdese e noto studioso di storia del diritto, avvocato e magistrato presso il Tribunale di Palermo. Nel Pantheon (chiesa di San Domenico) di Palermo, sulla navata destra, è possibile ammirare un monumento marmoreo a lui dedicato.
Infrastrutture e trasporti Il comune è interessato dalla strada statale 120 dell'Etna e delle Madonie, dalla Strada Provinciale 7 di Montemaggiore e dalla Stazione Ferroviaria di Cerda.
Amministrazione Marchesi di Murata La Cerda