È stato presidente del Consiglio dei ministri del Perù dal 2 aprile 2015 al 28 luglio 2016 e nuovamente dal 15 luglio al 6 agosto 2020.

Biografia

Origine e formazione Pedro Cateriano nasce a Lima nel 1958. Studia giurisprudenza alla Pontificia Università Cattolica del Perù, conseguendo poi un dottorato di ricerca presso l'Instituto Universitario de Investigación Ortega y Gasset, affiliato all'Università Complutense di Madrid. Lavora successivamente come professore di diritto costituzionale presso l'Università di Lima.

Carriera politica Entra in politica nel 1988, quando aderisce al partito Movimento Libertà (Movimiento Libertad) guidato dallo scrittore Mario Vargas Llosa, candidandosi successivamente alla Camera dei deputati nelle elezioni parlamentari del 1990. Qui viene eletto. Tuttavia, il colpo di Stato del 5 aprile 1992 comporta lo scioglimento del Congresso, privandolo quindi della carica di parlamentare.

Si candida nuovamente al Parlamento nelle elezioni del 1995, non risultando però eletto.

Dopo la caduta del governo di Alberto Fujimori e l'inizio del governo di Alejandro Toledo, Pedro Cateriano viene nominato viceministro della giustizia, ricoprendo la carica dal 2001 al 2002.

Il 21 febbraio 2012 viene nominato agente dello Stato Peruviano presso la Corte interamericana dei diritti umani per il caso dell'Operazione Chavín de Huántar, difendendo la versione del governo secondo cui non vi furono esecuzioni durante la liberazione degli ostaggi nella residenza dell'ambasciatore giapponese nel 1997.

Nel luglio seguente è scelto dal presidente Ollanta Humala come nuovo ministro della difesa in sostituzione di José Urquizo Maggia. Nonostante i molteplici cambi dei primi ministri, rimane in carica fino al 2 aprile 2015, quando, a seguito della mozione di sfiducia nei confronti del gabinetto di Ana Jara, è designato presidente del Consiglio dei ministri. Riveste tale ruolo fino al 28 luglio 2016, con la fine della legislatura.

Nel luglio 2020 assume nuovamente l'incarico di presidente del Consiglio dei ministri, sostituendo Vicente Zeballos. Venti giorni dopo, a seguito del respinto voto di fiducia da parte del Parlamento, presenta le proprie dimissioni al presidente Martín Vizcarra.

Nello stesso anno aderisce al partito Tutti per il Perù (Todos por el Perú), mentre due anni dopo entra a far parte di Libertà Popolare (Libertad Popular).

Onorificenze

Onorificenze straniere

Note

Altri progetti

Categoria:Presidenti del Consiglio dei Ministri della Repubblica Peruviana Categoria:Ministri della Difesa della Repubblica Peruviana Categoria:Cavalieri di Gran Croce dell'Ordine di Isabella la Cattolica